Il 5 febbraio, il bitcoin è crollato del 7% durante la giornata, scendendo al di sotto dei $66.000 e raggiungendo $65.253 su Bitstamp, suscitando timori di un ritiro verso i $60.000. Il calo ha esteso le perdite settimanali del bitcoin oltre il 20% e ha segnato una correzione del 30% dal suo picco di metà gennaio vicino ai $98.000.
Il Fondo è Stato Raggiunto? Bitcoin Testa $65.253 Mentre il Panico di Mercato Prende Piede
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Impatto sul Mercato e Liquidazioni
Il crollo del bitcoin si è intensificato il 5 febbraio quando il principale asset digitale ha infranto il livello di supporto psicologico critico di $66.000, intrappolato in un vortice di vendite forzate aggressive. I dati di mercato rivelano un crollo intraday volatile del 7%, facendo precipitare i prezzi fino a un minimo di $65.253 a metà giornata. Questo calo precipitoso ha riacceso il sentimento ribassista, con i partecipanti al mercato sempre più preoccupati che un ritiro alla soglia dei $60.000—uno scenario precedentemente liquidato come improbabile—sia ora una possibilità concreta.
Quest’ultima fase ribassista ha spinto il deficit settimanale del bitcoin oltre il 20%, rappresentando una correzione sorprendente del 30% dal suo zenit di metà gennaio di quasi $98.000. La carneficina ha trascinato la capitalizzazione di mercato del bitcoin a $1,34 trilioni, portando la valutazione complessiva dell’economia crypto a $2,36 trilioni.
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La velocità del declino del mercato ha innescato un enorme “long squeeze”, risultando in liquidazioni superiori a $1,4 miliardi su posizioni con leva in un arco di 24 ore. Le liquidazioni specifiche del bitcoin hanno superato i $714 milioni, con scommesse long eccessivamente sfruttate che rappresentano un enorme $630 milioni della liquidazione. Secondo Glassnode, l’infrazione del livello di $67.400 ha portato 9,3 milioni di BTC in una condizione di “sott’acqua”, il che significa che una porzione significativa dell’offerta circolante è ora detenuta in perdita—la più alta tale concentrazione di perdite non realizzate dai minimi del mercato di gennaio 2023.

Mentre la spirale iniziale verso il basso è stata catalizzata dalle tensioni geopolitiche e dalla nomina di Kevin Warsh come presidente della Federal Reserve, un malessere sempre più profondo nel settore tecnologico ha esacerbato le vendite. Il Nasdaq ha ceduto 280 punti, ovvero l’1,26%, durante la sessione, dopo un crollo precedente di 500 punti, poiché risultati deludenti da parte dei giganti tecnologici hanno inasprito l’appetito degli investitori.
La correlazione sempre più stretta del bitcoin con il Nasdaq Composite—messo a confronto con il suo disaccoppiamento dagli asset rifugio come l’oro—suggerisce una massiccia rotazione del capitale mentre gli investitori fuggono dagli asset speculativi rischiosi a favore di posture difensive.
Mentre i precedenti bruschi cali del bitcoin erano spesso salutati come opportunità di “acquistare al ribasso”, quell’entusiasmo è assente nel discorso attuale sui social media. Al suo posto, paura e panico hanno preso piede poiché il calo del mercato cancella effettivamente i guadagni spinti dalla vittoria alle elezioni presidenziali del 2024 di Donald Trump.
Commentando l’apparente mancanza di acquirenti, Mohamed A. El-Erian, professore alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania, ha osservato l’ironia della situazione, esprimendo sorpresa che i giocatori istituzionali non abbiano ancora sfruttato questo “mercato di limoni”. El-Erian ha sottolineato che l’attuale ambiente presenta un’opportunità unica per acquisire “buoni” asset—progetti fondamentalmente solidi che vengono scartati da venditori in difficoltà solo per coprire richieste di margine altrove.
Supportando questo punto di vista, gli analisti di Deutsche Bank Marion Laboure e Camilla Siazon hanno suggerito che il calo è una sana, anche se dolorosa, ricalibrazione. Hanno argomentato che il ritiro dagli eccessi speculativi degli ultimi due anni è un passo necessario nella maturazione del bitcoin come classe di asset legittima.
FAQ 💡
- Cosa è successo al bitcoin il 5 febbraio? Il bitcoin è crollato del 7% durante la giornata, infrangendo il supporto a $66K e raggiungendo $65.350.
- Quanto valore è stato perso? La sua capitalizzazione di mercato è scesa a $1,34 trilioni, trascinando l’economia crypto globale a $2,36 trilioni.
- Cosa ha scatenato le vendite? Tensioni geopolitiche, notizie sulla Presidenza della Fed e debolezza del settore tecnologico hanno alimentato vendite forzate.
- Perché questo è importante a livello globale? La correlazione del bitcoin con il Nasdaq mostra capitale che fugge dagli asset a rischio, rimodellando i mercati mondiali.













