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L'oro sale del 3,56% mentre l'offensiva dei dazi di Trump accende lo scontro commerciale globale

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Spinti dalle crescenti tensioni commerciali, i prezzi dell’oro sono aumentati del 3,56% rispetto al dollaro statunitense durante il periodo che ha visto l’implementazione delle tariffe di Trump e i dazi reciproci imposti da Cina e Unione Europea sulle esportazioni americane. Nel frattempo, l’argento ha rispecchiato questo andamento positivo, registrando un incremento del 2,08% nella valutazione.

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L'oro sale del 3,56% mentre l'offensiva dei dazi di Trump accende lo scontro commerciale globale

Il mondo continua ad alimentare un boom del lingotto

I titoli azionari statunitensi sono saliti marginalmente mercoledì, con i partecipanti al mercato che speculano sul fatto che possa essere stato stabilito un potenziale pavimento, sebbene una turbolenza persistente continui a caratterizzare i mercati più ampi. La frattura tra Cina e Stati Uniti sembra intensificarsi, poiché il presidente Xi Jinping non mostra alcuna inclinazione a ritirarsi dalle ostilità commerciali in corso.

Pechino ha dichiarato la sua intenzione di elevare le tariffe sulle importazioni americane all’84%, a partire dal 10 aprile, condannando le misure statunitensi come “unilateralismo, protezionismo e bullismo economico.” Rispecchiando il modello osservato nelle azioni, il bitcoin (BTC) ha scambiato all’interno di un corridoio definito, mantenendo una relativa stabilità mentre gli osservatori del mercato sostengono che possa essersi formato contemporaneamente un prezzo di base.

L'oro vola del 3,56% mentre l'attacco tariffario di Trump accende lo scontro commerciale globale

I metalli preziosi, invece, hanno registrato un progresso, con il prezzo di un’oncia troy di oro che è salito del 3,56% nelle ultime 24 ore. Anche l’argento è apprezzato, aumentando del 2,08% rispetto al dollaro statunitense. Alle 13:00 ET di mercoledì, l’oro era scambiato a $3.090 per oncia, mentre l’argento ha raggiunto $30,44. Gli appassionati di metalli preziosi prevedono un proseguimento del momentum, citando gli afflussi di investitori nei titoli del Tesoro, lingotti e attività liquide come prova di cambiamenti negli appetiti per il rischio.

L’ascesa recente dell’oro—superando i $3.000 per oncia per la prima volta nella storia registrata—segna un traguardo notevole, anche se la sua crescita percentuale nel tempo è inferiore ai record precedenti. L’attuale avanzamento deriva dall’attrito geopolitico, dagli acquisti aggressivi delle banche centrali e dall’incertezza macroeconomica, spingendo i prezzi a un picco storico di $3.167 il 2 aprile 2025.

Il contesto storico, tuttavia, evidenzia un capitolo più drammatico: tra novembre 1978 e gennaio 1980, i prezzi dell’oro sono aumentati di oltre il 300% in un clima di iperinflazione e turbolenze energetiche. In confronto, l’aumento del 17,65% nel 2025 da inizio anno segue un guadagno del 27% nel 2024. Gli sostenitori sostengono che i paralleli con la volatilità della fine degli anni ’70 potrebbero preannunciare un apprezzamento ancora maggiore, posizionando l’oro per ritorni eccellenti in tempi turbolenti.

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