L’abbraccio dell’amministrazione Trump alle criptovalute ha posizionato gli Stati Uniti come il centro globale per gli asset digitali, ponendo fine all’ambiguità normativa e scatenando una “corsa agli armamenti” crittografica mondiale. Questo cambiamento ha costretto le nazioni africane—una volta ostili alle criptovalute—a smantellare strutture proibitive e abbracciare la regolamentazione per evitare l’isolamento economico.
L'effetto dell'Atto GENIUS: Come il cambiamento della politica statunitense ha acceso il Rinascimento Cripto dell'Africa

Dal Divieto al Pragmatismo
La svolta aggressiva dell’amministrazione Trump nel stabilire gli Stati Uniti come epicentro globale per gli asset digitali ha acceso una “corsa agli armamenti” ad alta posta per il capitale e il talento umano che sostengono l’economia blockchain. Questo cambiamento sismico è stato codificato il 18 luglio 2025, con l’approvazione del GENIUS Act, una pietra miliare legislativa che ha effettivamente posto fine all’era dell’ambiguità normativa. L’Atto ha funzionato come catalizzatore globale, costringendo giurisdizioni precedentemente ostili—soprattutto nel continente africano—a smantellare rapidamente strutture proibitive e correre verso l’integrazione istituzionale per evitare l’obsolescenza economica.
Sebbene le condizioni in molti paesi africani rendessero le valute digitali un mezzo ideale per conservare valore o transare, fino a poco tempo fa governi e regolatori erano molto contrari ad esse. In alcune giurisdizioni, i residenti che utilizzano o commerciano criptovalute potrebbero essere soggetti a persecuzioni penali e carcere. Tuttavia, man mano che il governo statunitense—che aveva anche combattuto contro le società di criptovalute—ha iniziato a smantellare regolamenti mirati all’industria crittografica, i paesi africani hanno avuto un “momento eureka”.
Improvvisamente, hanno iniziato a descrivere criptovalute e stablecoin come innovazioni che potrebbero cambiare il panorama dei pagamenti transfrontalieri. Infatti, l’abbraccio dell’amministrazione Trump alle criptovalute le ha spinte nel mainstream, e ora la corsa è aperta per vedere quali paesi adotteranno il “full crypto”.
Di seguito è riportato un elenco di nazioni africane che hanno compiuto passi significativi verso l’adozione delle criptovalute, smantellando le barriere normative e aprendo la strada a un’adozione più ampia.
Ghana: Formalizzazione del Mercato da 3 Miliardi di Dollari
La corsa per il dominio crittografico regionale è stata del tutto aperta nel dicembre 2025 quando il Ghana ha annunciato l’approvazione del Virtual Asset Service Providers (VASP) Act. Questa legislazione di riferimento ha effettivamente legalizzato il commercio di criptovalute, facendo transitare un volume di transazioni annuali stimato in 3 miliardi di dollari da una zona grigia legale a un ecosistema strutturato e responsabile.
Come delineato dal governatore della Bank of Ghana, Johnson Asiama, l’Atto introduce un sofisticato portale di regolazione duale. A seconda della natura della loro attività, le entità devono ottenere l’approvazione dalla banca centrale o dalla Securities and Exchange Commission (SEC). Tuttavia, piuttosto che un’implementazione “big bang” dall’oggi al domani, il Ghana sta eseguendo un’implementazione a fasi fino al 2026.
Questo inizia con un periodo di registrazione obbligatoria per mappare il mercato esistente—che già include oltre 3 milioni di utenti attivi—seguito da rigorosi requisiti di licenza che coinvolgono audit di sicurezza informatica, rapporti di adeguatezza patrimoniale e piena conformità con la FATF Travel Rule. Formalizzando questi flussi, il Ghana non sta solo regolamentando una tendenza; sta integrando gli asset digitali nel tessuto stesso della sua architettura finanziaria nazionale.
Nigeria: Istituzionalizzando il Centro Crittografico dell’Africa
Mentre il Ghana ha tardato a fare una mossa decisiva, la Nigeria—casa del più grande mercato crittografico dell’Africa—è stata uno dei primi paesi nel continente a tentare di portare gli asset digitali nell’economia formale. L’Investments and Securities Act (ISA) 2025, firmato in legge dal Presidente Bola Ahmed Tinubu il 29 marzo 2025, riconosce formalmente gli asset virtuali come titoli. La pietra miliare di questa legislazione è la Sezione 357, che fornisce un’espansione radicale della definizione di “titoli” per includere asset virtuali e digitali.
L’ISA li colloca sotto l’autorità di regolamentazione della SEC, ponendo effettivamente fine alla confusione su quale regolatore dovrebbe sovrintendere le criptovalute.
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La legittimazione del settore è stata ulteriormente rafforzata il 26 giugno 2025, con la firma del Nigeria Tax Act (NTA) 2025. Questo pacchetto legislativo ha fatto più che “tassare le criptovalute”; ha ridefinito i guadagni dalle liquidazioni degli asset digitali come guadagni imponibili, soggetti a un’imposta progressiva sul reddito fino al 25% per le persone fisiche e al 30% per le entità corporative.
Kenia: L’Avanguardia della Doppia Supervisione
Il Kenya, uno dei più grandi mercati crittografici dell’Africa, ha significativamente avanzato il suo quadro normativo quando il Presidente William Ruto ha assentito al Virtual Asset Service Providers (VASP) Act 2025 il 15 ottobre 2025. L’atto è ufficialmente iniziato il 4 novembre 2025. A differenza di altri paesi africani, l’Atto VASP del Kenya ha stabilito un modello di supervisione duale: la Central Bank of Kenya (CBK) sovrintende i pagamenti e le stablecoin, mentre la Capital Markets Authority (CMA) concede licenze agli scambi.
Sud Africa: Maturazione Regolamentare e Applicazione
Dopo che il Financial Action Task Force (FATF) lo ha aggiunto alla sua “grey list” nel febbraio 2023 a causa di preoccupazioni sul suo mercato di asset digitali non regolamentato, il Sud Africa ha immediatamente iniziato a prendere misure per formalizzare le criptovalute. Nel 2024, il Sud Africa ha emesso licenze a exchange di criptovalute e altri enti correlati, diventando il primo paese africano a farlo.
Da allora, ha emesso più licenze, e a giugno 2025, il Financial Sector Conduct Authority (FSCA) ha fatto rispettare una scadenza rigorosa per tutti i VASP a essere autorizzati o uscire dal mercato. Secondo Bitcoin.com News, entro il 10 dicembre 2025, la FSCA aveva ricevuto un totale di 420 domande, con 248 approvate e nove respinte.
Durante l’anno, la South African Reserve Bank (SARB) ha introdotto un quadro mirato per regolare i trasferimenti crittografici transfrontalieri per prevenire flussi finanziari illeciti e affrontare le lacune nel controllo degli scambi.
Marocco: La Transizione dal Divieto alla Regolamentazione
La svolta del Marocco nel 2025 è un esempio da manuale di una transizione dal “divieto alla regolamentazione”. È stata guidata dalla realizzazione che alti tassi di adozione—con più di 1 milione di marocchini che detengono criptovalute nonostante il divieto—hanno reso inefficace il divieto del 2017.
Il cambiamento è cristallizzato nel Bill 42.25, un pacchetto legislativo pubblicato alla fine del 2025 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con la banca centrale (Bank Al-Maghrib o BAM) e l’autorità di vigilanza dei mercati dei capitali (AMMC). Sotto la legislazione, le criptovalute sono riconosciute come una “rappresentazione digitale di valore” che può essere detenuta, scambiata o rivenduta—praticamente trattandole come azioni o obbligazioni virtuali.
Tanzania: Precedente Legale Attraverso la Tassazione
La posizione della Tanzania nel 2025 è diventata una “legalizzazione di fatto”. Mentre la Bank of Tanzania (BoT) ancora ufficialmente etichetta le criptovalute come “non moneta legale”, il governo ha pivotato per tassarle, creando un precedente legale per la loro esistenza.
Sotto il Finance Act 2025, la Tanzania ha implementato una tassa di ritenuta del 3% sul valore lordo dei trasferimenti o scambi di asset digitali. Inoltre, in una sentenza storica di dicembre 2024 che si è protratta all’inizio del 2025, l’Alta Corte della Tanzania ha stabilito che poiché il governo tassa gli asset digitali, essi non possono essere considerati “illegali”. Questo ha effettivamente annullato il divieto del 2019 e ha costretto la BoT a iniziare a redigere linee guida formali per i VASP.

Zimbabwe: Segnalazione di una Classe di Asset Bancabile
Una nuova sezione del Finance Act, pubblicata tramite lo Statutory Instrument 80 del 2025, modifica il Securities and Exchange Act per creare un universo normativo formale per gli asset virtuali. Definendo questi asset nella legge, lo Zimbabwe sta segnalando che le criptovalute sono ora una classe di asset legittima, imponibile e bancabile.
Sotto questo regime, qualsiasi ente che operi come VASP—inclusi exchange, custodi ed emittenti—deve ottenere una licenza dalla Securities and Exchange Commission of Zimbabwe (SECZ). Operare senza licenza dopo il 30 aprile 2026 sarà un reato penale. La riforma è vista come fornendo la “certezza legale” richiesta affinché i fondi pensione e le banche possano finalmente impegnarsi con gli asset digitali.
FAQ 💡
- Perché i paesi africani hanno cambiato atteggiamento sulle criptovalute? Il passaggio del GENIUS Act negli Stati Uniti a luglio 2025 ha costretto un ricalibrazione normativa globale.
- Quale nazione africana si è mossa per prima? La Nigeria ha guidato con l’ISA 2025, riconoscendo formalmente gli asset digitali come titoli.
- Come sta affrontando la regolamentazione il Ghana? L’Atto VASP del Ghana 2025 ha legalizzato il commercio di criptovalute con un’implementazione graduale fino al 2026.
- Qual è l’impatto regionale? Kenya, Sud Africa, Marocco, Tanzania e Zimbabwe hanno seguito con leggi per integrare le criptovalute nella finanza.














