Giovedì le azioni statunitensi hanno registrato un calo, poiché gli investitori hanno assimilato gli straordinari utili dell'intelligenza artificiale (AI), l'aumento dei prezzi del petrolio e le nuove pressioni tariffarie, lasciando Wall Street in uno stato d'animo cauto dopo un rally di due giorni.
Wall Street in calo dopo il rally, mentre il commercio dell'intelligenza artificiale affronta la prova della realtà

I mercati in calo nonostante gli ottimi utili, il petrolio sale grazie ai colloqui con l'Iran
Alle 12:40 p.m. EST del 26 febbraio, i titoli azionari statunitensi erano in netto calo. L'S&P 500 è sceso dello 0,9% a circa 6.883, il Nasdaq Composite è sceso dell'1,6% a circa 22.782 e il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,3%, ovvero circa 162 punti, a quasi 49.320.
Il calo ha cancellato parte del rialzo di mercoledì, quando tutti e tre i principali indici di riferimento erano saliti grazie al rinnovato ottimismo sull'intelligenza artificiale e sugli utili societari. Giovedì mattina quell'entusiasmo ha incontrato una dose di scetticismo.
Diversi rapporti e terminali mostrano che i titoli tecnologici hanno guidato il calo. Il settore dell'informatica ha perso oltre il 2%, poiché gli operatori hanno rivalutato se i profitti sbalorditivi dell'intelligenza artificiale possano giustificare spese in conto capitale altrettanto sbalorditive. I mercati sembrano passare dalla modalità celebrativa a quella interrogativa. Al centro dell'azione c'era Nvidia, che ha riportato un aumento del 94% degli utili trimestrali e ricavi superiori alle aspettative. Invece di innescare un altro rialzo, le sue azioni sono scese di quasi il 5%. Gli investitori sembravano meno impressionati dai guadagni del gigante dei chip e più concentrati sulla sostenibilità dello sviluppo dell'intelligenza artificiale in un contesto di concorrenza sempre più intensa.
Non tutti i produttori di chip hanno sofferto. Broadcom è salita di quasi il 5,8% dopo aver presentato un nuovo chip AI, mentre AMD ha guadagnato circa il 4,2% grazie alle notizie di una partnership. La divergenza ha suggerito che gli investitori stanno diventando più selettivi, premiando l'esecuzione percepita e punendo l'ambiguità. Al di fuori del settore tecnologico, i titoli energetici hanno registrato guadagni modesti. Il greggio Brent è salito a 72 dollari nel contesto delle intense trattative nucleari tra Stati Uniti e Iran, facendo salire il settore energetico di circa lo 0,5%. L'aumento dei prezzi del petrolio può sostenere i profitti del settore energetico, ma anche riaccendere i timori di inflazione, una dinamica che induce i trader a guardare con nervosismo ai rendimenti obbligazionari. I rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi, con il rendimento a 10 anni che è sceso a circa il 4,031%, riflettendo una modesta fuga verso la sicurezza. L'oro è sceso dello 0,84% a 5.182,40 dollari, mentre l'indice del dollaro USA ha registrato un leggero aumento. Nel frattempo, l'indice di volatilità Cboe, o VIX, è balzato del 10,65% a 19,84, segnalando un aumento dell'ansia nel mercato delle opzioni.
I dati economici non hanno offerto grandi sorprese, ma hanno fornito alcune rassicurazioni. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate leggermente a 212.000 dalle 208.000 della settimana precedente, indicando un mercato del lavoro stabile. La disoccupazione rimane vicina al 4% e le previsioni indicano ancora una crescita del PIL statunitense di circa il 2,4% nel 2026. Questo contesto potrebbe limitare il ribasso, anche se gli investitori devono destreggiarsi tra politiche e utili contrastanti.

Giovedì l'economia delle criptovalute ha registrato un calo superiore al 3%, in linea con i titoli azionari statunitensi. Mentre mercoledì il bitcoin ha guadagnato terreno avvicinandosi alla soglia dei 70.000 dollari, nelle sessioni odierne è sceso sotto i 67.000 dollari. Anche l'ethereum ha registrato un nuovo calo, tornando sotto la soglia dei 2.000 dollari a 1.985 dollari per moneta.

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Per il resto della settimana, gli analisti descrivono le prospettive come cautamente costruttive. La rotazione verso i titoli finanziari e le azioni a grande capitalizzazione potrebbe continuare, soprattutto se i dati economici rimarranno stabili. Allo stesso tempo, i titoli tecnologici potrebbero trovare sostegno se la fiducia nel potenziale di reddito a lungo termine dell'IA si stabilizzerà. Tuttavia, c'è molta paura per la disruption dell'IA e anche alcune opinioni più conservatrici.
Il consenso di Wall Street prevede ancora che l'S&P 500 avanzerà verso i 7.650 punti entro la fine del 2026, il che implica un aumento di circa il 10% rispetto ai livelli attuali. Ma tra negoziati sui dazi, colloqui geopolitici e un controllo incessante della spesa per l'IA, il percorso da seguire potrebbe assomigliare più a una strada tortuosa che a una linea retta.
FAQ 🔎
- Perché oggi le azioni statunitensi sono in calo? La debolezza del settore tecnologico, le reazioni post-utili e le preoccupazioni sui dazi stanno pesando sui principali indici.
- In che modo gli utili di Nvidia hanno influito sul mercato? Nonostante la forte crescita degli utili, le azioni di Nvidia sono scese poiché gli investitori hanno messo in dubbio la sostenibilità della spesa per l'intelligenza artificiale.
- Quali settori stanno registrando performance migliori? I titoli energetici stanno guadagnando terreno grazie all'aumento dei prezzi del petrolio legato ai negoziati tra Stati Uniti e Iran.
- Quali sono le prospettive a breve termine per i mercati? Gli analisti prevedono una volatilità continua con una potenziale rotazione verso i titoli finanziari e opportunità selettive nel settore tecnologico.
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