Il Giappone sta procedendo a una riforma della regolamentazione delle criptovalute, considerando gli asset digitali come strumenti finanziari, rafforzando la vigilanza e introducendo misure più rigorose a tutela degli investitori: ciò segna un importante cambiamento verso l’allineamento istituzionale, ridefinendo al contempo il funzionamento dei mercati delle criptovalute. Punti chiave:
Il Giappone porta avanti la riforma della regolamentazione delle criptovalute, allineando le attività digitali ai quadri normativi dei mercati finanziari tradizionali

- L'Agenzia dei servizi finanziari giapponese ridefinisce le criptovalute come parte integrante della finanza, accelerandone l'accettazione da parte del grande pubblico.
- Bitcoin e le risorse digitali beneficiano di regole più chiare, sbloccando la domanda istituzionale e la maturità del mercato.
- L'avanzamento delle riforme da parte del parlamento giapponese segnala una tendenza globale verso la legittimazione delle criptovalute come classe di attività regolamentata.
Il cambiamento della regolamentazione delle criptovalute in Giappone verso un quadro normativo per gli strumenti finanziari
Il Giappone sta portando avanti cambiamenti alla regolamentazione delle criptovalute mentre la vigilanza istituzionale si espande nei mercati finanziari e le priorità politiche si spostano verso la protezione degli investitori e l'integrità del mercato. La principale autorità di regolamentazione finanziaria del paese, l'Agenzia dei servizi finanziari (FSA), ha pubblicato nel febbraio 2026 i risultati del Gruppo di lavoro sui sistemi di criptovalute facente parte del suo organo consultivo, il Consiglio del sistema finanziario. Il gruppo, composto da esperti nei settori legale, finanziario e tecnologico, si è riunito sei volte e ha pubblicato una versione giapponese del proprio rapporto alla fine dello scorso anno. I risultati delineano un ampio sforzo volto ad allineare la regolamentazione delle criptovalute alle modalità di utilizzo di tali asset nella pratica.
Riclassificazione delle criptovalute ai sensi della legge finanziaria
L'organismo di regolamentazione giapponese ha proposto di inserire le criptovalute in una categoria giuridica più strutturata all'interno dei mercati finanziari, trasferendo la supervisione dalla Legge sui servizi di pagamento alla Legge sugli strumenti finanziari e sulle borse. Questa transizione separa le criptovalute dai quadri normativi incentrati sui pagamenti e le allinea agli strumenti di investimento, pur continuando a distinguerle dai titoli tradizionali. La proposta riflette il crescente riconoscimento delle criptovalute come veicoli di investimento e la necessità di regole coerenti in tutti i mercati finanziari. Il rapporto afferma:
"Le criptovalute sono sempre più riconosciute come obiettivi di investimento."
Il quadro normativo mantiene le esclusioni per determinati asset digitali come gli NFT e specifiche stablecoin, preservando le distinzioni basate sulle loro caratteristiche funzionali. Le autorità sottolineano inoltre la necessità di ridurre l’ambiguità nelle definizioni e di rafforzare la chiarezza nell’applicazione delle norme, man mano che la partecipazione si espande nei segmenti retail e istituzionali.
Rafforzamento della divulgazione delle informazioni e della trasparenza
Le autorità di regolamentazione hanno identificato l’asimmetria informativa come una questione centrale che riguarda i partecipanti al dettaglio, in particolare tra emittenti, fornitori di servizi e investitori individuali. La proposta introduce requisiti di divulgazione più rigorosi sia durante le offerte iniziali che nei periodi successivi alla quotazione, richiedendo spiegazioni chiare su tecnologia, offerta, rischi e destinazione d’uso. I fornitori di servizi di scambio di cripto-asset devono inoltre fornire informazioni dettagliate anche quando non avviene alcuna raccolta di fondi. Per quanto riguarda i cripto-asset, come il bitcoin, il gruppo ha sottolineato che le normative:
“Devono eliminare l’asimmetria informativa tra i detentori al dettaglio e gli esperti in termini di natura tecnica e competenza in materia di cripto-asset.”
I meccanismi di applicazione includono sanzioni penali, civili e amministrative per informazioni inesatte o mancanti, oltre a revisioni rafforzate delle quotazioni attraverso organismi di vigilanza indipendenti progettati per migliorare la neutralità e ridurre i conflitti di interesse.
Ampliare la vigilanza sulle attività legate alle criptovalute
Il rapporto raccomanda l’applicazione di standard normativi paragonabili a quelli delle istituzioni finanziarie tradizionali, attribuendo una maggiore responsabilità ai fornitori di servizi di criptovalute. Queste misure includono requisiti di sicurezza informatica potenziati lungo le catene di approvvigionamento operative, in risposta ai ripetuti incidenti di deflusso di asset legati agli attacchi informatici. Le autorità propongono inoltre sanzioni più severe per gli operatori non registrati e una supervisione estesa dei servizi di consulenza e gestione degli investimenti legati alle criptovalute. Il gruppo ha sottolineato:
"Rafforzare la gestione della sicurezza informatica, compresa la catena di approvvigionamento".
Ulteriori misure di salvaguardia includono restrizioni sui trasferimenti verso portafogli non ospitati dopo la creazione dell’account e requisiti relativi alle riserve di responsabilità per risarcire gli utenti in caso di perdite non autorizzate. Le banche e le compagnie assicurative potranno partecipare a condizioni rigorose di gestione del rischio, a testimonianza di un’integrazione istituzionale cauta.

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Contrastare gli abusi di mercato e garantire la correttezza delle negoziazioni
La proposta introduce norme sull'insider trading su misura per le criptovalute, colmando le lacune delle leggi attuali che non coprono direttamente tali pratiche. Queste regole mirano ad allinearsi agli standard internazionali, tenendo conto delle caratteristiche uniche dei mercati delle criptovalute. Il quadro definisce gli insider in senso lato e identifica eventi rilevanti come quotazioni, delisting e transazioni di grandi dimensioni. Il gruppo ha raccomandato:
"Dovrebbero essere stabilite norme in materia di insider trading relative alle criptovalute."
Le autorità intendono istituire meccanismi di applicazione sotto l’egida della Commissione di vigilanza sui titoli e gli scambi, inclusi poteri investigativi e sanzioni pecuniarie. La vigilanza sul mercato sarà ampliata attraverso il coordinamento tra autorità di regolamentazione, organismi di autoregolamentazione e fornitori di servizi.
Tradurre le raccomandazioni in azioni legislative
L’Agenzia dei servizi finanziari ha tradotto il rapporto del gruppo di lavoro del dicembre 2025 in iniziative legislative attualmente in discussione presso il parlamento giapponese. Questi sforzi seguono due percorsi coordinati, tra cui emendamenti alla Legge sugli strumenti finanziari e sulle borse che formalizzano le criptovalute come strumenti finanziari e introducono divieti espliciti sull’insider trading legato a quotazioni non divulgate e informazioni rilevanti. L'agenzia ha inoltre coordinato con il Ministero delle Finanze per allineare la politica fiscale al quadro basato sugli investimenti del rapporto e ha sostenuto lo sviluppo di una "Lista Verde" attraverso l'Associazione giapponese delle borse di asset virtuali e cripto (JVCEA).
Il processo legislativo è ancora in corso mentre le proposte vengono esaminate in commissione, con una votazione parlamentare finale prevista nei prossimi mesi.














