Le azioni statunitensi sono aumentate venerdì dopo le dichiarazioni della Casa Bianca che indicano la fiducia dell’amministrazione Trump nel garantire un accordo commerciale con la Cina. Nello stesso giorno, Susan Collins, presidente e CEO della Federal Reserve Bank di Boston, ha affermato che la banca centrale è pronta a attuare misure volte a stabilizzare i mercati finanziari.
I mercati guadagnano terreno su speranze di accordo commerciale USA-Cina e rassicurazioni della Fed
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La Fed è pronta mentre la leva finanziaria si riduce e Trump calma temporaneamente la tempesta
Donald Trump ha espresso una forte fiducia nella possibilità di raggiungere un accordo con la Cina. Parlando ai giornalisti venerdì, Karoline Leavitt, addetta stampa della Casa Bianca, ha sottolineato l’entusiasmo del presidente per i negoziati. “Il presidente ha chiarito di essere aperto a un accordo con la Cina”, ha dichiarato Leavitt. Ha continuato: “Se la Cina continua a reagire, non è un bene per la Cina”, rafforzando la posizione dell’amministrazione.

La dichiarazione arriva mentre Wall Street ha vissuto un certo sollievo venerdì, con Dow Jones, S&P 500, Nasdaq, NYSE e Russell 2000 che hanno registrato guadagni. Il mercato delle criptovalute è avanzato del 4,63%, mentre il BTC ha superato la soglia degli 84K$. Anche l’oro ha mantenuto una posizione forte, registrando un aumento del 2% in 24 ore fino a raggiungere il prezzo di 3.237$ per oncia. Allo stesso tempo, un rapporto del Financial Times ha rivelato che Susan Collins, presidente della Federal Reserve di Boston, ha affermato che la Fed “assolutamente” assisterà i mercati se le condizioni lo richiederanno.

Collins ha sottolineato che la banca centrale statunitense possiede indubbiamente “strumenti per affrontare preoccupazioni sul funzionamento o sulla liquidità del mercato qualora si presentassero.” Alla domanda del FT sulla probabilità di un intervento simile a casi precedenti, ha affermato che la Fed sarebbe “assolutamente pronta a farlo se necessario.” All’inizio della settimana, il mercato del Tesoro ha affrontato notevole disordine, ma la banca centrale è rimasta in disparte—grazie, per ora, all’intervento tempestivo di Trump.
Prima dell’annuncio del presidente Trump di una sospensione di 90 giorni sulla maggior parte dei dazi reciproci, il mercato obbligazionario stava vivendo un significativo tumulto, con operatori a leva che affrontavano perdite sostanziali. L’aumento dei rendimenti obbligazionari, che riflettono il calo dei prezzi obbligazionari, segnalava un notevole disagio nei mercati finanziari. Un gruppo di analisti ha attribuito l’instabilità al “basis trade,” una strategia in cui i fondi hedge prendono in prestito pesantemente per sfruttare piccole differenze di prezzo tra obbligazioni del Tesoro e derivati.
Quando i prezzi delle obbligazioni sono inaspettatamente fluttuati, questi traders hanno subito grandi perdite e sono stati costretti a liquidare attività, deprimendo ulteriormente i prezzi. Mentre la sospensione dei dazi di Trump ha portato a un rimbalzo degli asset di rischio come azioni e criptovalute, la volatilità precedente ha messo in evidenza la fragilità delle posizioni a leva nel mercato obbligazionario. Un numero crescente di economisti e analisti sostiene che sia solo una questione di quando—non se—la banca centrale degli Stati Uniti sarà costretta a intervenire, poiché molti vedono tale azione come inevitabile.














