Il fondatore della strategia Michael Saylor afferma che il recente calo del bitcoin riflette le normali difficoltà di crescita di una tecnologia trasformativa, non una tesi fallimentare, e ha le storie aziendali per dimostrarlo.
Il fondatore della strategia Michael Saylor risponde alle critiche sul Bitcoin in un'intervista sincera

Saylor: la volatilità del bitcoin è una caratteristica, non un difetto
In un'ampia intervista con Natalie Brunell per Coin Stories, Saylor ha paragonato il calo di circa il 45% del bitcoin dal suo massimo storico a simili ribassi subiti dai titoli tecnologici dominanti, sostenendo che l'innovazione raramente procede in linea retta. Ha osservato che sono passati 137 giorni dall'ultimo picco, definendo il periodo come una normale "valle della disperazione" piuttosto che un fallimento strutturale.
Saylor ha sottolineato il ciclo di ripresa pluriennale di Apple dopo un calo del 45% nel 2012-2013, affermando che il mercato spesso sottovaluta le tecnologie innovative prima di rivalutarle. Secondo lui, il bitcoin sta seguendo un percorso simile, con l'accettazione istituzionale che resta indietro rispetto alla convinzione dei primi sostenitori.
Ha sostenuto che i critici sottovalutano il tempo necessario alla finanza convenzionale per abbracciare una nuova classe di attività. Le banche, ha affermato, potrebbero aver bisogno di quattro-sei anni per custodire, prestare e integrare completamente il bitcoin nei sistemi di credito tradizionali.
"Ci troviamo in una situazione in cui il sistema bancario sta abbracciando il bitcoin in modo progressivo, ma a un ritmo più lento di quanto vorrebbero le persone con scarsa capacità di attenzione", ha detto Saylor a Brunell. "Ci vorranno quattro, cinque, sei anni prima che le banche abbracciano una classe di attività completamente nuova. La gente vorrebbe che il bitcoin fosse riconosciuto in quattro mesi", ha aggiunto.
Secondo Saylor, questo divario limita la monetizzazione dei bitcoin. Ha spiegato che, mentre i titoli azionari tradizionali possono essere dati in garanzia alle principali banche per ottenere prestiti a basso costo, i possessori di bitcoin spesso devono affrontare un accesso limitato al credito o costi di finanziamento elevati. In alcuni accordi offshore, ha avvertito, le garanzie possono essere reipotecate più volte, amplificando la pressione di vendita e frenando l'andamento dei prezzi.
Ha descritto questo fenomeno come un attrito strutturale, non come un difetto dell'asset stesso. A suo avviso, l'assenza di un sistema creditizio completamente formato e non riipotecabile limita la determinazione del prezzo. Saylor ha detto a Brunell:
"Penso che ciò che frena il prezzo dell'asset sia la mancanza di un sistema creditizio completamente formato e non reipotecabile".
La volatilità, tuttavia, rimane centrale nella sua tesi. Saylor ha affermato che le oscillazioni di prezzo del bitcoin riflettono la sua utilità globale, essendo operativo 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Secondo lui, i trader immettono capitale proprio perché l'asset si muove quando gli altri mercati sono chiusi.
Per gli investitori a lungo termine, ha sostenuto, le fluttuazioni a breve termine sono in gran parte rumore. Coloro che si concentrano su un orizzonte temporale di quattro anni, ha detto, dovrebbero considerare i cali episodici come parte di una più ampia traiettoria al rialzo.
Saylor ha ribadito la sua visione a lungo termine, prevedendo rendimenti annuali di circa il 29% su un orizzonte temporale di 21 anni. Ha riconosciuto che i rendimenti potrebbero essere discontinui, ma ha inquadrato questo andamento sinuoso come intrinseco agli asset trasformativi.
Al di là delle previsioni sui prezzi, Saylor ha sottolineato gli sforzi di ingegneria finanziaria di Strategy volti ad ampliare l'attrattiva del bitcoin. Attraverso varie offerte di azioni privilegiate, la società ha cercato di eliminare la volatilità dall'esposizione al bitcoin, ottenendo al contempo un rendimento.
Ha descritto questo approccio come "ingegneria della volatilità", che riduce le oscillazioni di prezzo di alcuni strumenti concentrandole nel capitale comune. L'obiettivo, ha affermato, è quello di creare prodotti che assomiglino a conti stabili e redditizi piuttosto che a titoli azionari altalenanti.
L'adozione al dettaglio, ha sostenuto, dipende dalla capacità di racchiudere il potenziale di crescita del bitcoin in strutture più semplici. Secondo la sua valutazione, molti investitori preferiscono rendimenti prevedibili a doppia cifra con vantaggi fiscali rispetto ad attività a rendimento più elevato accompagnate da forti cali.
Saylor ha anche affrontato questioni esistenziali, tra cui il quantum computing. Ha affermato che il consenso più ampio sulla sicurezza informatica suggerisce che qualsiasi minaccia quantistica significativa rimarrà lontana per più di un decennio. Se tale rischio dovesse emergere, ha aggiunto, i sistemi globali, compreso il bitcoin, adotterebbero probabilmente aggiornamenti di crittografia post-quantistica.
Saylor ha insistito sul fatto che "il consenso della comunità della sicurezza informatica è ampiamente condiviso: il rischio quantistico, se esiste, è lontano più di dieci anni. Non è una questione di questo decennio".
Il CEO di Strategy ha aggiunto:
"Se a quel punto il rischio quantistico dovesse concretizzarsi, assisteremo a un aggiornamento del software che gestisce il sistema bancario globale, Internet, i dispositivi di consumo, tutte le reti crittografiche, la rete Bitcoin – tutto ciò che è digitale – che verrà aggiornato con una crittografia resistente al post-quantistico".
Durante l'intervista, Saylor ha mantenuto un tono familiare: ottimista, combattivo e risoluto. Ha riconosciuto che l'opinione dei media può oscillare dall'euforia alla depressione, ma ha sostenuto che la costante scoperta dei prezzi rende il bitcoin e Strategy intrinsecamente "interessanti" per i mercati.
A suo avviso, tale intensità non è un ostacolo. È il risultato dell'inserimento di quello che lui chiama "capitale digitale" direttamente in un bilancio pubblico.

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FAQ 🔎
- Perché Michael Saylor paragona il bitcoin alla Apple? Sostiene che entrambi hanno subito forti cali prima di ottenere un ampio riconoscimento istituzionale.
- Cosa frena il prezzo del bitcoin secondo Saylor? Egli indica i prestiti bancari tradizionali limitati e la reipotecazione nei mercati ombra.
- Qual è l'approccio di Strategy alla volatilità? L'azienda progetta strumenti preferenziali per ridurre la volatilità e fornire rendimenti definiti.
- Il quantum computing rappresenta una minaccia imminente per il bitcoin? Saylor afferma che l'attuale consenso suggerisce che qualsiasi rischio quantistico significativo è probabilmente lontano più di un decennio.
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