Dopo un novembre deludente, i minatori di bitcoin hanno raccolto proventi ancora più esigui nell’ultimo mese del 2025, con un fatturato che ha raggiunto circa 1,21 miliardi di dollari, segnando la seconda performance mensile più debole dell’anno.
I minatori di Bitcoin chiudono il 2025 in rosso, ma l'inizio del 2026 offre una strada da percorrere.

Dicembre porta dolore ai minatori di Bitcoin, ma il peggio potrebbe essere passato
Sebbene le condizioni stiano migliorando per i minatori di bitcoin nel 2026, il reddito di dicembre si è comunque classificato come il secondo mese più debole del 2025, superato solo dal totale cumulativo di aprile di 1,18 miliardi di dollari secondo le statistiche di newhedge.io. A novembre, i minatori avevano incassato 1,26 milioni di dollari, e la cifra di dicembre di 1,21 miliardi di dollari è risultata inferiore del 4,13%.
Il 18 dicembre 2025 ha segnato il giorno più debole del mese per il hashprice, il valore spot stimato assegnato a un unico petahash per secondo (PH/s) di raw hashpower. A quel punto, la tariffa in corso per 1 PH/s era di 36,25 dollari, collocandolo tra i livelli più bassi di hashprice registrati negli ultimi anni.

Anche con il reddito sotto pressione, l’hashrate della rete è rimasto sopra la soglia dei 1.000 exahash per secondo (EH/s), o 1 zettahash per secondo (ZH/s), negli ultimi giorni di dicembre. Mentre la prima settimana di gennaio 2026 si conclude, l’hashrate si attesta a 1.046 EH/s, con un nuovo epoch di difficoltà che dovrebbe arrivare tra due giorni.
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I tempi di blocco si sono leggermente allungati, con una media di 10 minuti e 8 secondi, e le proiezioni attuali suggeriscono che la difficoltà potrebbe ridursi dell’1,4%, anche se questa prospettiva potrebbe cambiare nei prossimi due giorni.
Il leggero allungamento dei tempi di blocco e un potenziale adeguamento al ribasso della difficoltà suggeriscono un modesto sollievo meccanico, ma non un reset fondamentale. Sia i blocchi a tempo medio moderato sia il forte hashrate sono in gran parte dovuti al miglioramento del reddito, con i livelli attuali di hashprice seduti a 40,26 dollari per PH/s.

Lo spot hashprice è salito dell’11% dal minimo del 18 dicembre. Ma le commissioni onchain rappresentano ancora meno dell’1% della ricompensa totale del blocco, lasciando i minatori di bitcoin in gran parte dipendenti dai guadagni di prezzo del BTC per aumentare il valore del sussidio.
Se i prezzi del BTC continueranno a stabilizzarsi e l’hashprice manterrà i suoi recenti guadagni, l’inizio del 2026 potrebbe offrire una base più solida. Fino ad allora, l’economia del mining rimane una prova di efficienza, resistenza del bilancio e pazienza.
FAQ ⛏️
- Perché i minatori di bitcoin hanno avuto difficoltà a dicembre 2025?
I ricavi sono scesi a 1,21 miliardi di dollari poiché l’hashprice è sceso a minimi pluriennali e le commissioni di transazione sono rimaste minime. - Cosa è cambiato per i minatori di bitcoin entrando nel 2026?
L’hashprice è rimbalzato dell’11% rispetto al minimo del 18 dicembre, mentre gli indicatori di hashrate di rete e di ricavo hanno iniziato a migliorare. - Quanto è forte la rete bitcoin nonostante il minore reddito dei minatori?
L’hashrate ha mantenuto oltre 1 zettahash per secondo fino a fine dicembre, segnando una partecipazione continua nel mining. - Su cosa si affidano i minatori per migliorare la redditività all’inizio del 2026?
I minatori dipendono in gran parte dai guadagni di prezzo del BTC, con le commissioni onchain che continuano a contribuire a meno dell’1% delle ricompense dei blocchi.














