I mercati hanno rivisto drasticamente le aspettative sulla Federal Reserve, con le probabilità di un aumento dei tassi nel breve termine che ora superano quelle di un taglio per la prima volta dall'inizio del ciclo di allentamento monetario.
I mercati ribaltano la situazione: per la prima volta nel ciclo del 2026, le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed superano quelle di un taglio

Le aspettative sui tassi cambiano bruscamente mentre la Fed mantiene i tassi e i mercati rivalutano
Il cambiamento, rilevato dal Market Probability Tracker della Federal Reserve Bank di Atlanta, segna una svolta significativa rispetto all'inizio del 2026, quando gli operatori erano fortemente orientati verso riduzioni dei tassi poiché l'inflazione sembrava rallentare. Ora, quella narrativa sta vacillando.
Il tracker, che ricava le probabilità dalle opzioni CME legate al Secured Overnight Financing Rate (SOFR) composto a tre mesi, mostra una crescente inclinazione verso il rischio di inasprimento. I dati recenti collocano la probabilità di un aumento di 25 punti base entro tre mesi tra il 15% e il 19,2%, dopo aver sfiorato brevemente circa il 25% la scorsa settimana.
Al contrario, le aspettative di un taglio dei tassi sono crollate. Le probabilità ora oscillano tra il 16% e il 17,3%, in calo rispetto al 60% circa di febbraio, quando l'allentamento sembrava praticamente assicurato. Nonostante il cambiamento, lo scenario di base rimane invariato. I mercati predittivi, tra cui Polymarket e Kalshi, continuano ad attribuire una probabilità di circa l'85% che la Fed mantenga i tassi invariati fino alla riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) di giugno. Tuttavia, il tono è chiaramente cambiato. I dati del CME Fedwatch riflettono questo cambiamento, mostrando una probabilità modesta ma in aumento di un rialzo, insieme a aspettative in calo di tagli nelle prossime riunioni.
La riunione della Fed di marzo ha alimentato ulteriormente questa riconsiderazione. I responsabili politici hanno mantenuto il tasso sui fondi federali in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, segnalando al contempo un atteggiamento più cauto. I funzionari hanno evidenziato un'attività economica costante, un mercato del lavoro stabile e un'inflazione che rimane "leggermente elevata".
L'aggiornamento del Summary of Economic Projections ha lasciato intravedere una visione più divisa. Mentre la previsione mediana indica ancora un taglio nel 2026, sette responsabili politici ora non prevedono alcun taglio quest'anno, suggerendo un crescente scetticismo all'interno della stessa Fed.
Il presidente Jerome Powell ha ribadito che le decisioni rimarranno dipendenti dai dati, respingendo i paragoni con la stagflazione in stile anni '70, ma riconoscendo che i rischi geopolitici complicano le prospettive.
Tali rischi sono in primo piano. L'escalation delle tensioni che coinvolgono l'Iran e le turbolenze legate ai mercati energetici hanno spinto i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile, sollevando preoccupazioni circa la persistenza dell'inflazione. Allo stesso tempo, i segnali economici rimangono contrastanti, con pressioni sui prezzi che persistono anche se la crescita mostra segni di tensione. Gli analisti affermano che l’idea che le probabilità di un aumento dei tassi superassero quelle di un taglio sarebbe sembrata inverosimile poche settimane fa. Ora, riflette un mercato alle prese con segnali contrastanti: inflazione resiliente, shock geopolitici e una Fed riluttante ad agire troppo rapidamente.

I mercati predittivi rafforzano la posizione cauta. Su Polymarket, il contratto “Quanti tagli dei tassi della Fed nel 2026?” ha attirato un volume di oltre 13 milioni di dollari, con i trader che attribuiscono una probabilità del 29% a zero tagli e del 26% a un singolo taglio. Ciò colloca una probabilità complessiva del 55% su un taglio o su nessun taglio.
I mercati Kalshi mostrano una distribuzione simile. "Esattamente 0 tagli" è in testa con circa il 27% di probabilità, seguito da un taglio al 23% e due tagli al 19%. Il volume totale degli scambi supera i 2,7 milioni di dollari, con prezzi che riflettono una costante deriva verso un minor numero di interventi di politica monetaria.

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Gli scenari estremi rimangono decisamente scontati. Gli esiti che comportano un allentamento aggressivo – come sei o più tagli – sono valutati con probabilità trascurabili, spesso inferiori al 3%. I mercati attendono ora il verbale della riunione di marzo della Fed, previsto per l’8 aprile, che potrebbe fornire maggiori dettagli sui dibattiti interni relativi ai rischi di inflazione e ai livelli di tolleranza. Gli operatori seguiranno con attenzione eventuali segnali di un orientamento più restrittivo sotto la superficie.
Per ora, la conclusione è semplice: la narrativa del taglio dei tassi non è più scontata. Sebbene un rialzo rimanga un esito secondario, la sua crescente presenza nei prezzi di mercato suggerisce che il 2026 potrebbe non svolgersi in modo così lineare come suggerivano le previsioni precedenti.
FAQ 🔎
- Cosa è cambiato nelle aspettative sui tassi della Fed? I mercati mostrano ora una probabilità leggermente superiore di un aumento dei tassi rispetto a un taglio nei prossimi tre mesi.
- Cosa dicono i mercati predittivi sui tagli del 2026? La maggior parte dei trader si aspetta uno o nessun taglio, con zero tagli attualmente l'esito più probabile.
- Perché stanno aumentando le probabilità di un aumento? L'inflazione persistente e l'aumento dei prezzi dell'energia legato alle tensioni geopolitiche stanno guidando questo cambiamento.
- La Fed alzerà i tassi nel 2026? Un rialzo rimane uno scenario meno probabile, ma non è più da escludere.













