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Frustata della Stablecoin in Cina: Da un'Esplorazione Silenziosa a un'improvvisa Stretta

Un nuovo rapporto pubblicato afferma che i regolatori cinesi hanno comunicato ai broker locali e ai think tank di cessare la pubblicazione di ricerche o l’organizzazione di seminari che promuovono le stablecoin.

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Frustata della Stablecoin in Cina: Da un'Esplorazione Silenziosa a un'improvvisa Stretta

L’esperimento delle stablecoin a Pechino si conclude bruscamente

Questa settimana, resoconti dal Financial Times (FT) e da Bloomberg hanno offerto uno sguardo stratificato sulla postura in evoluzione di Pechino su questa classe di asset. All’inizio della settimana, il rapporto FT ha rivelato che nonostante l’ampio divieto delle criptovalute in Cina e il continuo lancio dello yuan digitale, i funzionari hanno studiato in silenzio i modelli di stablecoin come strumenti per limitare la fuoriuscita di capitali e migliorare i pagamenti transfrontalieri.

Secondo fonti, i regolatori hanno cercato il parere di esperti sulla progettazione di una stablecoin legata allo yuan, valutando i potenziali guadagni di efficienza contro il pericolo di accelerare la fuga di capitali. L’interesse è cresciuto dopo il nuovo quadro di licenze di Hong Kong per le stablecoin garantite da fiat, entrato in vigore il 1 agosto, mentre i decisori politici discutono se un token sostenuto dallo stato potrebbe operare accanto alla valuta digitale della banca centrale (CBDC).

Entro venerdì, Bloomberg ha riportato una svolta più netta: le autorità finanziarie hanno ordinato ai broker, ai think tank e ad altri gruppi della Cina continentale di smettere di diffondere ricerche o di organizzare eventi legati alle stablecoin, citando preoccupazioni riguardo a frodi, raccolta fondi illecita e speculazioni alimentate dalla folla. La decisione è seguita a un vivace scambio di criptovalute OTC—circa 75 miliardi di dollari in scambi nei primi nove mesi del 2024—e a una serie di allarmi sui rischi locali.

Tuttavia, la situazione non è completamente chiusa. Bloomberg ha inoltre osservato che il Governatore della Banca Popolare Cinese (PBOC) Pan Gongsheng ha recentemente riconosciuto il potenziale delle stablecoin di rimodellare la finanza globale, mettendo in luce la tensione tra un rigoroso controllo domestico e le ambizioni della Cina di contrastare l’influenza globale del dollaro USA. Gli autori del rapporto, come quelli del FT, hanno citato “persone familiari alla questione”. La mossa arriva in mezzo a nuovi discorsi sul fatto che la posizione di Pechino sugli asset digitali stia iniziando ad ammorbidirsi.

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