Il Bitcoin è scivolato sotto gli 88.000 dollari domenica mattina, mettendo il mercato chiaramente nel territorio del “tanto per il Rally di Babbo Natale”. Con i trader di derivati che cercano un punto d’appoggio e l’open interest che vacilla nei principali mercati, il bitcoin sta segnalando che dicembre potrebbe essere più carbone che bastoncini di zucchero.
Nessun Rally di Babbo Natale? I mercati dei derivati su Bitcoin suggeriscono un dicembre freddo
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La Battuta d’Arresto di Bitcoin a Dicembre Manda in Subbuglio i Mercati dei Derivati
Il calo del Bitcoin sotto la soglia degli 88.000 dollari ha gettato un freddo asciugamano sul sentimento del weekend, e il mercato dei derivati sta lampeggiando segnali talmente contrastanti da far ricorrere anche i trader più esperti a un caffè extra. Il quarto trimestre, che storicamente porta con sé un po’ di brillantezza di fine anno, si attesta –22,01% finora nel 2025, mentre dicembre è in tendenza a –1,63% al 7 dicembre — entrambe le cifre ancora in evoluzione man mano che il mese avanza, ma attualmente offrono poco spirito natalizio.
Le statistiche di Coinglass.com mostrano che l’open interest sui futures del bitcoin rimane elevato ma direzionalmente fragile. L’open interest totale dei futures sul bitcoin (OI) è di 637.700 BTC (56,82 miliardi di dollari), in calo dell’1,41% nelle ultime 24 ore, suggerendo che i trader hanno silenziosamente ridotto l’esposizione prima della settimana successiva. Il CME guida la classifica oggi con 124.440 BTC (11,08 miliardi di dollari), anche se il suo OI a 24 ore è scivolato dello 0,61%, un altro indizio che i fondi professionali potrebbero ritirarsi dal rischio.

Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume, segue da vicino con 121.640 BTC (10,83 miliardi di dollari), mostrando un leggero declino dello 0,21% nell’OI giornaliero e un modesto guadagno positivo dello 0,25% nelle ultime quattro ore. Il libro dei futures di Bybit, a 63.250 BTC (5,63 miliardi di dollari), è scivolato dello 0,93% nelle 24 ore, mentre OKX ha registrato un calo dello 0,62% nonostante un leggero aumento intragiornaliero nelle prime ore del mattino. Gate è stato l’unico fuori classe con un aumento del 2,07% dell’OI nella giornata, conquistando dei diritti di vanteria temporanei.
Tuttavia, la curva più ampia dei futures non urla esattamente ottimismo. La visione a lungo termine mostra un ritiro significativo dell’OI dai massimi recenti, un modello spesso legato a un appannamento dell’appetito per la leva finanziaria quando la dinamica dei prezzi si ferma o continua a rimanere ribassista. Se i trader speravano in uno squeeze di inizio dicembre per riaccendere l’impulso rialzista, i dati suggeriscono che qualcuno si è dimenticato di accendere il cerino.
I mercati delle opzioni sono altrettanto vivaci – e conflittuali. Le call continuano a dominare l’open interest al 64,16%, con 333.190 BTC in esposizione a call contro 186.160 BTC in put. Nell’ultimo giorno, il volume delle call ha tenuto il 55,56%, mentre le put hanno catturato il 44,44%, indicando che i trader sono ancora disposti a sognare, solo non troppo forte.

Deribit è una sorta di santuario per l’ottimismo sui prezzi degli strike: i contratti da 100.000 a 118.000 dollari continuano a guidare le classifiche, con lo strike a 100.000 dollari che comanda 17.774 BTC. Eppure il volume a breve termine sta convergendo intorno alla gamma da 87.000 a 91.000 dollari, riflettendo una pressione di copertura mentre i trader si ricalibrano al prezzo di bitcoin attuale, piuttosto stagnante.
I livelli di max-pain nei principali mercati di opzioni dipingono il campo di battaglia di dicembre in un neon brillante e spietato, con Deribit ancorato intorno ai 90.000 dollari mentre il valore nozionale aumenta bruscamente fino alla scadenza del 26 dicembre. Su Binance, il max pain si sposta nella fascia media dei 110.000 dollari per i contratti a lungo termine, anche se il posizionamento di dicembre resta poco sotto la soglia delle sei cifre.
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OKX si concentra tra i 90.000 e i 93.000 dollari, formando quel familiare dosso di fine anno dove le speranze dei trader vanno tradizionalmente a essere schiacciate. In altre parole, i livelli di max-pain rimangono ben oltre lo spot, ma l’attrazione gravitazionale della realtà — e qualche leva male cronometrata — non sta esattamente aiutando i trader rialzisti a soddisfare le loro liste di desideri natalizi.
Facendo un passo indietro, le mappe del calore storiche aggiungono ulteriore contesto. Il Q4 ha oscillato tra euforiche esplosioni e delusioni da Grinch, e il –22,01% del 2025 è molto più vicino alla seconda categoria. I rendimenti mensili di dicembre sono stati notoriamente bipolari negli anni — dal +46,92% nel 2020 al –36,57% nel 2018 — ma questo specifico dicembre attualmente tende verso l’estremo “bah humbug” dello spettro.
Nonostante tutto ciò, i trader di derivati sono nulla se non resilienti. L’elevato OI delle call a strike elevati significa che ci sono ancora molti ottimisti con obiettivi lunari là fuori, anche se i grafici suggeriscono che qualcuno ha rubato il carburante. E con il bitcoin che ondeggia sotto gli 88.000 dollari, l’un tempo sussurrato “Rally di Babbo Natale” sembra sempre più un mito — o al meglio, un rumor stagionale.
FAQ ❓
- Cosa sta guidando la debolezza del bitcoin sotto gli 88.000 dollari oggi?
I trader hanno smantellato posizioni a leva nei mercati dei futures, mettendo immediata pressione sullo spot. - Come stanno reagendo i futures globali sul bitcoin questo weekend?
L’open interest è diminuito nei principali exchange, segnalando una ridotta appetito per il rischio in vista della metà di dicembre. - Cosa si aspettano i trader di opzioni per la direzione a breve termine del bitcoin?
Le call continuano a dominare l’open interest, ma i livelli di max-pain suggeriscono che lo spot potrebbe rimanere basso. - È probabile un Rally di Babbo Natale per il bitcoin quest’anno?
Basato sulla performance del Q4 e sui flussi dei derivati, un forte rimbalzo di fine anno sembra sempre meno probabile.















