Il presidente uscente della Federazione Italiana Calcio (FIGC), Gabriele Gravina, dimessosi in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali per la terza volta consecutiva, ha chiesto l’abolizione del divieto totale sulla pubblicità del gioco d’azzardo e il reindirizzamento dei proventi delle scommesse verso la formazione dei giovani, sostenendo in un rapporto di 11 pagine che la restrizione del 2019 non è riuscita a frenare il gioco d’azzardo patologico, privando al contempo il calcio italiano di investimenti. Punti chiave:
L'Italia punta al ritorno delle sponsorizzazioni nel settore del gioco d'azzardo, mentre la Federcalcio collega il divieto pubblicitario al declino strutturale

- Il presidente uscente della FIGC Gravina chiede l'abrogazione del Decreto Dignità in un rapporto di riforma di 11 pagine
- I club di Serie A stimano una perdita di sponsorizzazioni compresa tra 100 e 150 milioni di euro all'anno a seguito del divieto pubblicitario del 2019
- L'Italia si colloca al 49° posto su 50 campionati per minutaggio dei giocatori eleggibili per la Nazionale Under 21, con l'1,9%
Un divieto di sette anni sotto il fuoco di tutte le parti dopo un enorme fallimento sportivo
Gravina ha pubblicato il rapporto l'8 aprile, originariamente preparato per un'audizione parlamentare poi annullata dopo la sua partenza. Il documento inquadra i ripetuti fallimenti dell'Italia ai Mondiali come sintomi di un degrado strutturale piuttosto che di una cattiva gestione a breve termine. Tra le sue argomentazioni centrali vi è quella secondo cui il Decreto Dignità del 2018, che ha imposto un divieto quasi totale sulla pubblicità del gioco d'azzardo e sulle sponsorizzazioni sportive, ha privato il calcio italiano di finanziamenti fondamentali senza raggiungere i suoi obiettivi di salute pubblica.
Gravina ha citato il rapporto finale della Commissione d'inchiesta parlamentare italiana sul gioco d'azzardo illegale, pubblicato nel 2022, che ha rilevato che il gioco d'azzardo è effettivamente aumentato dopo l'entrata in vigore del divieto – anche tra i minori – e che le scommesse illegali sono cresciute di pari passo. Il rapporto della FIGC ha fatto riferimento anche a uno studio UEFA del 2026 sulle finanze dei club europei che ha identificato le società di scommesse e gioco d’azzardo come la categoria più comune di sponsor sulle maglie in tutto il continente, sottolineando lo svantaggio competitivo che devono affrontare i club italiani.
I club di Serie A hanno stimato perdite di almeno 100-150 milioni di euro all'anno in mancati introiti da sponsorizzazioni da quando il Decreto Dignità è entrato in vigore nel 2019. Il provvedimento è stato introdotto dal governo di coalizione Lega-Movimento 5 Stelle, di breve durata, come parte di un più ampio pacchetto di misure sul lavoro e contro la povertà ed è stato controverso sin dall'inizio.
La coalizione stessa è crollata nel giro di un anno, ma il divieto pubblicitario è rimasto in vigore. Da allora alcune squadre hanno aggirato le restrizioni attraverso partnership di "infotainment" con filiali di società di gioco d'azzardo – l'accordo dell'Inter con Betsson Sport ne è l'esempio più eclatante – ma questi accordi sono ben lontani dal valore di una sponsorizzazione completa.
Il rapporto della FIGC di Gravina evidenzia anche la situazione disastrosa della formazione giovanile italiana. L'Italia si colloca al 49° posto su 50 campionati monitorati per la percentuale di minuti giocati da calciatori under 21 idonei alla nazionale, con appena l'1,9%. Gli stranieri rappresentano il 68% di tutti i minuti giocati in Serie A. Il calcio professionistico italiano registra complessivamente più di 700 milioni di euro all'anno di perdite operative aggregate, aggravate da livelli di indebitamento elevati e da una storia di club che falliscono o vengono esclusi dalle competizioni.
Le proposte di Gravina includono l'investimento di una percentuale dei ricavi delle scommesse in programmi di base, accademie e costruzione di stadi, il ripristino del regime fiscale del "Decreto Crescita" per i professionisti stranieri, la revoca del divieto di pubblicità e sponsorizzazioni e la ristrutturazione della piramide calcistica dalla Serie A alla Serie D.
Il rapporto arriva nel contesto di una più ampia spinta del governo a riformare il quadro normativo italiano sul gioco d'azzardo. Il ministro dello Sport Andrea Abodi, che nel 2018 si era candidato contro Gravina alla presidenza della FIGC e aveva pubblicamente chiesto le sue dimissioni dopo la sconfitta contro la Bosnia, ha descritto il Decreto Dignità come uno "strumento populista grossolano" ed è stato incaricato di elaborarne uno sostitutivo. Abodi ha presentato lo scorso anno un Decreto Sportivo che includeva disposizioni per l'abrogazione del divieto di pubblicità, con una proposta di prelievo dell'1% sui ricavi da sponsorizzazioni destinato alla riqualificazione degli stadi, allo sport femminile e di base e ai programmi contro la dipendenza.
L'AGCOM, l'autorità italiana di regolamentazione delle comunicazioni, ha approvato a fine marzo nuove linee guida per la pubblicità responsabile del gioco d'azzardo, stabilendo un quadro ristretto in base al quale gli operatori autorizzati possono condurre campagne di gioco responsabile a marchio senza violare il divieto esistente. Il periodo di consultazione di 30 giorni avrebbe dovuto concludersi prima dell'estate, creando potenzialmente un ponte tra l'attuale divieto e qualunque cosa lo sostituisca.
L'Associazione Europea del Gioco e delle Scommesse ha sostenuto nell'ottobre 2023, in risposta a un'indagine de La Gazzetta dello Sport, che il Decreto Dignità ha attivamente favorito il mercato nero, citando stime di 25 miliardi di euro di scommesse annuali senza licenza in Italia e circa 1 miliardo di euro di ricavi lordi da gioco persi ogni anno a favore degli operatori offshore.
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana ha approvato 46 operatori per il nuovo regime di licenze per il gioco d'azzardo online del Paese alla fine del 2025, generando 365 milioni di euro di entrate dirette, una cifra superiore alla fascia prevista dal governo. Si prevede che il ricavo lordo del gioco d'azzardo online supererà i 5,5 miliardi di euro entro la fine del 2026.
La legislazione per sostituire formalmente il Decreto Dignità non è ancora stata presentata in Parlamento e, mentre la riforma delle sponsorizzazioni gode di ampio sostegno politico, l'allentamento delle restrizioni sulla pubblicità televisiva e digitale dovrebbe incontrare una resistenza più forte da parte dei gruppi per la salute pubblica e dei partiti di opposizione come il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.
Gravina è stato eletto presidente della FIGC nell'ottobre 2018 e ha guidato l'Italia alla vittoria di Euro 2020, ma ha anche presieduto alla mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali del 2022 e del 2026. Anche l'allenatore Gennaro Gattuso e il direttore generale Gianluigi Buffon si sono dimessi sulla scia della sconfitta contro la Bosnia. Il suo successore sarà eletto il 22 giugno.















