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Il miliardario Ray Dalio afferma che il cambiamento di QE della Fed rischia di alimentare un'euforia a livello di bolla

Il miliardario investitore Ray Dalio afferma che l’ultimo cambio della Federal Reserve verso una politica monetaria espansiva sembra meno una gestione di crisi e più un pericoloso bis, stimolando un mercato già in bolla piuttosto che salvare uno che affonda.

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Il miliardario Ray Dalio afferma che il cambiamento di QE della Fed rischia di alimentare un'euforia a livello di bolla

Ray Dalio lancia l’allarme: il QE è tornato, e non è quello che pensi

Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates e architetto del quadro “Big Debt Cycle”, ha un messaggio per coloro che stanno celebrando il cambio della Federal Reserve dal restringimento monetario (QT) all’allentamento quantitativo (QE): non stappate lo champagne ancora.

Il miliardario investitore sostiene che la mossa sembra uno stimolo furtivo nel momento sbagliato, in un mercato già in fermento di speculazioni. Nell’ultimo articolo su X, intitolato significativamente “Stimolare una Bolla,” sostiene che la decisione della Fed di smettere di ridurre il suo bilancio e iniziare ad aggiungere liquidità di nuovo potrebbe essere “tecnica” solo nel nome.

Nelle sue parole, “in qualsiasi modo la si guardi, è una mossa di allentamento.” Il momento, avverte, è ciò che la rende rischiosa. Invece di salvare un’economia sull’orlo del baratro, la Fed potrebbe soffiare sul fuoco di una bolla emergente, una che secondo lui è già visibile nelle azioni della intelligenza artificiale (AI) e nel mercato azionario più ampio.

L’avvertimento di Dalio si basa su una logica semplice ma minacciosa: quando la Fed espande il suo bilancio, abbassa i tassi, e lo fa mentre i deficit fiscali crescono a dismisura, inizia effettivamente a monetizzare il debito governativo. Dalio dice che questa dinamica—le banche centrali che acquistano titoli per aiutare i governi a finanziare se stessi—è una caratteristica distintiva della “fase avanzata” in un superciclo del debito, lo stesso schema che ha descritto nel suo libro “How Countries Go Broke: The Big Cycle.”

“Il QE oggi non sarebbe uno stimolo in una depressione,” ha scritto, “ma piuttosto uno stimolo in una bolla.” Questo perché l’economia è tutt’altro che debole: l’S&P 500 è a livelli record, gli spread creditizi sono stretti, la disoccupazione rimane bassa e l’inflazione è ancora sopra il target. Nel manuale di Dalio, questi sono esattamente i momenti in cui una banca centrale dovrebbe frenare, non stimolare, il sistema.

Egli sottolinea anche che quando le banche centrali “stampano denaro” per acquistare obbligazioni, la liquidità prima fa aumentare i prezzi degli attivi finanziari prima di filtrare nei beni, servizi e mercati del lavoro. Il risultato? Inflazione degli attivi che avvantaggia i detentori di azioni e beni immobili mentre lascia indietro tutti gli altri. È ciò che chiama “acceleratore del divario di ricchezza”. E mentre la prima fase di questa politica può innescare un rally euforico—come nel 1999 o nel 2010—finisce inevitabilmente per attirare la nausea dell’inflazione, tassi più alti e prezzi degli attivi in caduta.

“Durante quel rialzo e appena prima del restringimento sufficiente a frenare l’inflazione—che farà scoppiare la bolla—è classicamente il momento ideale per vendere,” ha osservato Dalio, suggerendo che gli investitori dovrebbero osservare attentamente quel punto di inflessione.

La sua analisi arriva mentre i mercati globali vacillano sotto la speculazione alimentata dall’AI e mentre il Presidente Trump vanta il boom manifatturiero americano come prova di forza economica duratura. Per Dalio, entrambe le storie—la mania dell’AI e l’esuberanza fiscale—si adattano perfettamente allo stesso modello di fine ciclo. Moneta facile, valutazioni speculative e pressione politica per la crescita a qualsiasi costo sono, nel suo punto di vista, gli ingredienti finali di una bolla che viene attivamente gonfiata dalla politica.

Se la Fed inizia a espandere significativamente il suo bilancio mentre taglia i tassi in una forte crescita e in grandi deficit fiscali, Dalio dice che segnerà “una classica interazione monetaria e fiscale” tra la Fed e il Tesoro—una che rischia di “stimolare una bolla.”

La conclusione dell’investitore non è apocalittica, ma è tutt’altro che confortante. Nel breve termine, si aspetta che l’eccesso di liquidità faccia salire i prezzi degli attivi a rischio—soprattutto azioni a lunga durata e coperture contro l’inflazione come l’oro. Ma nel tempo, vede l’inflazione tornare con vendetta, erodendo i rendimenti reali e costringendo la Fed a stringere di nuovo. In tal senso, Dalio vede i prossimi mesi come un’eco dei precedenti rialzi di fine ciclo: lucrativi per i trader, punitivi per i ritardatari.

Come dice lui, questo non è una missione di salvataggio—è déjà vu con un bilancio più grande.

FAQ

  • Cosa ha detto Ray Dalio riguardo al cambio di rotta della Federal Reserve sul QE?
    Dalio ha avvertito che il passaggio della Fed verso l’allentamento potrebbe alimentare una bolla di mercato piuttosto che prevenire una recessione.
  • Perché Dalio crede che la Fed stia “stimolando una bolla”?
    Dice che la Fed sta aggiungendo liquidità e tagliando i tassi mentre valutazioni, deficit e inflazione rimangono elevati.
  • Quali attivi si aspetta Dalio che beneficino di questa fase?
    Si aspetta che oro, attivi reali e investimenti legati all’inflazione sovraperformino mentre la liquidità si espande e l’inflazione ritorna.