Il nuovo modulo 1099-DA dell’Internal Revenue Service, sebbene progettato per semplificare la dichiarazione fiscale per gli utenti di criptovalute, potrebbe inavvertitamente innescare controlli a causa di dati incompleti sul costo d’acquisto forniti dagli exchange, avverte un esperto.
Nuovo modulo Crypto dell'IRS potrebbe innescare 'guadagni fantasma' e revisioni non desiderate, avverte esperto

La trappola del ‘Guadagno Fantasma’
Il nuovo modulo 1099-DA dell’Internal Revenue Service (IRS), sebbene ben intenzionato, potrebbe ingiustamente prendere di mira molti utenti di criptovalute per controlli a causa di una dichiarazione incompleta o inaccurata del costo d’acquisto da parte degli exchange. Secondo Nick Slettengren, fondatore di Count On Sheep ed ex contabile pubblico certificato della Big Four, il problema deriva da una disconnessione fondamentale nell’ecosistema degli asset digitali.
Mentre il modulo 1099-DA è progettato per rispecchiare il tradizionale modulo 1099-B utilizzato per le transazioni di azioni, l’infrastruttura dati sottostante nel mondo delle criptovalute è molto più frammentata. Slettengren sostiene che molti exchange mancano di informazioni complete sugli asset digitali degli utenti; pertanto, non sono in grado di calcolare accuratamente i loro obblighi fiscali.
“Molti exchange non hanno visibilità sull’intero ciclo di vita degli asset di un utente — specialmente quando gli asset vengono spostati tra piattaforme”, spiega Slettengren. “Di conseguenza, spesso riportano vendite con un costo d’acquisto mancante o pari a $0, gonfiando artificialmente i guadagni imponibili.”
Per illustrare, Slettengren utilizza uno scenario immaginario in cui un investitore acquista bitcoin su Exchange A, lo trasferisce su Exchange B e successivamente lo vende lì. Secondo Slettengren, Exchange A potrebbe trattare il trasferimento come un evento imponibile o semplicemente non avere alcuna registrazione del costo di acquisizione. Exchange B, d’altra parte, potrebbe riportare la transazione con un costo d’acquisto pari a $0 perché non ha alcuna registrazione del prezzo di acquisto iniziale.
In questo caso, l’IRS riceverà un modulo 1099-DA da Exchange B che mostra l’intero importo della vendita come un guadagno imponibile, anche se l’investitore ha realizzato poco o nessun profitto reale. Questa discrepanza crea ciò che Slettengren definisce “guadagni fantasma”, che solleva immediatamente bandiere rosse con l’IRS e potenzialmente innesca un controllo fiscale.
Le Lacune di Dati inter-Exchange Peggiorano il Problema
Ad aggravare la sfida è l’assenza di un mandato che richieda agli exchange di condividere informazioni sul costo d’acquisto tra di loro. Slettengren evidenzia uno scenario comune: “Se un utente trasferisce criptovalute da Exchange A a Exchange B — un comportamento comune tra i trader — Exchange A potrebbe trattarlo come una vendita e riportarlo come tale, mentre Exchange B riporta gli asset in entrata con un costo d’acquisto pari a $0.”
Ciò significa che i sistemi automatizzati dell’IRS potrebbero vedere una “vendita” da una piattaforma e un apparentemente nuovo asset senza storia di acquisizione su un’altra. Questo reporting frammentato crea un potenziale disastro di conformità, lasciando i contribuenti vulnerabili a pagare tasse in eccesso o a subire un controllo per presunte dichiarazioni insufficienti, semplicemente a causa delle limitazioni delle attuali capacità di reporting degli exchange.
Data queste sfide sistemiche, Slettengren sottolinea che gli utenti individuali di criptovalute non possono fare affidamento esclusivamente sui moduli fiscali forniti dagli exchange per la conformità. Senza un’attenta registrazione personale e una corretta riconciliazione delle transazioni su tutti i portafogli e le piattaforme, i contribuenti rischiano significative sanzioni finanziarie e lo stress del controllo da parte dell’IRS.
“Per questo motivo il supporto fiscale professionale per le criptovalute è essenziale,” consiglia Slettengren. “Per ricostruire un costo d’acquisto accurato, applicare le giuste strategie fiscali e garantire la piena conformità con l’IRS secondo le nuove norme.”
Il fondatore di Count On Sheep avverte anche gli utenti di criptovalute contro l’eccessiva dipendenza dai software fiscali tradizionali o dai CPA tradizionali, poiché potrebbero esporli a rischi di conformità, risparmi persi e potenziali controlli. Invece, Slettengren raccomanda di assumere i cosiddetti contabili blockchain, che a suo dire “comprendono le sfumature delle attività degli asset digitali e possono fornire una riconciliazione a livello forense.”
Strategie per Individui ad Alto Patrimonio Netto
Nel frattempo, Slettengren ha condiviso suggerimenti per individui ad alto patrimonio netto (HNWI) che consentono loro di minimizzare la loro esposizione fiscale mantenendo la conformità.
“Una delle strategie più efficaci è la raccolta delle perdite fiscali — vendere monete con scarse prestazioni o sott’acqua per realizzare perdite di capitale che possono compensare i guadagni altrove nel portafoglio. Questo è particolarmente utile nei mercati volatili e può essere applicato annualmente per ridurre il reddito imponibile o portato avanti negli anni futuri,” spiega il fondatore.
Slettengren consiglia anche la modellazione del costo di base, come il metodo della Specific Identification (Spec-ID), che consente agli utenti di selezionare quali lotti specifici di un asset crittografico stanno vendendo. Questo, secondo Slettengren, consente loro “di scegliere quelli con le implicazioni fiscali più favorevoli — che si tratti di realizzare una perdita o minimizzare un guadagno.”
Tuttavia, il fondatore di Count On Sheep dice agli utenti di prestare attenzione alla recente guida dell’IRS, che impone requisiti aggiuntivi per l’utilizzo del metodo Spec-ID.
“Sotto la recente guida dell’IRS, utilizzare il metodo Spec-ID ora richiede documentazione aggiuntiva: gli investitori devono identificare le specifiche monete o lotti che stanno vendendo al momento della transazione e, in alcuni casi, devono notificare in anticipo l’exchange per qualificarsi per questo trattamento,” avverte Slettengren.














