Al 28 febbraio 2025, i rapporti indicano che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando di imporre dazi al Regno Unito come parte della sua più ampia agenda di politica commerciale, sebbene non siano state adottate misure definitive.
Trump valuta dazi sul Regno Unito tra controversie sul deficit commerciale, cerca negoziazioni
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Minaccia di Dazi Si Stende Sul Regno Unito Mentre Trump Promuove un’Agenda Commerciale Aggressiva
Il Presidente Trump ha dato priorità ai dazi per affrontare gli squilibri commerciali, imponendo un dazio del 25% sui beni messicani e canadesi—temporaneamente sospeso dopo le negoziazioni—e un dazio del 10% sulle importazioni cinesi agli inizi di febbraio 2025. Ha anche minacciato l’Unione Europea (UE) con dazi, citando un deficit commerciale di 162 miliardi di dollari e accusando il blocco di limitare i beni statunitensi. Le promesse di campagna di Trump includevano ampi dazi del 10% al 20% su tutte le importazioni, con tassi fino al 60% per la Cina.

Lo stato del Regno Unito rimane incerto. Trump ha assunto un tono conciliatorio nei confronti del Primo Ministro Keir Starmer, dicendo che la Gran Bretagna ha una “possibilità molto buona” nel commercio ed ha espresso ottimismo per un “vero accordo commerciale dove i dazi non sarebbero necessari.” Il loro rapporto, evidenziato dall’incontro recente tra i due, contrasta con la sua critica all’UE, che ha definito un’atrocità. Nonostante i dazi ventilati durante una conferenza stampa di fine febbraio con Starmer, Trump ha ritardato un’azione formale.
Le discrepanze nei dati commerciali complicano la questione. Le cifre del Regno Unito mostravano un surplus di beni di £71,4 miliardi con gli Stati Uniti nel 2023, mentre i dati statunitensi affermavano un surplus di $14,5 miliardi. Entro la fine del 2024, i rapporti del Regno Unito indicavano un raro deficit di £164 milioni, che i funzionari britannici sperano potrebbe scoraggiare i dazi. Trump, tuttavia, ha citato in modo incoerente un “enorme” deficit pur mostrando apertura alle negoziazioni.
Una proposta di metà febbraio 2025 della Casa Bianca per colpire i paesi con sistemi di imposta sul valore aggiunto (IVA) ha aggiunto complessità. L’IVA del 20% del Regno Unito si applica a livello nazionale, ma il team di Trump ha sostenuto che svantaggia le esportazioni statunitensi. Gli analisti avvertono che dazi reciproci potrebbero spingere i tassi effettivi sopra il 21%, preoccupando gli esportatori britannici nei settori automobilistico (£6,4 miliardi di esportazioni nel 2023) e farmaceutico (£8,8 miliardi).
Il Regno Unito affronta rischi economici significativi. L’Istituto Nazionale di Ricerca Economica e Sociale ha proiettato che i dazi di Trump potrebbero ridurre la crescita del PIL del 2025 dello 0,1%, con guerre commerciali più ampie che potrebbero far aumentare i costi di prestito. Un accordo USA-Regno Unito del 2022 sospendendo i dazi sull’acciaio scade il 31 marzo 2025, aumentando la posta in gioco per i colloqui rinnovati.
I leader britannici stanno sfruttando la flessibilità bilaterale della Brexit per cercare esenzioni o un nuovo patto, sebbene potrebbero essere richieste concessioni come l’accettazione delle importazioni agricole statunitensi. Starmer sostiene un approccio equo ed equilibrato. Con l’avvicinarsi delle scadenze, il Regno Unito punta a evitare l’escalation tra alti rischi diplomatici ed economici.
Bitcoin (BTC) ha fluctuato selvaggiamente e è sceso sotto $80.000 giovedì a causa delle minacce di dazi di Trump, riflettendo l’incertezza del mercato. Mentre le sue promesse pro-crypto hanno portato a un picco tra dicembre 2024 e gennaio 2025, i timori sulla forza del dollaro e i rischi economici derivanti dal commercio hanno esercitato pressioni sui prezzi. Alcuni sostengono che BTC potrebbe coprire l’inflazione se i dazi indebolissero le valute fiat, ma il sentimento ribassista ha dominato a fine febbraio, con i prezzi BTC crollati a $78.197 per coin mentre gli investitori valutavano rischi contrastanti.














