Secondo quanto riferito, il Vietnam starebbe portando avanti piani volti a impedire ai propri cittadini di effettuare operazioni su piattaforme di criptovalute estere, accelerando al contempo l’introduzione di un regime di licenze nazionale rigorosamente controllato per gli exchange di asset digitali.
Il Vietnam prevede di vietare il trading di criptovalute all'estero mentre avvia le operazioni delle piattaforme nazionali

Banche e broker vietnamiti in competizione per le licenze crypto mentre si profila il divieto
Reuters ha riferito che il Ministero delle Finanze sta elaborando norme che vieterebbero ai cittadini vietnamiti di utilizzare piattaforme straniere come Binance, OKX e Bybit, allineando la restrizione a un programma pilota quinquennale che ha aperto le candidature per gli scambi nazionali nel gennaio 2026. La politica è concepita per portare l'attività crypto sotto la supervisione dello Stato, mantenendo al contempo le commissioni di transazione e i flussi di capitale all'interno del Vietnam.
Le autorità di regolamentazione sostengono da tempo che le criptovalute non hanno corso legale, una posizione in vigore dal 2017, ma ne è consentito il possesso. Un cambiamento è iniziato nel giugno 2025, quando l'Assemblea Nazionale ha approvato la Legge sull'Industria delle Tecnologie Digitali, riconoscendo formalmente le criptovalute come proprietà e ponendo le basi per lo sviluppo di un mercato regolamentato.
Nell'ambito dell'attuale programma pilota, solo le società vietnamite possono richiedere licenze di scambio, con un requisito patrimoniale minimo di circa 10 trilioni di dong vietnamiti, ovvero all'incirca da 380 a 400 milioni di dollari. La partecipazione straniera è limitata al 49% e i richiedenti devono soddisfare requisiti rigorosi in materia di governance, sicurezza informatica, conformità antiriciclaggio e resilienza operativa.
I funzionari sostengono che limitare il trading all'estero contribuirebbe a frenare la fuga di capitali, ridurre l'esposizione alle frodi e rafforzare la vigilanza. Phan Duc Trung, presidente della Vietnam Blockchain and Digital Assets Association, ha affermato che la politica potrebbe catturare significative entrate derivanti dalle commissioni di trading che attualmente fluiscono all'estero, sostenendo al contempo l'economia digitale del Paese, sebbene abbia osservato che i quadri fiscali e di vigilanza rimangono incompleti.
"Ciò non solo contribuirebbe alle entrate del bilancio statale, ma promuoverebbe anche la crescita dell'economia digitale nazionale", ha dichiarato ai giornalisti di Reuters Khanh Vu e Phuong Nguyen.

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Se attuate, le norme spingerebbero gli utenti vietnamiti verso un numero limitato di piattaforme locali autorizzate, limitando potenzialmente l'accesso alla liquidità globale e aumentando al contempo i requisiti di conformità, come la verifica dell'identità. Le borse estere potrebbero perdere una quota sostanziale del volume di scambi vietnamiti se l'accesso venisse limitato o bloccato.
Il programma pilota potrebbe vedere il lancio delle prime borse autorizzate già nel marzo 2026, con le autorità che dovrebbero perfezionare le norme in materia di tassazione, custodia e vigilanza transfrontaliera durante i cinque anni di sperimentazione. Il risultato potrebbe posizionare il Vietnam come modello per i mercati delle criptovalute fortemente regolamentati nel Sud-Est asiatico.
FAQ 🔎
- Le criptovalute sono legali in Vietnam? Il possesso di criptovalute è consentito, ma non sono riconosciute come moneta a corso legale per i pagamenti.
- Il Vietnam vieterà Binance e altre piattaforme di scambio straniere? Le autorità stanno elaborando norme che vieterebbero ai cittadini di effettuare operazioni su piattaforme estere.
- Chi può gestire exchange di criptovalute in Vietnam? Solo le società nazionali che soddisfano rigorosi requisiti di capitale e conformità possono richiedere le licenze.
- Quando entreranno in vigore le norme vietnamite sulle criptovalute? La restrizione sul trading all'estero è ancora in fase di bozza, mentre gli exchange autorizzati potrebbero essere lanciati durante la fase pilota del 2026.














