Mariana Krym, un’esperta in tecnologie dirompenti, immagina un futuro in cui l’intelligenza artificiale va oltre la semplice esecuzione di compiti, evolvendosi in uno “specchio emotivo” che aiuta gli utenti a navigare le loro emozioni e la consapevolezza di sé. Crede che l’IA dovrebbe riconoscere sottili segnali emotivi e aiutare gli utenti a ottenere approfondimenti sui loro sentimenti.
Vyvo COO: Il prossimo passo dell'IA - Diventare uno strumento per la consapevolezza di sé

L’Intelligenza Artificiale come uno ‘Specchio Emotivo’
Mariana Krym, COO e co-fondatrice di Vyvo Smart Chain, ha articolato una visione convincente per il futuro dell’intelligenza artificiale (IA), suggerendo il suo potenziale di andare oltre la semplice esecuzione di compiti per funzionare come uno “specchio emotivo” per gli utenti umani. In una recente discussione, Krym ha condiviso i suoi pensieri su come modellare compagni di IA capaci di favorire la consapevolezza di sé, aiutare nel processamento emotivo e creare spazi per una introspezione onesta.
Krym, che in precedenza ha lavorato presso giganti tecnologici come Twitter, Snapchat e Waze, ha sottolineato la necessità di costruire fiducia nel tessuto stesso di tali IA emotivamente in sintonia. “Non stiamo solo costruendo strumenti—stiamo modellando compagni che possono rifletterci a noi stessi,” ha dichiarato.
La visione della co-fondatrice di Vyvo Smart Chain si concentra sulla capacità dell’IA di riconoscere modelli sottili nel tono e nei cambiamenti comportamentali di un utente, aiutando così gli individui a far emergere intuizioni di cui potrebbero non essere consapevolmente coscienti.
“L’IA ha il potenziale per agire come un delicato specchio emotivo: riconoscendo schemi nel tono, notando i nostri cambiamenti comportamentali, e aiutandoci a far emergere intuizioni che potremmo non articolare da soli,” ha spiegato Krym.
Krym insiste che la proprietà e la privacy dell’utente siano i principi fondamentali della sua filosofia. “Affinché ciò avvenga, la fiducia deve essere progettata nell’architettura. L’IA deve appartenere all’utente,” ha affermato.
Questo principio, sostiene Krym, è centrale per l’approccio di Vyvo, che combina attivamente segnali biometrici in tempo reale con memoria decentralizzata (dati) per creare questo “specchio emotivo.” La prospettiva di Krym si differenzia dal focus tradizionale di molte soluzioni AI, che enfatizzano principalmente l’intelligenza cognitiva e l’esecuzione dei compiti.
A differenza del ragionamento cognitivo, le emozioni sono profondamente soggettive e dipendenti dal contesto. In effetti, mentre l’IA può simulare risposte emotive, la vera intelligenza emotiva richiede esperienza vissuta, empatia e contesto personale, di cui l’IA è priva. Tuttavia, ci sono tentativi in corso di incorporare interazioni basate sulle emozioni, in particolare in aree come il servizio clienti e la robotica sociale.
Web3 Offre ‘Risposte Potenti’ per l’Etica dell’IA
Nel frattempo, Krym ha detto a Bitcoin.com News che immagina un futuro in cui l’IA possa svolgere un ruolo più sfumato nelle vite umane, agendo come uno strumento di supporto per la crescita emotiva e la comprensione di sé.
“L’obiettivo non è simulare sentimenti. È supportare l’esperienza umana con consapevolezza e contesto,” ha chiarito Krym, sottolineando che l’obiettivo non è creare emozioni artificiali ma piuttosto migliorare l’intelligenza emotiva umana attraverso approfondimenti guidati dall’IA.
Man mano che l’era dell’IA si svolge, la questione di come l’intelligenza artificiale interagirà e imparerà dagli utenti è fondamentale. Krym sostiene che l’IA basata sulla memoria, capace di crescere con il suo utente e di costruire fiducia attraverso la continuità, non è solo una caratteristica desiderabile ma una necessità per relazioni significative tra esseri umani e macchine. Tuttavia, crede fermamente che ciò debba essere costruito su una base di controllo robusto dell’utente, privacy e consenso esplicito.
Tracciando un netto contrasto con i metodi di tracciamento spesso violatori della privacy prevalenti nel Web2, Krym immagina un futuro in cui gli agenti IA imparano e ricordano le interazioni degli utenti in modo etico e sicuro. “Assolutamente—e crediamo che debbano esserlo. L’IA basata sulla memoria non è solo una caratteristica; è essenziale per costruire relazioni significative e personalizzate tra esseri umani e macchine,” ha affermato Krym.
Per raggiungere questa visione, Vyvo Smart Chain ha progettato il suo sistema intorno ai Data NFT, un approccio che secondo Krym, pone l’utente saldamente al controllo dei propri dati. “Ecco perché abbiamo costruito il nostro sistema attorno ai Data NFT su Vyvo Smart Chain. Ogni utente possiede il proprio contenitore di memoria crittografato. L’IA può accedervi solo con consenso esplicito e revocabile. Nessun scraping. Nessuna porta di servizio. Nessuna registrazione centralizzata.”
Su come sarà l’IA tra cinque anni, Krym prevede che si sposterà da strumenti reattivi a “presenze collaborative”. Tuttavia, vede l’uso etico o la sua mancanza come una sfida che crescerà con l’aumentato utilizzo dell’IA.
“Ma la sfida più grande non è tecnica—è etica. I regolatori dovranno affrontare questioni relative alla sovranità dei dati, alla memoria e al consenso. Chi possiede i dati di training? Quali diritti ha un utente sulla memoria di un’IA che ha modellato?,” afferma Krym.
Tuttavia, sostiene che mentre queste domande richiedono nuovi framework, il Web3, e non i regolatori tradizionali, offre “risposte potenti.”
“Livelli di consenso decentralizzati, memoria di proprietà dell’utente e flussi di dati trasparenti possono fungere da barriere normative attraverso la progettazione, non solo la politica. La sfida è reale. Ma lo è anche l’opportunità,” spiega Krym.














