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La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti autorizza la DDSC per le piattaforme VARA, rendendo accessibile ai consumatori la stablecoin in dirham

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha rilasciato un certificato di nullaosta alla stablecoin DDSC, garantita dal dirham, consentendone la quotazione su piattaforme di scambio regolamentate.

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La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti autorizza la DDSC per le piattaforme VARA, rendendo accessibile ai consumatori la stablecoin in dirham

Punti chiave

  • La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha concesso un certificato di nullaosta (NOC) alla stablecoin DDSC, consentendole di superare la fase istituzionale prevista per il 2026.
  • La DDSC offre un ancoraggio 1:1 al dirham per sfidare le stablecoin legate al dollaro statunitense che controllano oltre il 90% del mercato.
  • Le piattaforme VARA approvate quoteranno prossimamente la DDSC per espandere i pagamenti al dettaglio e commerciali in tutti gli Emirati Arabi Uniti.

La supervisione federale e la transizione verso il mercato al dettaglio

Secondo quanto riferito, la stablecoin DDSC, sostenuta dal dirham degli Emirati Arabi Uniti, ha ottenuto un certificato di non obiezione dalla Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti. L’approvazione apre la strada alla collaborazione di DDSC con le piattaforme di scambio regolamentate dalla Virtual Assets Regulatory Authority (VARA) di Dubai. Sviluppata grazie a una collaborazione tra International Holding Company (IHC), First Abu Dhabi Bank e Sirius International Holding, la stablecoin sta passando dalla fase di test istituzionale al mercato dei consumatori.

Ai sensi del regolamento sui servizi di token di pagamento della banca centrale, l’istituzione federale detiene l’autorità esclusiva sui token di pagamento per proteggere la valuta nazionale e limitare il rischio finanziario. Il certificato funge da ponte normativo obbligatorio: mentre enti locali come la VARA concedono licenze alle piattaforme di scambio con sede a Dubai, queste ultime non possono legalmente quotare o convertire stablecoin in valuta locale senza l’autorizzazione federale.

Il certificato conferma che DDSC soddisfa gli standard di conformità, di copertura patrimoniale e operativi della banca centrale. Con la concessione dell’autorizzazione, la banca centrale consente alle piattaforme di scambio approvate dalla VARA di ospitare e negoziare il token, facendo passare DDSC da una rete aziendale privata ai canali pubblici al dettaglio.

Ancorato 1 a 1 al dirham degli Emirati Arabi Uniti e operante sulla blockchain ADI, il DDSC si posiziona come alternativa locale alle stablecoin denominate in dollari statunitensi, che dominano oltre il 90% del mercato globale degli asset digitali. Utilizzando la valuta locale su una blockchain, le imprese e i consumatori possono aggirare i canali bancari tradizionali, evitando ritardi nei pagamenti e commissioni di transazione.

La piattaforma consente il regolamento istantaneo in dirham di trasferimenti peer-to-peer, pagamenti ai commercianti e fatture dei fornitori. Il passaggio alle piattaforme di scambio al dettaglio fa seguito a una fase di sperimentazione istituzionale durante la quale il DDSC ha elaborato transazioni per oltre 40 milioni di dollari (150 milioni di dirham), al fine di testarne la stabilità e la capacità.

«Questa approvazione rappresenta un’altra importante pietra miliare nello sviluppo dell’ecosistema finanziario digitale regolamentato degli Emirati Arabi Uniti», ha affermato Syed Basar Shueb, amministratore delegato di IHC.

L’approvazione riflette il quadro multigiurisdizionale degli Emirati Arabi Uniti. A livello federale, la banca centrale regola le stablecoin, mentre l’Autorità per i mercati dei capitali supervisiona i fornitori di servizi relativi agli asset virtuali legati agli investimenti. Questo confine normativo è concepito per guidare la transizione del mercato locale degli asset digitali dal trading speculativo verso un’utilità nel mondo reale.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.