La Consumer Technology Association, che rappresenta oltre 1.200 aziende del settore tecnologico, ha esortato i leader del Senato a portare avanti il CLARITY Act, poiché gli sviluppatori di asset digitali si trovano ad affrontare una situazione di incertezza riguardo alla regolamentazione federale.
1.200 aziende tecnologiche sollecitano il Senato ad approvare rapidamente il CLARITY Act, mentre la normativa statunitense sulle criptovalute subisce pressioni a livello globale

Punti chiave
- La Consumer Technology Association, che rappresenta oltre 1.200 aziende tecnologiche, chiede norme federali più chiare in materia di asset digitali.
- Le aziende sostengono che l’incertezza complichi la conformità normativa, il lancio dei prodotti e la pianificazione degli investimenti a lungo termine.
- L’azione del Senato potrebbe determinare il modo in cui i mercati statunitensi competono con i quadri normativi più chiari presenti all’estero.
La CTA chiede un intervento tempestivo del Senato sul CLARITY Act
La Consumer Technology Association (CTA) ha esortato la leadership del Senato a portare avanti il CLARITY Act mentre i responsabili politici continuano a discutere il quadro normativo per gli asset digitali negli Stati Uniti. La CTA rappresenta oltre 1.200 aziende tecnologiche, dalle startup alle grandi società.
In una lettera del 17 giugno 2026 indirizzata al leader della maggioranza al Senato John Thune (R-SD) e al leader della minoranza al Senato Charles Schumer (D-NY), l’associazione ha sostenuto che le imprese e gli sviluppatori devono affrontare una continua incertezza riguardo alla supervisione federale del settore.
Kinsey Fabrizio, presidente e amministratore delegato della Consumer Technology Association, ha scritto:
«A nome della Consumer Technology Association (CTA), che rappresenta oltre 1.200 aziende tecnologiche, dalle startup ad alcuni dei più grandi innovatori al mondo, esorto il Senato ad agire rapidamente per approvare il CLARITY Act».
La CTA ha affermato che l’incertezza normativa rimane una sfida per le aziende che sviluppano prodotti e servizi basati sulla blockchain. L’associazione ha sottolineato che le tecnologie relative agli asset digitali e alla blockchain vengono utilizzate in tutti i settori per i pagamenti, l’accesso ai servizi finanziari, la sicurezza informatica, le applicazioni relative alla catena di approvvigionamento e altre innovazioni.
Tra le aziende rappresentate dall’organizzazione figurano Amazon, Apple, Google, Intel, LG Electronics, Panasonic, Samsung Electronics, Sony Electronics e Verizon.
La CTA sottolinea le preoccupazioni relative alla competitività e all’innovazione
L’associazione ha sottolineato i recenti progressi bipartisan sulla legislazione, osservando che la Camera dei Rappresentanti ha approvato il CLARITY Act con il sostegno bipartisan e che la Commissione Bancaria del Senato ha successivamente portato avanti la misura attraverso un voto bipartisan.
La CTA ha inoltre sostenuto che norme più chiare sono fondamentali per mantenere la competitività degli Stati Uniti, poiché altre giurisdizioni continuano ad attrarre investimenti e innovazione grazie a quadri normativi meglio definiti. Fabrizio ha sottolineato:
«La CTA sostiene con forza il CLARITY Act ed esorta rispettosamente il Senato a portare la legge in aula e ad approvarla senza indugio».
La lettera ha inoltre evidenziato le disposizioni a tutela degli sviluppatori di software open source e di tecnologie di auto-custodia, affermando che non dovrebbero essere trattati come intermediari finanziari solo perché creano strumenti utilizzati da altri.
La CTA ha aggiunto che la normativa sosterrebbe l’integrità del mercato, la tutela dei consumatori e l’innovazione, incoraggiando l’attività all’interno di mercati statunitensi trasparenti e regolamentati. L’associazione ha concluso che l’approvazione, entro quest’anno, di una normativa sulla struttura del mercato degli asset digitali è fondamentale per preservare la leadership degli Stati Uniti nei mercati tecnologici e dei capitali.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















