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Il Bitcoin crolla a 68.000 dollari mentre si affievoliscono le speranze di pace in Medio Oriente

Il Bitcoin ha registrato un calo del 3,6% mentre le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran hanno scosso i mercati globali. La criptovaluta è scesa da un massimo di 71.405 dollari a 68.123 dollari, riducendo la propria capitalizzazione di mercato a 1,36 trilioni di dollari e trascinando l'economia delle criptovalute nel suo complesso a 2,43 trilioni di dollari.

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Il Bitcoin crolla a 68.000 dollari mentre si affievoliscono le speranze di pace in Medio Oriente

Il Bitcoin scivola a causa delle tensioni geopolitiche

Il Bitcoin è caduto ancora una volta vittima del mutamento del sentiment degli investitori, in un clima di incertezza su una possibile tregua nel conflitto in Medio Oriente. Appena un giorno dopo che il piano in 15 punti del governo statunitense aveva risollevato i mercati globali e spinto brevemente il Bitcoin oltre i 71.000 dollari, il rifiuto da parte dell’Iran delle richieste e delle controproposte di Washington ha innescato la reazione opposta.

I dati di mercato mostrano che la principale criptovaluta è scesa da un massimo intraday di 71.405 dollari a un minimo di sessione di 68.123 dollari intorno alle 14:15 EST. Il calo di quasi il 4% in 24 ore ha ridotto la sua capitalizzazione di mercato da 1,43 trilioni di dollari a circa 1,36 trilioni, mentre il valore dell'economia delle criptovalute in generale è sceso a 2,43 trilioni di dollari.

Il calo del Bitcoin ha rispecchiato l'andamento dei mercati azionari globali, che sono crollati a causa dei crescenti timori che gli Stati Uniti e l'Iran potessero entrare nella fase più pericolosa della guerra. A Wall Street, le forti vendite hanno fatto scendere il Nasdaq di oltre 430 punti, ovvero del 2%, l'S&P 500 di quasi l'1,5% e il Dow Jones di poco meno dell'1%. I mercati asiatici ed europei hanno seguito l'esempio, appesantiti dalla mancanza di progressi nei colloqui tra Washington e Teheran.

Con l’avvicinarsi della scadenza di cinque giorni fissata dal presidente Donald Trump affinché l’Iran si conformasse, gli operatori sembravano scontare un’ulteriore escalation. I mercati energetici hanno rispecchiato la tensione: il greggio Brent, che il giorno precedente aveva chiuso a circa 104 dollari al barile, è salito del 6% a 108,50 dollari, mentre il WTI è passato da 91 dollari a superare brevemente i 95 dollari, prima di scivolare nuovamente appena al di sotto della soglia.

Liquidazioni e prospettive degli analisti

Nel frattempo, anche i derivati sulle criptovalute hanno registrato forti oscillazioni. Il calo del Bitcoin ha innescato liquidazioni di posizioni lunghe per 81 milioni di dollari rispetto ai 7 milioni di dollari delle posizioni corte, invertendo la tendenza del giorno precedente quando erano state spazzate via posizioni corte per 58 milioni di dollari. In tutto il settore, in 24 ore sono state liquidate posizioni con leva finanziaria per quasi 305 milioni di dollari.

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Commentando i movimenti della criptovaluta, gli analisti di Bitunix hanno osservato che le recenti oscillazioni di prezzo del bitcoin suggeriscono che esso non sta più guidando le narrazioni, ma funge invece da indicatore passivo della propensione al rischio. Hanno spiegato: “Sulla base delle mappe di calore delle liquidazioni, il prezzo è attualmente confinato nell’intervallo 69.000–72.000. La zona dei 72.000 presenta una densa concentrazione di posizioni corte e cluster di liquidazione, formando un tetto di resistenza a breve termine, mentre la zona compresa tra 69.000 e 70.000 continua a mostrare un persistente assorbimento di liquidità e posizionamenti lunghi, fungendo da base di supporto passiva. La struttura complessiva riflette una situazione di stallo bidirezionale, in cui l’andamento dei prezzi è guidato dalle dinamiche di liquidazione piuttosto che da una convinzione direzionale.”

Secondo gli analisti, il bitcoin dovrebbe rimanere compresso all’interno di zone ad alta liquidità fino a quando l’incertezza macroeconomica non si sarà dissipata. Un breakout decisivo, sostengono, dipenderà dall’allineamento di tre fattori: la perdita di controllo sui prezzi dell’energia, la conferma di un inasprimento monetario sostenuto e un passaggio in Medio Oriente da una “minaccia” a un’effettiva interruzione o blocco.

FAQ ❓

  • Perché il bitcoin è sceso? I timori degli investitori riguardo alle tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno spinto i prezzi al ribasso.
  • Di quanto è sceso il bitcoin? Ha perso quasi il 3%, attestandosi a circa 68.123 dollari.
  • Cosa è successo ai mercati globali? Le azioni negli Stati Uniti, in Asia e in Europa sono crollate insieme ai picchi dei prezzi dell'energia.
  • Cosa si aspettano gli analisti per il futuro? Il bitcoin potrebbe rimanere in un range ristretto fino a quando i rischi geopolitici e monetari non si risolveranno.