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Il Bitcoin recupera il supporto a 64.000 dollari dopo il crollo dei mercati multi-asset

Il Bitcoin ha sfondato il livello di supporto di 63.000 dollari, mentre un più ampio sell-off a Wall Street si è scontrato con le crescenti tensioni geopolitiche. Il calo segue le rinnovate minacce tariffarie del presidente degli Stati Uniti, che alimentano l'incertezza sul mercato e un allontanamento dagli asset rischiosi.

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Il Bitcoin recupera il supporto a 64.000 dollari dopo il crollo dei mercati multi-asset

Il sentiment tocca i minimi storici

Il Bitcoin ha subito un duro colpo la mattina del 24 febbraio 2026, scendendo al di sotto del livello di supporto di 63.000 dollari. Questa volatilità è arrivata sulla scia di una brutale sessione di Wall Street, in cui l'indice Dow Jones Industrial Average è crollato di oltre 700 punti. Secondo quanto riferito, il sell-off è stato in parte alimentato da un rapporto virale di Citrini Research che avvertiva che il rapido progresso dell'intelligenza artificiale (AI) rappresenta una minaccia esistenziale per l'occupazione dei colletti bianchi, scatenando un "trade della paura" tra gli asset tecnologici e quelli rischiosi.

Secondo i dati di Bitstamp, la principale criptovaluta è crollata a un minimo di 62.525 dollari, tornando a una soglia critica testata l'ultima volta durante il crollo del 6 febbraio. Anche se il bitcoin è riuscito a recuperare leggermente a metà giornata, tornando a scambiare sopra i 64.000 dollari, il sentiment sottostante rimane fragile. L'indice Crypto Fear and Greed è crollato a un valore di 5, un minimo storico eguagliato solo poche volte nella storia dell'asset.

Nonostante il rimbalzo intraday, il bitcoin rimane in calo del 4% negli ultimi sette giorni e ha perso il 25% del suo valore negli ultimi 30 giorni. Attualmente, la capitalizzazione di mercato del bitcoin si aggira appena sotto i 1.300 miliardi di dollari, mentre l'economia delle criptovalute in senso lato è valutata a circa 2.300 miliardi di dollari. Uno

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dei principali fattori negativi nel mese di febbraio è stato il forte calo degli exchange-traded fund spot. Gli ETF spot sul bitcoin statunitensi hanno registrato deflussi netti per 3,8 miliardi di dollari nelle ultime cinque settimane, segnando un significativo passaggio dall'accumulo istituzionale alla riduzione tattica del rischio. Questa tendenza non ha mostrato segni di cedimento all'inizio dell'ultima settimana di febbraio; gli ultimi dati del 23 febbraio hanno confermato che altri 203,82 milioni di dollari sono stati ritirati da questi strumenti di investimento, privando il mercato della liquidità necessaria per sostenere un rialzo significativo.

Il rifiuto del bitcoin dal suo massimo del fine settimana di 68.000 dollari è stato ulteriormente aggravato da una tempesta legale e politica seguita alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti nella causa Learning Resources Inc. contro Trump. La reazione del presidente Donald Trump ha immediatamente instillato incertezza nei mercati globali. Il 23 febbraio, Trump ha affermato che la sentenza gli ha dato il potere di "fare cose terribili ai paesi stranieri" che, secondo lui, "ci stanno derubando da decenni". La retorica bellicosa del leader statunitense è arrivata mentre alcuni analisti avvertivano che la sentenza aveva gravemente indebolito la sua posizione, complicando potenzialmente la sua imminente visita in Cina.

Gli analisti di Bitunix affermano che il bitcoin ha sviluppato una "struttura al ribasso". Secondo loro, con la liquidità long parzialmente esaurita, si è creata una densa zona di liquidazione tra i 62.000 e i 64.000 dollari, mentre le posizioni short rimangono concentrate intorno ai 66.000 dollari.

"Se un dollaro più debole coincide con un miglioramento delle aspettative di liquidità, potrebbe verificarsi un aumento della liquidità a breve termine", hanno affermato gli analisti. "Altrimenti, se persistono aspettative di tassi più rigidi, la struttura rimarrà probabilmente caratterizzata da un debole consolidamento e da ripetuti test di supporto inferiore. La variabile fondamentale rimane la disponibilità del capitale a ricostruire l'esposizione al rischio in un contesto di incertezza macroeconomica".

FAQ ❓

  • Cosa è successo al bitcoin? Il 24 febbraio il bitcoin è sceso sotto i 63.000 dollari, toccando i 62.525 dollari prima di un rimbalzo a metà giornata.
  • Da dove è partita la vendita massiccia? Il Dow Jones di Wall Street è crollato di oltre 700 punti, innescando una pressione sugli asset rischiosi.
  • Perché è importante a livello globale? Il crollo riflette la fragilità del sentiment, poiché i deflussi dagli ETF statunitensi e la reazione di Trump alla Corte Suprema hanno scosso i mercati.
  • Cosa succederà ora per i trader? Gli analisti avvertono di una densa zona di liquidazione tra i 62.000 e i 64.000 dollari, con un probabile consolidamento debole.

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