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Il Bitcoin supera i 66.000 dollari mentre l'accordo tra Stati Uniti e Iran innesca un'ondata di propensione al rischio sui mercati

Lunedì mattina gli asset rischiosi hanno registrato un forte rialzo, grazie alla convergenza di diversi fattori: l'accordo quadro di pace tra Stati Uniti e Iran, l'IPO da record di SpaceX e il calo dei prezzi del petrolio, che hanno spinto il bitcoin oltre i 66.600 dollari e i futures azionari ai massimi di seduta, in vista della decisione del FOMC di mercoledì.

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Il Bitcoin supera i 66.000 dollari mentre l'accordo tra Stati Uniti e Iran innesca un'ondata di propensione al rischio sui mercati

Punti chiave

  • Lunedì mattina il bitcoin ha superato i 66.600 dollari, con un rialzo di oltre l'11% rispetto ai minimi di inizio giugno, vicini ai 59.375 dollari.
  • L'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran proposto da Trump ha fatto scendere il greggio WTI del 3-5%, facendo salire le azioni, l'oro e le criptovalute.
  • La decisione del FOMC del 17 giugno sotto la guida del presidente Kevin Warsh è il prossimo importante catalizzatore di volatilità.

Il Bitcoin sale a 66.600 dollari

Lunedì mattina alle 9:00 ora della costa orientale, il Bitcoin veniva scambiato a oltre 66.600 dollari, in rialzo di circa il 3,5% rispetto alle recenti sessioni e di oltre l'11% rispetto ai minimi di inizio giugno vicini ai 59.375 dollari. Ethereum è salito a 1.774 dollari, guadagnando circa il 6,5% nello stesso periodo. XRP ha guadagnato l'8,7% e Solana (SOL) è salito del 7,4%, mentre la capitalizzazione di mercato totale delle criptovalute si è mantenuta sopra i 2,35 trilioni di dollari.

Il rialzo ha seguito da vicino il diffuso clima di propensione al rischio alimentato dagli sviluppi geopolitici del fine settimana e dal continuo effetto positivo del clamoroso debutto di SpaceX sul Nasdaq.

Accordo quadro USA-Iran: cosa si sa

Il presidente Donald Trump ha annunciato domenica tramite Truth Social che "l'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo", citando la riapertura immediata e senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e la rimozione del blocco navale statunitense sui porti iraniani.

Funzionari statunitensi e iraniani, insieme ai mediatori pakistani, hanno confermato di aver raggiunto un accordo sul testo di un memorandum d'intesa preliminare. L'accordo proroga il cessate il fuoco di 60 giorni, riapre immediatamente lo Stretto e rinvia i dettagli sul programma nucleare a negoziati successivi. La firma ufficiale è prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera.

L'accordo rimane provvisorio. Il testo completo non è stato reso pubblico, gli integralisti iraniani hanno espresso opposizione e Israele ha indicato che non sarà vincolato dai termini che coinvolgono il Libano. Lunedì alcuni ex funzionari statunitensi hanno avvertito che l'accordo fa guadagnare tempo per negoziati nucleari "lunghi e tediosi" piuttosto che risolvere le controversie fondamentali.

Il petrolio scende, le azioni salgono

Il greggio WTI è sceso nella fascia tra gli 81 e gli 85 dollari al barile, con un calo dal 3% al 5% sulla scia delle aspettative di allentamento delle tensioni, dato che lo Stretto di Hormuz rappresenta una quota significativa del commercio globale di petrolio e gas. Il Brent si è mantenuto nella fascia tra gli 84 e gli 87 dollari.

I futures sul Nasdaq-100 indicavano un guadagno di oltre il 2% all'apertura, con i futures sull'S&P 500 in rialzo di circa l'1,3% e quelli sul Dow Jones in crescita di circa l'1%. L'S&P 500 ha toccato il massimo storico di 7.620,90 all'inizio di giugno 2026 e ha mostrato una ripresa costante da febbraio, con una volatilità legata al conflitto iniziale in Medio Oriente.

Le azioni di SpaceX hanno guadagnato circa il 6% nelle contrattazioni pre-mercato di lunedì, prolungando un forte debutto dopo essere state quotate a 135 dollari l'11 giugno e aver chiuso la loro prima sessione al Nasdaq a circa 161 dollari, un guadagno del 19% che ha spinto la loro capitalizzazione di mercato oltre i 2,1 trilioni di dollari.

L'oro mantiene posizioni elevate

Alle 9:00 l'oro veniva scambiato a 4.347 dollari in acquisto e 4.349 dollari in vendita, in rialzo del 3,05% nella sessione e toccando un massimo giornaliero di 4.350,40 dollari. L'argento ha guadagnato il 4,62% a 71,04 dollari in acquisto, mentre il platino ha guadagnato il 4,72% e il palladio è salito del 5,21%. I metalli preziosi hanno mantenuto livelli elevati nonostante il ritorno alla propensione al rischio, sostenuti dai continui acquisti delle banche centrali e dalla persistente incertezza monetaria, anche se i prezzi del petrolio hanno registrato un calo.

Mercoledì si riunisce il FOMC

Il Federal Open Market Committee (FOMC) si riunisce dal 16 al 17 giugno, con una decisione sui tassi prevista per mercoledì. I mercati scontano un mantenimento dell'attuale intervallo obiettivo. La riunione includerà una sintesi delle proiezioni economiche, un grafico a punti aggiornato e una conferenza stampa con il nuovo presidente, Kevin Warsh, che darà il tono alle indicazioni di politica monetaria per tutta l'estate.

L'inflazione persistente, con recenti dati sull'IPC intorno al 4,2% su base annua secondo alcune stime, rimane il principale ostacolo a qualsiasi cambiamento verso una politica accomodante. Il tono del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh sarà seguito con attenzione.

Cosa stanno osservando gli operatori

Le prossime 48-72 ore avranno un peso significativo. I mercati monitoreranno:

  • I dettagli ufficiali della firma in Svizzera il 19 giugno
  • Le reazioni del leader supremo iraniano e degli integralisti al protocollo d'intesa
  • La posizione militare e diplomatica di Israele nei confronti del Libano
  • Le prime misure di attuazione dell'accordo di Hormuz e l'andamento del prezzo del petrolio
  • La dichiarazione del FOMC di mercoledì e il dot plot

Le criptovalute rimangono legate alla propensione al rischio macroeconomico. Una sorpresa "hawkish" da parte della Fed mercoledì potrebbe mettere sotto pressione l'attuale rally, mentre la conferma delle prime fasi di attuazione dell'accordo con l'Iran probabilmente lo prolungherebbe.