Wall Street ha scrollato di dosso i dati negativi sulla crescita e venerdì ha messo a segno un rialzo nel tardo pomeriggio, dopo che la Corte Suprema ha bocciato i dazi d'emergenza imposti dal presidente Donald Trump, facendo salire il Dow, il Nasdaq e l'S&P 500 alla chiusura delle contrattazioni.
Le azioni rimbalzano dopo che la Corte Suprema ha bloccato i dazi di emergenza, ma il dramma commerciale non è finito
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La sentenza della Corte Suprema scatena un rally di sollievo nel settore retail e industriale
I mercati azionari statunitensi hanno chiuso alle 16:00 EST con ampi guadagni, invertendo le perdite iniziali legate ai dati economici deludenti e ai dati sull'inflazione. Una storica decisione della Corte Suprema (6-3) che limita l'autorità della Casa Bianca in materia di dazi ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act ha portato un po' di sollievo agli asset rischiosi, almeno temporaneamente.

Il Nasdaq Composite ha guidato la carica, salendo dello 0,90% a 22.886,07. Il Dow Jones Industrial Average è salito di 230,81 punti, ovvero dello 0,47%, a 49.625,97 dopo aver oscillato da un deficit di circa 200 punti all'inizio della sessione. L'S&P 500 è avanzato dello 0,69% a 6.909,51, segnando la chiusura più alta in più di una settimana.
L'indice NYSE Composite ha chiuso a 23.452,60, con un rialzo di 94,32 punti, riflettendo l'ampia partecipazione al rimbalzo. Come mostra l'immagine di riferimento, tutti i principali indici hanno chiuso la giornata in territorio decisamente positivo, nonostante un andamento intraday altalenante.
Nella settimana di negoziazioni abbreviata, l'S&P 500 ha guadagnato circa lo 0,7%, il Dow è salito dello 0,3% e il Nasdaq ha aggiunto lo 0,9%, interrompendo una serie di perdite plurigiornalieri per i titoli tecnologici. L'ampiezza del mercato è migliorata, con i titoli in rialzo che hanno superato quelli in calo di circa il 58% contro il 37% sul NYSE.
La Corte Suprema emette una sentenza shock sul commercio
In un parere maggioritario redatto dal presidente della Corte Suprema John Roberts, la Corte ha stabilito che il presidente Trump ha ecceduto la sua autorità ai sensi dell'IEEPA quando ha imposto ampi dazi "reciproci" a quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti. La maggioranza ha ritenuto che la legge sia destinata a vere emergenze nazionali che coinvolgono minacce straniere, non come un assegno in bianco per una politica commerciale radicale.
La decisione ha sollevato la prospettiva di rimborsi tariffari per oltre 200 miliardi di dollari, anche se la questione ora torna ai tribunali di grado inferiore. I giudici dissenzienti hanno messo in guardia dal rischio di perturbazioni agli accordi commerciali esistenti e di potenziali complicazioni finanziarie per le imprese e i consumatori.
Il presidente Trump ha risposto prontamente, definendo la sentenza "terribile" e annunciando l'intenzione di perseguire una nuova tariffa globale del 10% ai sensi dell'autorità della Sezione 122. Ha anche segnalato possibili espansioni ai sensi delle Sezioni 232 e 301, con l'obiettivo di mantenere il flusso delle entrate tariffarie a livelli simili nel 2026.
"La sentenza della Corte Suprema sui DAZI è profondamente deludente! Mi vergogno di alcuni membri della Corte per non aver avuto il coraggio di fare ciò che è giusto per il nostro Paese", ha scritto Trump su Truth Social.
Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto:
"I Paesi stranieri che ci hanno derubato per anni sono euforici e ballano per le strade, ma non balleranno a lungo!".
Il rialzo dei mercati incontra la realtà
La reazione iniziale del mercato è stata chiara: i settori sensibili alle tariffe hanno registrato un'impennata. I settori industriali e dei beni di consumo difensivi sono cresciuti entrambi di oltre l'1%, con aziende come Caterpillar e Walmart che hanno beneficiato della riduzione delle preoccupazioni relative ai costi di importazione a breve termine.
I rivenditori al dettaglio, tra cui Amazon e Home Depot, hanno guadagnato circa il 2%, poiché gli investitori hanno valutato i potenziali rimborsi rispetto al rischio di nuovi dazi. I titoli energetici hanno registrato un leggero aumento, con il petrolio che ha toccato il massimo degli ultimi sei mesi a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, offrendo una spinta al settore ma sollevando nuove questioni relative all'inflazione.
Il settore tecnologico, tuttavia, ha registrato un calo dello 0,3%, riflettendo una rotazione in corso dai titoli legati alla sola intelligenza artificiale verso quelli legati alla cosiddetta economia reale. I titoli a bassa capitalizzazione, misurati dall'indice Russell 2000, sono saliti dello 0,31%, ampliando i guadagni da inizio anno per quel segmento. Anche il prezzo del bitcoin ha registrato un aumento, con un modesto rialzo dell'1,2% nella giornata.
I dati economici continuano a esercitare pressione
Il rialzo si è verificato nonostante i dati economici poco incoraggianti. Il PIL del quarto trimestre si è attestato all'1,4%, ben al di sotto delle aspettative, in parte appesantito dalla chiusura del governo. L'inflazione dei consumi personali di dicembre si è mantenuta al 3%, rafforzando la posizione cauta della Federal Reserve sui tagli dei tassi.

Gli indici dei responsabili degli acquisti hanno registrato un calo, la fiducia dei consumatori ha deluso le previsioni e i deflussi di capitale dagli Stati Uniti hanno raggiunto i 52 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno, il ritmo più veloce dal 2010. Gli investitori hanno convogliato sempre più denaro verso mercati esteri come la Corea del Sud e il Brasile.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio sono saliti a causa delle tensioni geopolitiche, complicando il quadro dell'inflazione. Il VIX è sceso verso quota 20, ma è rimasto elevato, sottolineando che la volatilità non è scomparsa.
Cosa riserva il futuro ai mercati?
Gli analisti vedono ora la sentenza della Corte Suprema come un potenziale catalizzatore per l'S&P 500 per testare il limite superiore del suo recente intervallo di negoziazione compreso tra 6.730 e 7.000. I rialzisti puntano a un aumento verso i 7.000, mentre i ribassisti avvertono che nuove misure commerciali potrebbero rapidamente riaccendere le turbolenze.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato che le entrate derivanti dai dazi potrebbero rimanere "praticamente invariate" sotto autorità alternative, suggerendo che l'incertezza politica persisterà. Gli investitori analizzeranno i prossimi dati sul sentiment dei consumatori, l'avvio di nuovi cantieri edili e gli utili dei rivenditori al dettaglio alla ricerca di indizi sulla resilienza della domanda.

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Non sono previsti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine e l'inflazione persistente continua a limitare la flessibilità dei responsabili politici. Se le tensioni commerciali dovessero riaccendersi, i mercati potrebbero scoprire che il rally di venerdì è stato solo un intermezzo, non un finale.
Per ora, Wall Street chiude la settimana con cauto ottimismo, incoraggiata dalla moderazione giudiziaria, ma pienamente consapevole che a Washington la questione dei dazi raramente si conclude con un solo titolo.
FAQ ❓
- Perché le azioni sono aumentate il 20 febbraio 2026? I mercati hanno registrato un rialzo dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi di emergenza, riducendo l'incertezza commerciale a breve termine.
- Cosa ha deciso la Corte Suprema sui dazi? La Corte ha stabilito con 6 voti contro 3 che il presidente Trump ha ecceduto la sua autorità ai sensi dell'IEEPA quando ha imposto dazi reciproci di ampia portata.
- Come si sono comportati i principali indici? L'S&P 500 ha chiuso a 6.909,51, il Dow a 49.625,97 e il Nasdaq a 22.886,07, tutti in rialzo.
- I nuovi dazi influiranno sui mercati la prossima settimana? Gli investitori prevedono una volatilità continua, mentre l'amministrazione esplora autorità tariffarie alternative.














