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Latam Insights Encore: La posizione anti-crypto del Brasile in materia fiscale darà il via a un movimento sotterraneo

Benvenuti a Latam Insights Encore, un’analisi approfondita delle notizie economiche e crypto più rilevanti dell’America Latina della scorsa settimana. Questa edizione esplora come le intenzioni del governo brasiliano di tassare tutti i possessori di criptovalute probabilmente porteranno gli utenti a operare clandestinamente.

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Latam Insights Encore: La posizione anti-crypto del Brasile in materia fiscale darà il via a un movimento sotterraneo

Latam Insights Encore: L’Avidità Fiscale del Brasile Porterà le Cripto nella Clandestinità

Nell’ultimo anno, le autorità brasiliane hanno avuto un atteggiamento tiepido nei confronti delle crypto, accogliendo con favore l’istituzionalizzazione delle opzioni crypto collegate alle azioni, ma trattando ancora gli utenti di crypto come cittadini di seconda classe.

I recenti cambiamenti, inclusa la proposta di vietare i prelievi di stablecoin nei wallet di autocustodia e l’eliminazione delle esenzioni fiscali per i piccoli trader, sono un chiaro segnale della direzione che il paese sta prendendo riguardo all’adozione delle crypto a livello di base.

Nel secondo caso, ora tutti i possessori e trader di criptovalute dovranno pagare tasse sul reddito per i loro investimenti ogni trimestre, anche se non detengono questa criptovaluta sugli exchange. La misura, che è probabilmente una manovra per compensare l’aumento proposto delle transazioni finanziarie a un pubblico target ridotto, potrebbe ottenere l’effetto opposto a quello che era stato stabilito di fare.

Invece di incentivare gli utenti di crypto a farsi avanti e legalizzare i loro investimenti, questa nuova tassa trasversale del 17,5% farà scattare un movimento clandestino, riportando queste transazioni e detenzioni nel privato.

L’autorità fiscale brasiliana cercherebbe di perseguire gli asset digitali sotto l’autocustodia degli utenti, anche quando ottenere questi dati potrebbe risultare impossibile. Ciò significa che, con i primi dati consegnati all’istituzione, ogni trader offrirà da solo informazioni di scoperta da essere perseguito dalle autorità statali.

Ironia della sorte, questa misura avvantaggerà i grandi possessori e trader, che prima dovevano pagare fino al 22% per il loro reddito in crypto, colpendo i trader sul lato inferiore dello spettro dei redditi.

I membri del settore stanno già lamentandosi di questo fatto, sottolineando che potrebbe verificarsi un esodo massiccio verso il lato decentralizzato dell’ecosistema crypto, o verso piattaforme centralizzate che gestiscono business clandestini nel paese. Questo, in definitiva, comporterà un passo indietro per gli utenti che dovranno fare affidamento su broker non regolamentati per la gestione dei loro asset digitali.

Leggi di più: Le Autorità Brasiliane Eliminano le Esenzioni e Puntano a Tassare le Crypto Detenute in Autocustodia

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