Citrini Research ha pubblicato questa settimana un provocatorio saggio che ipotizza una "crisi globale dell'intelligence nel 2028", suscitando un ampio dibattito online sul fatto che l'intelligenza artificiale (AI) possa erodere la base di reddito che sostiene l'economia moderna.
Intelligenza abbondante, posti di lavoro scarsi: uno sguardo al memo teorico sull'intelligenza artificiale diventato virale

Il saggio macroeconomico di Citrini Research esamina le conseguenze economiche di un'IA troppo efficiente
Citrini Research, fondata da James Van Geelen, è una società di ricerca macroeconomica indipendente nota per le sue analisi tematiche approfondite che esplorano gli effetti economici di secondo ordine. I suoi saggi, distribuiti principalmente attraverso Substack, spesso fondono la storia finanziaria con la costruzione di scenari speculativi volti a mettere alla prova le narrazioni prevalenti.
Il nuovo articolo, intitolato "The 2028 Global Intelligence Crisis" (La crisi globale dell'intelligenza del 2028), è chiaramente inquadrato come un esercizio di riflessione piuttosto che come una previsione. Gli autori affermano apertamente che lo scenario non è affatto una previsione, ma un tentativo di modellare i rischi poco esplorati con l'accelerazione delle capacità dell'IA. Strutturato come un promemoria retrospettivo del giugno 2028, il saggio immagina un'economia trasformata da una "intelligenza abbondante". In questo futuro ipotetico, la disoccupazione raggiunge il 10,2% e i colletti bianchi, un tempo colonna portante della spesa discrezionale dei consumatori, devono affrontare uno spostamento strutturale.
Al centro dell'argomentazione c'è un concetto che gli autori chiamano "PIL fantasma". Nello scenario, l'IA aumenta notevolmente la produttività e la produzione aziendale, ma i benefici non riescono a circolare tra le famiglie perché le macchine non guadagnano salari né spendono denaro. La produzione aumenta sulla carta, mentre l'economia di consumo incentrata sull'uomo si contrae. Il saggio descrive un circolo vizioso: le aziende utilizzano l'intelligenza artificiale per ridurre i costi del lavoro, i lavoratori licenziati riducono la spesa, la domanda si indebolisce e le aziende investono ancora di più nell'intelligenza artificiale per preservare i margini. Il risultato, secondo gli autori, è una "spirale di sostituzione dell'intelligenza" senza un freno naturale evidente.
Gli autori sostengono che la forte dipendenza dell'economia statunitense dai servizi impiegatizi la rende particolarmente sensibile all'automazione del lavoro cognitivo. Storicamente, le rivoluzioni tecnologiche hanno sostituito alcuni lavori, ma ne hanno creati altri. Il saggio si interroga sul fatto che l'IA, come forma di intelligenza generale, possa comprimere tale ciclo di adeguamento.
Dopo la pubblicazione, il pezzo si è diffuso rapidamente sui social media, in particolare su X, dove ha raggiunto un pubblico ben oltre i circoli finanziari. I sostenitori lo hanno descritto come un severo stress test dell'ottimismo sull'IA, un promemoria del fatto che gli aumenti di produttività non si traducono automaticamente in una prosperità diffusa.
"L'IA potrebbe innescare una crisi globale entro il 2028", ha scritto l'account X denominato Traders Paradise. Un utente dei social media ha affermato che le azioni delle carte di credito sono in calo a causa del saggio. "Le azioni delle carte di credito sono in forte calo sulla base di Citrini Research, secondo cui gli agenti IA finiranno per effettuare transazioni su binari di pagamento Stablecoin e aggirare l'interchange", ha dichiarato l'account X Bearly AI.

"Questo è uno degli articoli più stimolanti che abbia mai letto", ha commentato un lettore nella sezione commenti sotto il saggio di Citrini. "Stimolante ma infinitamente deprimente", ha sottolineato un altro lettore. L'individuo ha aggiunto:
"Poche persone, a cui nessuno ha chiesto nulla, stanno guidando e sostenendo la creazione di una tecnologia che nessuno ha richiesto e di cui nessuno ha bisogno. Il risultato? Pochi ottengono ricchezze infinite, mentre le vite[of]di centinaia di milioni di persone che hanno lavorato duramente per costruirle svaniscono davanti ai loro occhi".
I critici, tuttavia, hanno contestato sia il tono che la tempistica. Economisti e tecnologi hanno sostenuto che lo scenario comprime anni di cambiamenti strutturali in un arco di tempo incredibilmente breve. Altri hanno affermato che sottovaluta la capacità di adattamento umana e la probabilità che nuove industrie e ruoli emergano parallelamente all'implementazione dell'IA.
Anche l'autore ha affrontato la viralità del saggio tramite l'account X di Citrini. "Questo è il primo articolo che ho scritto con l'esplicita speranza di sbagliarmi", afferma il post su X. "Questo è possibile se le persone discutono degli argomenti sollevati, diventano più proattive e sono consapevoli dei rischi inerenti a ciò che sta accadendo nella tecnologia. Sono lieto che le persone stiano cercando di dimostrarlo o smentirlo".

Che l’immaginaria “crisi globale dell’intelligenza” rimanga un ammonimento speculativo o si evolva in qualcosa di più concreto, il saggio ha chiaramente attinto a un più ampio malessere culturale riguardo all’abbondanza dell’intelligenza e al fatto che il lavoro umano diventi facoltativo.
FAQ 🔎
- Cos'è il saggio sulla crisi globale dell'intelligenza del 2028? Si tratta di uno scenario ipotetico elaborato da Citrini Research che esplora come la rapida adozione dell'IA potrebbe sconvolgere l'occupazione dei colletti bianchi e la domanda dei consumatori.
- Il saggio è una previsione? No, gli autori lo descrivono come un esperimento mentale progettato per evidenziare i potenziali rischi piuttosto che prevedere un risultato specifico.
- Cosa significa "PIL fantasma"? Si riferisce agli aumenti di produttività determinati dall'intelligenza artificiale che aumentano le statistiche di produzione ma non si traducono in reddito o spesa delle famiglie.
- Perché il saggio è diventato virale? La sua narrazione dettagliata e la cruda descrizione della sostituzione dei posti di lavoro guidata dall'IA hanno scatenato un ampio dibattito sui social media e nei circoli economici.














