Wall Street ha appena dato il benvenuto a un altro fondo negoziato in borsa (ETF) dedicato alle criptovalute, ma il grafico dei prezzi di Polkadot non ha esattamente steso il tappeto rosso. Il 6 marzo, il gestore di asset digitali 21shares ha lanciato il primo fondo negoziato in borsa spot Polkadot (DOT) negli Stati Uniti, offrendo agli investitori un'esposizione regolamentata al token nativo della rete blockchain, DOT. Il fondo è negoziato con il ticker TDOT sul Nasdaq ed è fisicamente garantito, il che significa che detiene token DOT reali anziché derivati. L'ETF applica una commissione di gestione dello 0,30% e ha debuttato con un capitale iniziale di circa 11 milioni di dollari. Nonostante questo traguardo, il DOT ha registrato un calo dell'1,7% circa nelle ultime 24 ore e di oltre il 7% questa settimana, a riprova del fatto che i mercati non sempre festeggiano il lancio di un prodotto al momento giusto.
Polkadot, creato dal co-fondatore di Ethereum Gavin Wood, è progettato per collegare blockchain indipendenti in un'unica rete interoperabile, consentendo loro di comunicare e trasferire dati tra le catene. La sua architettura parachain consente a blockchain specializzate di operare in parallelo, una struttura volta a migliorare la scalabilità e la flessibilità per gli sviluppatori. L'arrivo di TDOT amplia la crescente gamma di prodotti negoziati in borsa negli Stati Uniti, che fino a poco tempo fa si concentrava principalmente su bitcoin (BTC) ed ethereum (ETH).
Per Polkadot, l'ETF offre una maggiore visibilità nella finanza tradizionale e un nuovo test per verificare se gli investitori istituzionali sono pronti a diversificare oltre i nomi più importanti delle criptovalute.
















