Una startup di Washington afferma che la prossima frontiera dell'informatica, e forse anche del mining di bitcoin, potrebbe trovarsi a centinaia di chilometri sopra la Terra.
La startup Starcloud progetta il primo satellite per il mining di Bitcoin in orbita terrestre bassa

Il mining di bitcoin si sposta nello spazio mentre Starcloud prepara il lancio del satellite Starcloud-2
Secondo un rapporto di PCMag, Starcloud, azienda con sede a Redmond specializzata in tecnologia spaziale e infrastrutture di intelligenza artificiale (AI), sta portando avanti piani per collocare data center nell'orbita terrestre bassa, una mossa progettata per sfruttare l'energia solare continua e le proprietà di raffreddamento naturale dello spazio, suggerendo anche la possibilità di minare bitcoin oltre l'atmosfera terrestre.
L'azienda ha dimostrato per la prima volta la validità del suo concetto nel novembre 2025, quando ha lanciato Starcloud-1 a bordo di un razzo SpaceX Falcon 9. Il piccolo satellite, delle dimensioni di un frigorifero, trasportava cinque processori Nvidia H100, segnando la prima volta che GPU di livello data center operavano in orbita.
Durante quella missione, Starcloud ha addestrato con successo un piccolo modello linguistico di grandi dimensioni nello spazio ed ha eseguito inferenze da una versione di Google Gemini. Il test ha dimostrato che potenti carichi di lavoro di calcolo, tradizionalmente ospitati in enormi strutture terrestri, possono funzionare nel vuoto dello spazio.

"C'è anche il mining di bitcoin… Avremo alcuni ASIC per il mining di bitcoin sul secondo veicolo spaziale che verrà lanciato alla fine di quest'anno", ha dichiarato Johnston durante l'intervista a PCMag. "Pensiamo che saremo i primi a minare una moneta nello spazio". Il concetto si basa su due vantaggi esclusivi dell'orbita. I satelliti posizionati in traiettorie sincronizzate con il sole possono ricevere luce solare quasi costante, eliminando i cicli notturni e la maggior parte delle perturbazioni meteorologiche che influenzano l'energia solare sulla Terra. Allo stesso tempo, il vuoto dello spazio funge da enorme dissipatore di calore, consentendo ai radiatori di rilasciare il calore residuo direttamente nello spazio senza sistemi di raffreddamento ad alto consumo idrico. Starcloud sostiene che queste condizioni potrebbero ridurre drasticamente i costi energetici. L'azienda stima che i data center orbitali potrebbero funzionare con costi energetici circa 10 volte inferiori rispetto alle strutture tradizionali, garantendo al contempo una riduzione simile delle emissioni di carbonio nel corso della loro vita utile.
A sostegno di questa visione, la startup ha presentato una richiesta alla Federal Communications Commission (FCC) per ottenere l'approvazione di una costellazione di ben 88.000 satelliti dedicati all'infrastruttura informatica orbitale. Johnston ha delineato un obiettivo a lungo termine: costruire un data center orbitale da 5 gigawatt supportato da enormi pannelli solari che si estendono per diversi chilometri.
Il mining di Bitcoin viene considerato come un primo banco di prova per il modello energetico. L'hardware di mining è molto più economico dei processori AI di fascia alta e può monetizzare l'energia in eccesso generata dagli array solari orbitali. Le macchine di mining ASIC costano spesso centinaia o poche migliaia di dollari per unità, rispetto alle decine di migliaia di dollari delle GPU AI avanzate. Poiché il mining converte principalmente l'elettricità in calcoli crittografici, la disponibilità di energia solare costante lo rende una soluzione naturale per la generazione di energia fuori dal pianeta.
L'idea di minare bitcoin nello spazio circola da anni, ma il piano di Starcloud rappresenta una delle prime implementazioni hardware rese pubbliche con l'obiettivo di dimostrare la validità del concetto. Un'altra startup, Intercosmic Energy, ha proposto una roadmap per sistemi di mining orbitali alimentati da energia solare, anche se non ha ancora lanciato hardware operativo.
Il calo dei costi di lancio sta contribuendo a ravvivare l'interesse per il concetto. I razzi moderni stanno riducendo costantemente il costo per chilogrammo di carico utile trasportato in orbita, rendendo più fattibile l'installazione di hardware di calcolo e grandi pannelli solari sopra la Terra. Allo stesso tempo, i miglioramenti nell'efficienza dell'hardware di mining hanno subito un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Questo ciclo di sostituzione più lungo significa che gli ASIC potrebbero rimanere utili per periodi più lunghi, migliorando potenzialmente l'economia del loro funzionamento nello spazio.
Nonostante l'entusiasmo, questo approccio deve affrontare ostacoli significativi. L'hardware spaziale deve resistere all'esposizione alle radiazioni, agli sbalzi di temperatura e alle potenziali collisioni con detriti. Anche l'affidabilità dei satelliti rimane una preoccupazione: secondo quanto riferito, una delle GPU di Starcloud-1 si è guastata prima del lancio. Anche le autorità di regolamentazione e i gruppi ambientalisti stanno osservando attentamente la situazione. Le grandi costellazioni sollevano interrogativi sulla congestione orbitale e sul rischio di eventi a cascata causati dai detriti, talvolta denominati sindrome di Kessler.
Anche all'interno del settore tecnologico, alcuni osservatori rimangono scettici sulla fattibilità a breve termine. I critici sostengono che il mantenimento di sistemi di calcolo ad alte prestazioni in orbita introduce sfide logistiche che potrebbero superare i vantaggi energetici, almeno nei primi anni. Tuttavia, l'interesse per il calcolo orbitale si sta diffondendo rapidamente. Aziende come SpaceX, Blue Origin e Axiom Space hanno tutte delineato piani che prevedono infrastrutture orbitali in grado di supportare carichi di lavoro di calcolo.

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Le previsioni di mercato suggeriscono che i servizi dei data center orbitali potrebbero crescere rapidamente nel prossimo decennio, raggiungendo potenzialmente decine di miliardi di dollari con la maturazione della tecnologia di produzione e lancio dei satelliti.
Per Starcloud, il mining di bitcoin è meno una destinazione che una dimostrazione. Utilizzando ASIC insieme all'hardware AI, l'azienda spera di dimostrare che l'energia solare costante in orbita può supportare sia i carichi di lavoro AI emergenti che le operazioni crittografiche ad alta intensità energetica. Se la missione Starcloud-2 avrà successo alla fine di quest'anno, il primo bitcoin estratto nello spazio potrebbe arrivare prima di quanto molti si aspettassero, segnando un'altra pietra miliare nell'espansione dell'intersezione tra tecnologia spaziale e infrastruttura digitale.
FAQ 🛰️
- Che cos'è Starcloud? Starcloud è una startup con sede a Washington che sviluppa data center in orbita terrestre bassa alimentati da energia solare.
- Il mining di bitcoin avviene davvero nello spazio? Starcloud afferma che il suo satellite Starcloud-2, che sarà lanciato nel 2026, trasporterà hardware ASIC progettato per il mining di bitcoin.
- Perché minare bitcoin nello spazio? L'energia solare costante e il raffreddamento sottovuoto potrebbero rendere l'elaborazione orbitale molto più economica ed efficiente dal punto di vista energetico.
- Quando potrebbe essere minato il primo bitcoin in orbita? Se la missione Starcloud-2 avrà successo, il primo bitcoin minato nello spazio potrebbe arrivare già alla fine del 2026.














