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L'IA trasformerà il Web3 in un 'Livello di Coordinamento della Conoscenza', afferma Ram Kumar di Openledger.

Ram Kumar crede che gli sviluppatori siano attratti dall’intelligenza artificiale (AI) on-chain per i suoi nuovi enigmi tecnici, modelli di business sostenibili e significato culturale. Consiglia agli aspiranti costruttori di affrontare l’AI come un progetto di ricerca volto a risolvere sfide aperte.

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L'IA trasformerà il Web3 in un 'Livello di Coordinamento della Conoscenza', afferma Ram Kumar di Openledger.

Oltre l’Hype

Negli ultimi mesi, il settore dell’AI ha catturato il mondo tecnologico, attirando una significativa attenzione e, in particolare, una migrazione visibile degli sviluppatori blockchain dalla finanza decentralizzata (DeFi) verso progetti centrati sull’AI. Oltre l’hype iniziale e l’impennata dei prezzi dei token AI, questo cambiamento segnala un’evoluzione più profonda all’interno del Web3, guidata da nuove sfide tecniche e dall’innegabile rilevanza culturale dell’AI.

Ram Kumar, un collaboratore principale e co-fondatore di Openledger, un protocollo focalizzato su un’economia “payable AI”, offre una spiegazione convincente per questo esodo. “Gli sviluppatori oggi si stanno dirigendo verso l’AI on-chain perché offre nuovi enigmi tecnici, modelli di business più sostenibili e più sani, e una maggiore rilevanza culturale nell’attuale era dell’AI,” ha affermato Kumar.

Sebbene la DeFi rimanga un pilastro fondamentale del Web3, il suo percorso verso un’adozione diffusa ha affrontato ostacoli. “La DeFi ha raggiunto un plateau in termini di innovazioni continue, affrontando ulteriori sfide tecniche e regolatorie, con margini sempre più sottili,” ha osservato Kumar. Questo contrasta nettamente con le crescenti opportunità nell’AI.

Ha evidenziato che “temi centrati sull’AI come l’inferenza verificabile, i flussi di royalties sui dati e l’esecuzione di modelli consapevole del gas forniscono una nuova sfida interessante per gli sviluppatori, avendo una base di utenti potenziali molto più ampia.” Nel frattempo, Kumar ha anche offerto consigli agli sviluppatori che aspirano a costruire in questo nuovo e dinamico fronte.

“Il mio consiglio per i costruttori è di affrontare l’AI innanzitutto come un progetto di ricerca, sperando di risolvere sfide aperte che vedono intorno a loro,” ha detto il co-fondatore di Openledger.

Guardando al futuro, Kumar crede che la continua convergenza di AI e Web3 stia fondamentalmente rimodellando il paesaggio. “L’AI oggi sta trasformando il Web3 da uno strato di coordinazione del capitale a uno strato di coordinazione della conoscenza,” ha spiegato, suggerendo un profondo cambiamento nella funzione primaria e nella proposta di valore delle reti decentralizzate.

Questa evoluzione, sostiene Kumar, è pronta a offrire benefici tangibili e esperienze nuove sia per gli utenti Web3 che DeFi.

Il Vero Costo della Regolamentazione

Nonostante il clamore implacabile che circonda AI e Web3, la loro fusione rimane in gran parte teorica, con applicazioni mainstream ancora in ritardo rispetto alle aspettative. Mentre le discussioni evidenziano il loro potenziale trasformativo, le implementazioni tangibili negli ecosistemi quotidiani dei consumatori o delle imprese sono scarse.

Nelle sue risposte scritte condivise con Bitcoin.com News, Kumar identifica diversi ostacoli chiave che ostacolano l’adozione mainstream di AI e l’applicazione diretta del Web3. Il primo è il costo proibitivo coinvolto nell’esecuzione di grandi modelli on-chain, che può “costare da dieci a cento volte più dell’inferenza off chain.” La mancanza di dati di alta qualità sulle blockchain pubbliche presenta anche una sfida, poiché la maggior parte dei dati preziosi attualmente risiede off-chain.

Secondo Kumar, l’attuale esperienza utente è percepita come onerosa, richiedendo agli individui di gestire più elementi come portafogli crypto e talvolta persino abbonamenti GPU. Tuttavia, il co-fondatore di Openledger è ottimista sul fatto che soluzioni rivoluzionarie siano vicine.

“I rollup e i coprocessori a conoscenza zero sono pronti a ridurre significativamente i costi, le prove di provenienza ridurranno il rischio dei flussi di dati off chain, e gli agenti nativi dei portafogli nasconderanno la complessità, ma quegli attriti mantengono per ora la maggior parte delle implementazioni nei laboratori mentre l’ecosistema continua a svilupparsi ulteriormente e maturare,” ha dichiarato Kumar.

Le crescenti preoccupazioni che l’AI, se lasciata non regolamentata, possa rappresentare un pericolo per la società, hanno visto un certo numero di paesi promulgare leggi o imporre regolamentazioni appropriate. Per esempio, nel 2024, alcuni 31 stati negli Stati Uniti hanno promulgato leggi relative all’AI, coprendo deepfake, bias algoritmico e trasparenza. In Europa, l’AI Act, il primo del suo genere a livello mondiale, impone regole rigide sulle applicazioni AI ad alto rischio.

Molti sostenitori dell’innovazione insistono sul fatto che tali leggi rallentano lo sviluppo di tecnologie utili. Kumar, tuttavia, va oltre incorniciando la regolamentazione come una forza reattiva che alla fine segue la tecnologia per garantire sicurezza ed equità, ma spesso con conseguenze indesiderate. Cita l’AI Act dell’Unione Europea che, nonostante le sue buone intenzioni, “potrebbe escludere le startup prima che raggiungano mai l’adattamento al mercato del prodotto.”

Alla domanda su come farebbe diversamente rispetto a molti regolatori fino ad ora, Kumar ha detto:

“Adotterei una tassonomia incentrata sulla funzione che distingue i token di pagamento, governance e accesso ai dati, concedendo un periodo di sicurezza dalle diciotto alle ventiquattro mesi durante il quale le nuove reti sono autorizzate a decentralizzarsi pubblicando al tempo stesso telemetria aperta.”

Il co-fondatore di Openledger ha detto a Bitcoin.com News che sosterebbe regolamentazioni più leggere per incentivare modelli AI open-source, critici per la sicurezza, che vengono forniti con suite di valutazione. Questo approccio, sostiene, promuove trasparenza e consente a tutte le parti interessate di affrontare in sicurezza le preoccupazioni, senza compromettere la protezione dei consumatori.