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Robert Kiyosaki individua tre tipi di reddito che distinguono i ricchi dai poveri

Robert Kiyosaki sostiene che la differenza tra lavorare per uno stipendio e costruire ricchezza risieda in tre tipi di reddito: da lavoro, da portafoglio e passivo. Nel suo ultimo post formula inoltre affermazioni di ampio respiro in materia fiscale che dipendono dal modo in cui il reddito viene generato.

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Robert Kiyosaki individua tre tipi di reddito che distinguono i ricchi dai poveri

Punti chiave

  • Kiyosaki suddivide il reddito nelle categorie di reddito da lavoro, da capitale e passivo.
  • Egli associa lo stipendio ai poveri e il reddito passivo ai ricchi.
  • Il trattamento fiscale negli Stati Uniti dipende dall’attività svolta e dal tipo di reddito in questione.

Tre tipi di reddito, secondo Kiyosaki

Uno stipendio, il rendimento di un investimento e il reddito derivante da un’attività imprenditoriale possono avere conseguenze fiscali diverse per chi li percepisce. In un post pubblicato il 23 settembre su X, Robert Kiyosaki, autore di “Rich Dad Poor Dad”, ha utilizzato i concetti di reddito da lavoro, da portafoglio e passivo per descrivere quella che, a suo avviso, costituisce la linea di demarcazione tra poveri, classe media e ricchi.

Kiyosaki ha associato il reddito da lavoro alle retribuzioni derivanti da un impiego e il reddito da portafoglio agli investimenti detenuti da molti risparmiatori della classe media. Ha descritto il reddito passivo come denaro che entra senza dover lavorare. Queste tre categorie sostengono la sua tesi più ampia secondo cui imparare il linguaggio del denaro può cambiare il modo in cui le persone pensano al lavoro e alla ricchezza. Kiyosaki ha scritto:

«Studiate, imparate il linguaggio del denaro, perché la notizia migliore è che le parole sono GRATIS».

Il suo riferimento ai piani 401(k) e ai conti pensionistici individuali fa seguito a precedenti osservazioni in cui metteva in discussione i piani pensionistici fortemente orientati alle azioni. Nell’ultimo post, colloca i risparmiatori che utilizzano tali conti nella sua categoria del reddito da portafoglio. Un conto pensionistico, tuttavia, è un modo per detenere investimenti; il conto in sé non costituisce una tipologia di reddito a sé stante.

Dove le sue affermazioni fiscali necessitano di precisazioni

Kiyosaki ha affermato che il reddito da lavoro è spesso tassato in modo più pesante, mentre il reddito passivo è spesso tassato a zero. Secondo le norme dell’IRS sulle attività passive, queste ultime riguardano generalmente un’attività commerciale alla quale il contribuente non partecipa in modo sostanziale o un’attività di locazione. L’IRS tratta generalmente gli interessi, i dividendi e le plusvalenze sugli investimenti come reddito da portafoglio ai fini di tali norme, anche quando l’investitore non svolge alcun lavoro quotidiano per ottenerli. L’esito fiscale dipende anche dalla transazione, dalle detrazioni e dalla situazione del contribuente. I redditi da investimento e quelli derivanti da attività passive possono essere soggetti a tassazione; alcuni contribuenti con redditi più elevati potrebbero dover versare un’imposta aggiuntiva sul reddito netto da investimento. L’affermazione di Kiyosaki secondo cui il reddito passivo è spesso tassato a zero descrive il suo punto di vista, non una norma fiscale generale degli Stati Uniti.

I conti pensionistici aggiungono un’ulteriore distinzione al suo confronto. Il denaro prelevato da un piano 401(k) tradizionale è generalmente tassabile a meno che non venga trasferito, mentre le distribuzioni Roth qualificate possono ricevere un trattamento diverso. Le norme dell’IRS sulle distribuzioni pensionistiche non supportano quindi l’assegnazione di un’unica aliquota fiscale a ogni investimento 401(k) o IRA.

Come il quadro concettuale si adatta ai suoi investimenti

Kiyosaki ha da tempo collegato la sua preferenza per gli immobili che generano reddito alle idee finanziarie esposte nei suoi libri. In un’apparizione nel podcast «Get Rich Education», ha parlato dei propri investimenti immobiliari finanziati con il debito e ha descritto il ricorso al prestito come parte della sua strategia di investimento. Gli immobili possono generare affitti, ma l’importo che un proprietario trattiene dipende dalle spese, dai costi di finanziamento e dalle imposte applicabili.

Lo scorso novembre ha operato una distinzione simile tra il possesso di un bene e la ricerca di flussi di cassa ricorrenti. Dopo aver descritto una vendita di bitcoin, Kiyosaki ha illustrato i piani per investire i proventi in centri chirurgici e in un’attività di cartellonistica. Ha stimato che tali investimenti avrebbero prodotto un reddito mensile, presentando la mossa proposta come un esempio del suo approccio piuttosto che come un rendimento garantito.

Tale distinzione vale anche per le criptovalute: ricevere token come compenso o ricompensa e realizzare una plusvalenza vendendo un investimento può comportare un trattamento fiscale diverso. La differenza tra reddito da criptovalute e plusvalenze illustra perché il nome di un bene da solo non può determinare a quale delle tre categorie di Kiyosaki esso appartenga.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.