Il bitcoin è crollato da 68.000 dollari a un minimo di 65.500 dollari, annullando i recenti guadagni e lasciando l'asset in calo del 3,5% nella settimana. Questo pone il bitcoin sulla buona strada per chiudere febbraio in rosso, segnando un calo del 25% dall'inizio del 2026.
Il calo del Bitcoin nel 2026 si accentua: il BTC scende a 65.000 dollari mentre il livello di 70.000 dollari diventa un "vuoto di domanda"
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Il calo intraday
Il 27 febbraio, ultimo giorno lavorativo del mese, il bitcoin (BTC) ha subito un forte calo, precipitando da un massimo di 68.000 dollari a un minimo precario di 65.500 dollari. Il catalizzatore è stato un aumento delle tensioni in Medio Oriente a seguito delle notizie secondo cui l'Iran aveva respinto le richieste degli Stati Uniti relative alle sue scorte di uranio arricchito. Lo stallo diplomatico ha alimentato i timori di un imminente attacco militare statunitense, provocando onde d'urto sui beni di rischio.
Il grafico giornaliero illustra un'improvvisa inversione di tendenza. Prima delle 4:35 EST, il bitcoin mostrava segni di forza, consolidandosi intorno al livello di 67.000 dollari e testando la resistenza di 68.000 dollari. Il calo successivo è stato rapido: il BTC ha perso più di 2.000 dollari in meno di tre ore, mentre i desk globali hanno iniziato a scontare le conseguenze di un potenziale attacco al transito del petrolio e al commercio internazionale. Nonostante una breve e tiepida ripresa, la pressione di vendita secondaria ha spinto il prezzo al minimo di 65.130 dollari.
Il Bitcoin scivola al supporto di 66.000 dollari mentre il rally di sollievo perde slancio
Il 26 febbraio, il rally del BTC ha subito una battuta d'arresto, scendendo a 66.511 dollari e cancellando 40 miliardi di dollari dalla sua capitalizzazione di mercato, un cambiamento che rispecchia la volatilità dei titoli azionari. read more.
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Questo andamento dei prezzi ha effettivamente azzerato i guadagni ottenuti mercoledì, quando il prezzo ha quasi toccato la soglia psicologica dei 70.000 dollari, lasciando l'asset in calo del 3,5% in sette giorni.
A un solo giorno dalla fine di febbraio, il bitcoin sembrava destinato a chiudere in rosso per il secondo mese consecutivo, scivolando da 78.850 dollari il 1° febbraio a 65.400 dollari alle 12:40 p.m. EST del 27 febbraio. A gennaio, l'asset è sceso da 87.500 dollari a 78.850 dollari, con un calo di circa il 10%. Dall'inizio del 2026, il bitcoin ha perso oltre il 25% del suo valore, rafforzando i timori che il mercato delle criptovalute sia nuovamente entrato in una fase di "inverno delle criptovalute".
Catalizzatori geopolitici
Mentre Washington sostiene che la diplomazia rimane un'opzione, la realtà sul campo suggerisce il contrario. Gli avvisi di evacuazione da parte di Cina, Regno Unito e altri paesi hanno portato gli analisti a considerare un confronto militare quasi inevitabile. A differenza delle ritorsioni coreografate e di basso impatto viste nel 2025, gli osservatori prevedono una risposta iraniana "robusta e asimmetrica". Il timore principale rimane il blocco dello Stretto di Hormuz, una mossa che paralizzerebbe i mercati energetici globali. In un contesto di fuga verso la sicurezza, il capitale tende a migrare verso l'oro, mentre il bitcoin, ancora legato all'andamento dei titoli tecnologici ad alta crescita, rimane sotto forte pressione di liquidazione.
Al di là dei titoli dei giornali, un nuovo rapporto di Glassnode evidenzia una debolezza strutturale. Gli analisti di Glassnode sostengono che l'incapacità del bitcoin di superare i 70.000 dollari è dovuta a un "contesto di liquidità strutturalmente debole". Affermano che, a differenza del rally ad alta velocità della fine del 2025, che ha assorbito massicci profitti, il mercato del 2026 è fragile. Anche ordini di vendita modesti sono ora sufficienti a innescare un significativo slittamento dei prezzi.
D'altro canto, Glassnode identifica una "zona di alta convinzione" tra i 60.000 e i 69.000 dollari. Nel mese di febbraio, gli investitori hanno accumulato più di 400.000 BTC in questo intervallo. Questa concentrazione di acquirenti fornisce un supporto fondamentale che, finora, ha impedito una capitolazione totale, conclude il rapporto.
FAQ ❓
- Perché il bitcoin è sceso il 27 febbraio? Le crescenti tensioni in Medio Oriente, tra cui lo stallo sull'uranio tra Iran e Stati Uniti, hanno innescato vendite dettate dall'avversione al rischio.
- Di quanto è sceso il BTC? Il bitcoin è sceso da 68.000 a 65.500 dollari in meno di tre ore, annullando i guadagni settimanali.
- Qual è l'impatto regionale? Gli analisti avvertono che un potenziale blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe interrompere i flussi energetici globali, colpendo i mercati dall'Asia all'Europa.
- Questo segna l'inizio di un inverno delle criptovalute? Con il BTC in calo di oltre il 25% da gennaio, molti vedono il crollo come la conferma di un'altra prolungata fase di recessione.














