Poiché la valutazione del bitcoin languisce vicino al suo punto più debole dall’anno scorso, con il prezzo dell’hash, i guadagni giornalieri previsti per un petahash al secondo (PH/s) di capacità mineraria, che retrocede a $40, la potenza computazionale della rete ha paradossalmente raggiunto un picco storico.
Zettahash all'Orizzonte: L'Hashrate di Bitcoin Si Avvicina a 1 ZH/s mentre i Minatori Affrontano Pressioni

Hashrate del Bitcoin Raggiunge un Massimo Storico nonostante Il Calo dei Prezzi
Questo periodo si è rivelato arduo per i minatori di bitcoin, con guadagni che si riducono drasticamente. Il 2 aprile, in coincidenza con la presentazione da parte dell’ex Presidente Donald Trump di ampi dazi commerciali, il prezzo dell’hash si è attestato a $48.45 prima di scendere al suo attuale $40 per PH/s.

A complicare ulteriormente la situazione, il parametro di complessità mineraria è cresciuto del 6,81% solo quattro giorni prima al blocco 891,072, stabilizzandosi a un’inedita difficoltà di 121,51 trilioni. La logica convenzionale suggerisce che una simile trifecta — la svalutazione del BTC, la riduzione dei guadagni per i minatori e le aumentate richieste operative — eroderebbe la capacità computazionale globale.
Eppure si è verificato il contrario: l’hashrate del Bitcoin ha sfidato la gravità, scalando a un apice ineguagliato martedì 8 aprile 2025, secondo la media mobile semplice (SMA) di sette giorni di hashrateindex.com. Il parametro ha brevemente fluttuato intorno a 926 esahash al secondo (EH/s), avvicinandosi a 74 EH/s dell’elusiva soglia di 1 zettahash (ZH/s).

Alle 9:30 a.m. ET di mercoledì 9 aprile, si è ridotto leggermente a 921.06 EH/s, restando vicino al suo picco stratosferico. Gli intervalli tra i blocchi hanno riflettuto la norma prevista di dieci minuti e, mentre la prossima ricalibrazione della difficoltà del 19 aprile sembra marginale, la volatilità rimane altamente plausibile.
Nel frattempo, la letargia transazionale attraverso la blockchain del Bitcoin ha innescato un curioso periodo di blocchi sottoutilizzati e minore pressione sulle commissioni. Attualmente, una transazione premium richiede un modesto premio di 2 satoshi per byte virtuale (sat/vB), traducendosi in soli $0.22 per trasferimento, poiché la domanda diminuisce.
Nell’ultimo giorno, il reddito derivato dalle commissioni ha rappresentato un misero 1,32% dei premi totali dei minatori, esponendo i margini di profitto assottigliati dell’ecosistema. Tuttavia, in una dimostrazione di sfida algoritmica, la potenza computazionale della rete continua a scalare altezze stratosferiche.














