La Cina sta aumentando significativamente la sua offerta di moneta, segnando la sua prima grande espansione monetaria in 14 anni, una mossa strategica guidata principalmente da pressioni economiche interne e dalle imminenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti sotto l’amministrazione del Presidente Donald Trump.
Money Printing — La Difesa Economica della Cina Contro i Dazi di Trump Potrebbe Far Aumentare i Prezzi del Bitcoin
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La Politica Monetaria della Cina si Modifica di Fronte alla Tempesta Tariffaria di Trump
Nel dicembre 2024, il Politburo cinese ha annunciato un passaggio a una politica monetaria “moderatamente espansiva” per il 2025, un’interruzione decisa rispetto alla precedente postura di politica “prudente”. Questa strategia mira a favorire la crescita economica aumentando la domanda interna e rafforzando la spesa dei consumatori. Secondo i dati di gennaio 2025, l’offerta di moneta M2 della Cina è salita notevolmente a 318,46 trilioni di yuan (43,6 trilioni di dollari) da circa 313,61 trilioni di yuan (42,9 trilioni di dollari) a dicembre 2024.

La Banca Popolare Cinese (PBOC), la banca centrale della Cina, ha delineato diversi strumenti di politica monetaria per mantenere ampia liquidità e ridurre i costi di finanziamento. Il Governatore Pan Gongsheng ha dettagliatamente esplicitato strumenti tra cui la riduzione dei coefficienti di riserva obbligatoria (RRR) e l’adeguamento al ribasso dei tassi di interesse, tattiche progettate per stimolare l’attività economica in mezzo a pressioni deflazionistiche interne. La Cina ha vissuto due anni consecutivi di deflazione, una rara circostanza economica simile alle sfide storiche del Giappone.

Sebbene il cambiamento della politica cinese si concentri significativamente sulla stabilizzazione economica interna, le dinamiche internazionali, in particolare le tensioni commerciali previste con gli Stati Uniti, sono considerazioni chiave. Trump, che ha precedentemente adottato misure tariffarie aggressive durante il suo primo mandato, ha implementato potenzialmente tariffe sui beni cinesi durante il suo secondo mandato. Il Politburo cinese ha apertamente dichiarato la sua intenzione di prepararsi per questi potenziali conflitti commerciali, vedendo nel rafforzamento economico un metodo per ridurre l’influenza economica statunitense.

Eppure, nonostante le precisazioni, si nota un allentamento monetario sostanziale. La base monetaria (M0) è prevista crescere di circa il 17,2% nel 2025, equivalente a circa 2,21 trilioni di yuan (303 miliardi di dollari), mentre l’offerta di moneta più ampia M2 potrebbe espandersi di circa il 7%, aggiungendo circa 22,17 trilioni di yuan (3,04 trilioni di dollari). Questo considerevole aumento degli aggregati monetari evidenzia la prontezza della Cina a utilizzare politiche monetarie in modo aggressivo per raggiungere obiettivi economici.
Gli osservatori notano che questa mossa potrebbe spingere altre banche centrali globali ad azioni simili. Una risposta diffusa, caratterizzata da allentamenti monetari in diverse economie, porterebbe potenzialmente a un aumento della liquidità nei mercati finanziari globali. Storicamente, tali espansioni dell’offerta di moneta hanno creato ambienti propizi all’aumento dei prezzi degli asset, in particolare nei beni finanziari alternativi come il bitcoin.
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— Bitcoin.com News (@BTCTN) 5 marzo 2025
Le criptovalute, in particolare il bitcoin (BTC), spesso rispondono positivamente in situazioni che coinvolgono espansioni monetarie globali. Gli investitori percepiscono il bitcoin come una protezione contro i potenziali impatti inflazionistici di un ampio allentamento monetario e un’aumentata offerta di valuta fiat. Gli speculatori credono anche che le mosse della Cina possano far salire significativamente il prezzo del BTC. Questo sentimento era evidente durante precedenti misure di stimolo economico globale, in particolare durante le risposte finanziarie dell’era pandemica quando le banche centrali aumentarono sostanzialmente la liquidità.
Pertanto, il cambio aggressivo di politica monetaria della Cina, combinato con l’effetto domino previsto tra le banche centrali mondiali, presenta un caso convincente per gli asset criptovalutari che non sono manipolati come le valute fiat. Il potenziale di inflazione e deprezzamento valutario tradizionalmente associati a un allentamento monetario su larga scala rafforza ulteriormente l’attrattiva del bitcoin come alternativa monetaria.
Mentre le macchine da stampa monetaria della Cina accelerano e le minacce tariffarie di Trump incombono, gli investitori a livello globale stanno osservando attentamente. Se più banche centrali seguissero l’esempio della Cina, l’onda di liquidità risultante potrebbe significativamente rafforzare i prezzi delle criptovalute come il bitcoin, posizionando gli asset digitali come beneficiari chiave nel panorama monetario globale emergente.














