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Coin Center Avverte del Sovraccarico del DOJ nei Casi di Tornado Cash e Samourai Wallet

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Le recenti azioni del Dipartimento di Giustizia (DOJ) contro gli sviluppatori di portafogli cripto non custodiali hanno scatenato polemiche e preoccupazione all’interno della comunità delle criptovalute. Secondo Coin Center, queste accuse segnano un significativo cambiamento rispetto alle precedenti politiche degli Stati Uniti riguardo alla trasmissione di denaro, potenzialmente impattando i diritti di libertà e privacy di sviluppatori e utenti allo stesso modo.

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Coin Center Avverte del Sovraccarico del DOJ nei Casi di Tornado Cash e Samourai Wallet

Coin Center: Le Azioni Penali del DOJ Sfidano la ‘Politica Statunitense di Lunga Data sulla Trasmissione di Denaro’

La decisione del DOJ di imputare penalmente gli sviluppatori di portafogli per trasmissione di denaro senza licenza, nonostante non abbiano un reale controllo sui beni degli utenti, rappresenta una preoccupante deviazione dalle consolidate politiche governative. Secondo Peter Van Valkenburgh, direttore della ricerca presso Coin Center, questo sviluppo significa “regolamentazione tramite applicazione penale.” Questo improvviso cambiamento è avvenuto con recenti accuse contro gli sviluppatori di Samourai Wallet e nel corso del caso Tornado Cash, suggerendo un possibile rinnovamento nell’approccio del DOJ alle regolamentazioni cripto.

Van Valkenburgh espone la gravità della situazione, dichiarando, “È stata una politica chiara e costante del governo degli Stati Uniti almeno dal 2013 che gli sviluppatori di portafogli criptovalute e gli utenti di quei portafogli non sono trasmettitori di denaro.” La sua osservazione sottolinea la natura brusca della nuova posizione del DOJ, che contrasta nettamente con le definizioni e le regolamentazioni stabilite dalla Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) e altre autorità regolatorie nel corso dell’ultimo decennio.

Il direttore della ricerca presso Coin Center, ha evidenziato un aspetto cruciale della risposta del DOJ alla mozione di Roman Storm per archiviare l’incriminazione di Tornado Cash. Egli sottolinea che una sezione chiave della replica del DOJ era notevolmente intitolata “La Sezione 1960 Non Richiede che l’Impresa Abbia il Controllo dei Fondi.” Secondo Van Valkenburgh, questa parte della replica suggerisce che l’ambito di un “attività di trasmissione di denaro senza licenza” sotto la Sezione 1960 supera i limiti imposti dal Bank Secrecy Act e dalle definizioni applicate dall’autorità regolatoria pertinente.

Le implicazioni di queste azioni legali vanno oltre l’aula di tribunale. Il recente avvertimento dell’FBI agli utenti dei portafogli cripto sui rischi dell’utilizzo di entità non regolamentate evidenzia le ramificazioni più ampie per la privacy e l’autonomia finanziaria. “Questo è un disastro per lo stato di diritto, i diritti al giusto processo per gli accusati e le nostre libertà fondamentali di espressione e privacy,” ha enfatizzato Van Valkenburgh, sottolineando il profondo impatto sulle libertà personali.

Coin Center ritiene che l’intera comunità delle criptovalute, inclusi gli utenti individuali e altri sviluppatori, potrebbe affrontare sfide senza precedenti se queste tattiche di persecuzione continuassero. Il post sul blog di Van Valkenburgh insiste sul fatto che la potenziale riclassificazione di tutti i software per portafoglio come trasmettitori di denaro, indipendentemente dalla loro natura operativa, potrebbe soffocare l’innovazione e infrangere i diritti degli utenti di gestire i loro asset digitali in modo indipendente.

“Continueremo i nostri sforzi per aiutare i tribunali a comprendere come funziona la tecnologia e come la legge esistente si applica a quella tecnologia,” assicura Van Valkenburgh.

Cosa ne pensi del post sul blog di Coin Center riguardo alle incriminazioni del DOJ nei casi di Tornado Cash e Samourai Wallet? Condividi i tuoi pensieri e opinioni su questo argomento nella sezione commenti qui sotto.