La società di mining quotata in borsa Riot Platforms e il Texas Blockchain Council hanno avviato procedimenti legali contro il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) e altre entità federali, mirando ad ostacolare quello che considerano uno sforzo di raccolta dati non autorizzato, mirato all’industria del mining di bitcoin. La battaglia legale sottolinea l’escalation della tensione tra le operazioni di mining di bitcoin e la supervisione normativa, in particolare riguardo alle preoccupazioni sul consumo energetico.
Riot e il Texas Blockchain Council Sfidano la Richiesta di Dati sul Mining di Bitcoin del Governo degli Stati Uniti in Tribunale
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Riot Platforms e il Texas Blockchain Council Presentano una Sfida Legale Contro l’Indagine sul Mining di Bitcoin del DOE
I querelanti, Riot Platforms e il Texas Blockchain Council (TBC) sostengono che il tentativo del DOE di raccogliere dati dettagliati sull’utilizzo dell’energia dai minatori di bitcoin, sotto le spoglie di un’azione di emergenza, violi il Paperwork Reduction Act (PRA) e il Administrative Procedure Act (APA). L’atto di citazione evidenzia la richiesta accelerata del DOE all’Office of Management and Budget (OMB) per il dispiegamento di un’indagine di emergenza come non solo infondata ma anche priva delle necessarie salvaguardie procedurali, come l’avviso pubblico e l’opportunità di commentare, prescritte dal PRA.
“Questo è un caso di processo governativo trascurato, urgenza costruita e autoinflitta, e raccolta di dati governativa invasiva,” sottolinea la causa.
Al centro della contentione di Riot e TBC c’è l’asserzione che il sondaggio imponga un onere eccessivo sui rispondenti, costringendoli a divulgare informazioni sensibili, confidenziali e proprietarie senza autorità legale. Ciò, secondo loro, non solo viola i loro diritti ma imposta anche un pericoloso precedente per l’eccessivo intervento governativo nelle operazioni del settore privato, potenzialmente danneggiando la posizione competitiva delle operazioni di mining di bitcoin negli Stati Uniti su scala globale.
“I membri del TBC affrontano una minaccia di applicazione governativa sufficientemente imminente e credibile se non rispondono al sondaggio,” aggiunge l’atto di citazione. “Riot ha stimato di aver già impiegato più di 40 ore lavorative nel tentativo di rispondere al sondaggio iniziale. Questo è ottanta volte l’onere stimato di 0,5 ore che la EIA aveva stimato sarebbe servito per completare il sondaggio.”
Inoltre, la causa sottolinea la convinzione dei querelanti che le azioni del DOE non fossero motivate da una genuina preoccupazione per il danno pubblico o la stabilità energetica, ma fossero piuttosto influenzate da pressioni politiche volte a frenare la crescita dell’industria del mining di criptovalute. In tutto l’atto di citazione, essi fanno riferimento al precedente scrutinio pubblico e legislativo sull’impatto ambientale del mining di criptovalute come contesto delle improvvise e aggressive azioni di raccolta dati del DOE.
L’atto di citazione cerca essenzialmente un “provvedimento restrittivo temporaneo e/o un’ingiunzione preliminare che proibisca ai [defendant] [il] Dipartimento dell’Energia e l’Energy Information Administration di raccogliere i dati EIA- 862 dai minatori di criptovalute commerciali identificati.”
Sfidando il DOE, Riot e il TBC cercano non solo di proteggere le loro informazioni proprietarie ma anche di affermare il principio che le azioni regolatorie devono aderire ai quadri giuridici e alle procedure stabilite. L’esito di questa causa potrebbe avere implicazioni significative per l’equilibrio tra la supervisione regolatoria e l’autonomia dell’industria delle criptovalute, in particolare in aree critiche come il consumo energetico e l’impatto ambientale.
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