Il fondatore di Skybridge avverte che la Cina si sta preparando a una feroce rappresaglia economica mentre gli Stati Uniti impongono tariffe del 125% sui beni cinesi, segnalando shock valutari, massicci stimoli e guerra finanziaria.
La Cina risponderà: Scaramucci predice guerra valutaria, furto di proprietà intellettuale, vendita di titoli del Tesoro

Scaramucci Delinea Previsioni in 5 Punti sulle Prossime Mosse della Cina Tra le Crescenti Tensioni Commerciali
Il fondatore di Skybridge Capital, Anthony Scaramucci, ha espresso una forte critica lunedì sulla piattaforma di social media X, avvertendo che l’attuale approccio degli Stati Uniti nei confronti della Cina rischia di alienare gli alleati e rafforzare la posizione di Pechino.
Le sue osservazioni sono state una risposta al blog finanziario Zerohedge, che ha suggerito che la Cina affrontasse tre possibili risposte alla crescente pressione commerciale statunitense: (1) cedere a tutte le richieste fatte da Donald Trump, (2) svalutare lo yuan del 20%–40%, o (3) avviare un enorme stimolo fiscale da 2-3 trilioni di dollari che espanderebbe significativamente il debito nazionale della Cina. Scaramucci ha respinto la prima opzione come implausibile e ha previsto che gli scenari rimanenti fossero più realistici.
Nella sua risposta, Scaramucci ha delineato una previsione dettagliata in cinque punti. “#1 non accadrà mai,” ha affermato, rifiutando l’idea che la Cina capitolasse ai termini di Trump. Ha continuato: “#2 + #3 stanno arrivando,” riferendosi alla svalutazione dello yuan e al massiccio stimolo come risposte probabili. Scaramucci ha aggiunto altri due risultati previsti: “#4 venderanno i titoli del tesoro statunitensi. #5 accelereranno il furto di proprietà intellettuale.” Ha concluso con un avvertimento contro il minare le alleanze internazionali:
È giusto e bipartisan affrontare la Cina. Ma non ha senso antagonizzare simultaneamente gli alleati globali dal punto di vista geopolitico ed economico, spingendoli tra le braccia della Cina.
Scaramucci, che ha servito brevemente come direttore delle comunicazioni della Casa Bianca sotto il presidente Trump durante il suo primo mandato, ha criticato le politiche tariffarie di Trump, avvertendo che potrebbero portare a una recessione e colpire in modo sproporzionato gli americani a basso reddito. Pur riconoscendo la necessità di affrontare il deficit commerciale USA-Cina, ha criticato l’approccio unilaterale di Trump e ha promosso misure politiche più mirate.
La critica è seguita a un annuncio della Casa Bianca di una tariffa cumulativa del 104% sulle importazioni cinesi, in risposta alla tariffa del 34% della Cina sui beni statunitensi, che l’amministrazione Trump ha definito un “grande errore.” Mercoledì, la Cina ha aumentato le tariffe sui beni statunitensi all’84% a seguito dei nuovi dazi “reciproci” imposti da Trump, intensificando ulteriormente le tensioni commerciali. Trump ha successivamente annunciato tramite Truth Social un immediato aumento delle tariffe sui beni cinesi al 125%, citando continui abusi commerciali e barriere di mercato da parte di Pechino. Ha anche confermato una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca ridotta al 10% per oltre 75 paesi attualmente in discussione commerciale con i funzionari statunitensi, notando la loro mancanza di ritorsioni come motivo del sollievo temporaneo.
Il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha recentemente sottolineato la relazione commerciale sbilanciata, notando che le esportazioni americane verso la Cina hanno totalizzato 143,5 miliardi di dollari, mentre le importazioni dalla Cina hanno raggiunto i 438,9 miliardi di dollari. Pechino ha risposto in modo provocatorio, promettendo di “combattere fino alla fine” e definendo la mossa degli Stati Uniti coercitiva e irragionevole.














