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L'ente regolatore sudcoreano esorta i gestori di ETF a ridurre l'esposizione alle società legate alle criptovalute

Un regolatore finanziario sudcoreano ha emesso una guida verbale alle società di gestione patrimoniale nazionali, consigliando loro di limitare la proporzione di azioni legate alle criptovalute nei loro fondi scambiati in borsa.

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L'ente regolatore sudcoreano esorta i gestori di ETF a ridurre l'esposizione alle società legate alle criptovalute

Inclusioni in Aumento di Azioni a Tema ‘Coin’ Stimolano la Cautela

Il Servizio di Supervisione Finanziaria della Corea del Sud (FSS) avrebbe emesso una guida verbale alle società di gestione patrimoniale nazionali, esortandole a limitare la proporzione di azioni legate agli asset cripto nei fondi quotati scambiati in borsa (ETF). La mossa serve come promemoria che le “misure di emergenza relative alle valute virtuali” annunciate dalle autorità finanziarie nel 2017 rimangono in vigore.

Secondo un rapporto locale, l’FSS ha consigliato ai gestori patrimoniali di ridurre le azioni di società come Coinbase e Strategy nei loro portafogli ETF. Il regolatore ha sottolineato la necessità di rispettare la guida amministrativa del 2017, che vieta alle società finanziarie istituzionali di detenere, acquistare, accettare come garanzia o investire in asset virtuali.

Un funzionario anonimo dell’FSS ha chiarito la posizione, affermando: “Recentemente, c’è stata una tendenza alla deregolamentazione legata agli asset virtuali negli Stati Uniti e in Corea, ma non sono ancora state stabilite leggi o linee guida specifiche. Questo significa che le linee guida esistenti devono essere seguite fino a quando il nuovo sistema non sarà completo.”

La guida verbale è vista come una risposta alla recente ondata di inclusione delle cosiddette azioni a tema “coin”—borse di criptovalute, società di mining e aziende di tecnologia blockchain—nel mercato ETF locale.

Come notato nel rapporto, molti ETF quotati a livello nazionale attualmente detengono proporzioni significative di azioni legate agli asset cripto, spesso superando il 10%. Ad esempio, l’ACE U.S. Stock Bestseller ETF di Korea Investment Trust Management, che segue l’indice delle azioni più vendute negli Stati Uniti di F&Guide, destina il 14,59% a Coinbase.

Allo stesso modo, il KoACT U.S. Nasdaq Growth Company Active ETF include il 7,44% a Coinbase e il 6,04% a Strategy, totalizzando il 13,48% in azioni correlate. Il KoACT Global AI & Robot Active ETF detiene il 10,34% a Coinbase, e il TIMFOLIO U.S. Nasdaq 100 Active ETF di Timefolio Asset Management investe circa l’8% in azioni legate ai coin.

L’Industria Affronta un Dilemma di Conformità

I gestori patrimoniali sostengono che escludere immediatamente queste azioni pone delle sfide. Mentre gli ETF attivi possono regolare le partecipazioni a discrezione del gestore, gli ETF passivi sono vincolati ai loro indici sottostanti.

“Poiché la struttura segue direttamente l’indice, se le azioni vengono escluse arbitrariamente senza cambiare l’indice, l’errore di tracciamento potrebbe aumentare notevolmente,” ha spiegato un insider dell’industria. “Capisco il tono regolatore, ma non è facile rispondere immediatamente.”

Un funzionario dell’FSS ha riconosciuto questa preoccupazione: “Siamo pienamente consapevoli che gli ETF passivi non possono essere esclusi a discrezione della società di gestione patrimoniale poiché la loro struttura segue direttamente l’indice sottostante. Questa dichiarazione è intesa a incoraggiare la cautela nella progettazione complessiva dei prodotti ETF fino a quando il sistema non sarà riorganizzato.”

I critici dell’industria mettono anche in dubbio l’equità di applicare standard regolatori solo agli ETF domestici, osservando che gli investitori sudcoreani stanno già investendo indirettamente in società di asset virtuali tramite fondi quotati negli Stati Uniti.

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