Man mano che la controversia intorno a Jeffrey Epstein si riaccende, un critico di lunga data del potere governativo vede una crisi di fiducia più profonda con un potenziale trasformativo.
Ron Paul: Le bugie del governo vanno più in profondità di Epstein

Ron Paul ha condannato le recenti dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia su Epstein, sostenendo che la smentita dell’agenzia di una lista di clienti e l’insistenza sul suicidio—nonostante le prove contraddittorie—esemplificano un modello più ampio di inganno da parte delle istituzioni governative. Ha osservato che anche alleati stretti di Donald Trump, come Tucker Carlson e Megyn Kelly, stanno esprimendo scetticismo aperto, che Paul vede come un segno promettente di crescente resistenza alle narrazioni ufficiali. Paul ha sottolineato che il problema non è una cattiva condotta isolata ma una disonestà sistematica radicata nella governance moderna, dalle guerre all’estero alla manipolazione delle banche centrali. Ha elencato miti fondamentalisti usati per giustificare l’abuso di potere dello stato—sostenendo, ad esempio, che le regolamentazioni proteggono piuttosto che opprimere, e che la sorveglianza o il controllo delle armi garantiscono sicurezza. Per Paul, smantellare queste bugie è cruciale per rivitalizzare la libertà, e l’ondata di sfiducia pubblica segnala un’opportunità unica per educare gli americani sui principi della libertà, del volontarismo e del non-interventismo.
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