Una recente sentenza dell'Alta Corte del Regno Unito ha chiarito lo status giuridico del bitcoin, affermando che, pur essendo considerato un bene, esso non può essere oggetto delle tradizionali azioni legali applicabili ai beni materiali.
Il tribunale ribadisce lo status del Bitcoin come bene, ma limita le richieste di risarcimento per illecito civile in una causa da 172 milioni di dollari

La controversia sui bitcoin da 172 milioni di dollari
In una sentenza storica, l'Alta Corte di Giustizia ha chiarito lo status giuridico delle risorse digitali, affrontando in particolare la questione se il bitcoin possa essere soggetto alle tradizionali rivendicazioni legali relative ai beni fisici. Nel caso Ping Fai Yuen contro Fun Yung Li e Anor, il giudice Cotter ha stabilito che, sebbene il bitcoin sia indiscutibilmente una proprietà, non può essere convertito o violato allo stesso modo dei beni fisici.
Il caso verte sul presunto furto di 2.323 bitcoin, del valore di circa 172 milioni di dollari al prezzo di mercato odierno. Yuen ha affermato che, durante la crisi del suo matrimonio, la moglie da cui si era separato lo ha registrato di nascosto per ottenere la sua frase seed di 24 parole relativa al suo cold wallet Trezor. Secondo la denuncia, Li avrebbe poi utilizzato la frase per trasferire i fondi a 71 diversi indirizzi blockchain.
A sostegno della sua causa, Yuen ha fornito registrazioni audio del luglio 2023 in cui la sua ex moglie avrebbe discusso su come incassare i fondi senza essere scoperta e avrebbe chiesto informazioni sull’origine del “primo tesoro”. Sebbene il furto in sé rimanga contestato, la battaglia legale si è concentrata su un cavillo della common law inglese. Yuen ha presentato una richiesta di risarcimento per responsabilità oggettiva, sostenendo un’interferenza illecita con i beni e un’interferenza diretta con la proprietà personale.
I convenuti hanno chiesto di respingere tali richieste, sostenendo che, poiché il bitcoin è un bene digitale immateriale, non può essere soggetto a illeciti civili previsti per i beni materiali.
Sentenza giudiziaria sui "salti dottrinali"
Il giudice Cotter ha concordato, respingendo le richieste di risarcimento per appropriazione indebita e violazione di domicilio. La sua sentenza ha evidenziato due punti chiave: in primo luogo, che l'appropriazione indebita è storicamente radicata nell'interferenza con il possesso fisico, ed estenderla ai beni immateriali non sarebbe un "modesto perfezionamento" ma un "salto dottrinale".
In secondo luogo, sebbene una recente legge abbia confermato che i beni digitali costituiscono una terza categoria di beni personali, il Parlamento non aveva inteso che ciò si estendesse automaticamente ai reati civili fisici. Cotter ha citato la decisione della Corte Suprema nel caso OBG contro Allan (2008) come precedente vincolante, limitando l'appropriazione indebita ai beni tangibili.

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FAQ ❓
- Qual è stata la sentenza chiave dell'Alta Corte riguardo ai bitcoin? L'Alta Corte ha chiarito che, sebbene i bitcoin siano beni, non possono essere oggetto di azioni legali tradizionali come i beni fisici.
- Quale caso ha dato origine a questo chiarimento giuridico? La sentenza è scaturita dal caso Ping Fai Yuen contro Fun Yung Li, riguardante il presunto furto di 2.323 bitcoin per un valore di circa 172 milioni di dollari.
- Quali implicazioni ha questa sentenza per le vittime di furti di beni digitali? Le vittime potrebbero trovare più difficile recuperare i bitcoin rubati attraverso le tradizionali azioni di responsabilità civile, ma possono comunque perseguire il recupero della proprietà.
- Come ha motivato questa sentenza il giudice Cotter? Il giudice Cotter ha sottolineato che estendere le responsabilità civili previste per i beni tangibili alle risorse digitali immateriali richiederebbe modifiche giuridiche significative, piuttosto che piccoli adeguamenti.














