Il Comitato di Vigilanza della Camera sta indagando se il ritardo nella supervisione delle criptovalute da parte dell’FDIC e le restrizioni bancarie siano state motivate da politiche politiche o da eccessivo intervento normativo illegale.
La Commissione di Vigilanza della Camera indaga sull'FDIC di Biden per la repressione del settore bancario delle criptovalute
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Il Comitato di Vigilanza della Camera Indaga sulle Politiche Crypto dell’FDIC
Il Comitato per la Vigilanza e la Riforma del Governo della Camera ha annunciato il 28 febbraio che il Presidente James Comer (R-KY) sta indagando sull’approccio della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) alla supervisione delle criptovalute sotto l’amministrazione Biden. L’indagine di Comer segue le preoccupazioni sollevate dal presidente ad interim dell’FDIC, che ha dichiarato:
Gli sforzi dell’agenzia per monitorare le criptovalute sotto l’amministrazione Biden erano pieni di ritardi e spesso scoraggiavano le banche dal perseguire iniziative legate alle criptovalute.
I rapporti indicano che alcune aziende e individui, tra cui la First Lady Melania Trump, possono essere stati ingiustamente esclusi dai servizi bancari a causa dei loro legami con le criptovalute. Comer ha richiesto documenti FDIC non oscurati per determinare se i regolatori federali abbiano spinto le banche ad allontanarsi dal settore crypto.
Affrontando le potenziali conseguenze di un controllo eccessivo delle normative, Comer ha avvertito dell’impatto sia sulle aziende che sull’innovazione tecnologica. “Il Comitato è preoccupato che l’eccesso di zelo da parte dei regolatori governativi possa aver arbitrariamente represso industrie che consideravano sfavorevoli, incidendo sulle operazioni aziendali impedendo alle entità di accedere ai contanti per adempiere ai salari o spingendo l’innovazione tecnologica e finanziaria all’estero,” ha sottolineato.
Il deputato ha enfatizzato che politiche restrittive potrebbero costringere i progressi nella tecnologia blockchain e distributed ledger a lasciare gli Stati Uniti, indebolendo alla fine il vantaggio competitivo del paese nell’innovazione finanziaria.
L’indagine di Comer mira a portare maggiore trasparenza sul ruolo dell’FDIC nel plasmare l’approccio del settore finanziario alle criptovalute. La sua inchiesta deriva da un rilascio di documenti oscurati il 5 febbraio, che includeva corrispondenze chiave tra l’FDIC e le istituzioni finanziarie coinvolte in asset digitali. Ha evidenziato:
64 di questi documenti includono la corrispondenza con le 24 banche che hanno ricevuto le ‘pause letters’ e 111 documenti consistono in corrispondenza e registri dell’FDIC pertinenti alle attività legate alle criptovalute di altre istituzioni regolamentate.
Richiedendo piena trasparenza, Comer cerca di scoprire se l’approccio normativo dell’FDIC fosse motivato da motivazioni politiche o se le istituzioni finanziarie abbiano scelto indipendentemente di interrompere i servizi legati alle criptovalute. La sua lettera all’FDIC si inserisce anche in un’indagine più ampia sul potenziale debanking di aziende e individui legittimi coinvolti in attività di asset digitali.














