Il Bitcoin è sceso sotto i 69.000 dollari nel contesto di una ondata di vendite a livello globale innescata dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente, che ha provocato anche un'impennata dei prezzi dell'energia.
Il BTC scende sotto i 69.000 dollari a causa degli scioperi nei giacimenti di gas iraniani e qatarioti

Le tensioni geopolitiche scatenano turbolenze sui mercati
Giovedì pomeriggio il Bitcoin (BTC) è precipitato sotto la soglia dei 69.000 dollari, travolto da un'ondata di vendite a livello globale che non ha risparmiato né gli asset digitali né i tradizionali beni rifugio come l'oro. Il calo della principale criptovaluta arriva mentre l'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi dell'energia e ha scosso la fiducia degli investitori in tutti i settori.
Secondo i dati di Bitstamp, il bitcoin ha toccato un minimo intraday di 68.799 dollari prima che una modesta ripresa lo stabilizzasse inizialmente sopra i 69.500 dollari. La volatilità fa seguito alle notizie di attacchi aerei contro i giacimenti di gas iraniani e qatarioti, un'escalation che ha spinto il greggio Brent oltre i 110 dollari al barile e ha fatto salire i prezzi del gas naturale di oltre il 20%.
La conseguente fuga verso il contante ha inaspettatamente messo a dura prova il mercato dell'oro, che in genere prospera durante i periodi di instabilità geopolitica. Il metallo prezioso ha perso oltre il 4% del suo valore, toccando un minimo di 4.500 dollari l'oncia – il livello più basso dal 2 febbraio – prima di recuperare e attestarsi nella fascia dei 4.600 dollari.
Il bitcoin cancella i guadagni
Sebbene il bitcoin abbia recentemente mostrato una tendenza a sganciarsi o a muoversi in controtendenza rispetto ai titoli azionari tradizionali, l'andamento di giovedì ha segnalato un ritorno a un'elevata correlazione con il rischio macroeconomico. L'asset digitale ha ora perso circa il 9% rispetto al picco di 76.013 dollari raggiunto il 17 marzo, azzerando di fatto tutti i guadagni registrati dal 12 marzo.
La flessione ha spinto la capitalizzazione di mercato del bitcoin al di sotto della soglia di 1,4 trilioni di dollari. Questo calo ha trascinato l'economia crypto complessiva a 2,46 trilioni di dollari, un forte calo del 9% rispetto al picco di 2,64 trilioni registrato appena 48 ore prima.

Il Bitcoin torna sopra i 70.000 dollari mentre gli scioperi nel settore energetico in Medio Oriente innescano una fuga verso beni rifugio
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Con l’intensificarsi delle oscillazioni di prezzo, i trader che utilizzavano la leva finanziaria hanno subito perdite ingenti. I dati mostrano che la volatilità del bitcoin ha innescato la liquidazione di 138 milioni di dollari in posizioni lunghe in un arco di 12 ore, rispetto a soli 24,5 milioni di dollari in posizioni corte. Nel più ampio mercato degli asset digitali, le liquidazioni totali hanno raggiunto i 442 milioni di dollari, con le posizioni lunghe che hanno rappresentato circa l’80% delle perdite totali.
FAQ ❓
- Cosa ha causato il calo del bitcoin sotto i 69.000 dollari? L'escalation delle tensioni in Medio Oriente e l'impennata dei prezzi dell'energia hanno innescato una svendita globale che ha colpito sia gli asset digitali che gli investimenti tradizionali.
- Che impatto ha avuto questa ondata di vendite sulla valutazione del bitcoin? Il bitcoin è sceso a un minimo intraday di 68.799 dollari, stabilizzandosi successivamente sopra i 69.500 dollari, ma da allora ha perso circa il 9% rispetto al picco del 17 marzo.
- Come ha reagito il mercato in termini di liquidazioni? La volatilità ha portato alla liquidazione di 138 milioni di dollari in posizioni lunghe su Bitcoin nel giro di 12 ore, con ripercussioni significative sui trader che utilizzano la leva finanziaria.
- Qual è lo stato attuale del mercato delle criptovalute nel suo complesso? L'economia aggregata delle criptovalute è scesa a 2,46 trilioni di dollari, riflettendo un calo del 9% a seguito del crollo della capitalizzazione di mercato del Bitcoin sotto i 1,4 trilioni di dollari.















