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Finti Professori Truffano Investitori Crypto su Telegram e Whatsapp, Avverte DFI

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Il Dipartimento dei Servizi Finanziari dello Stato di Washington (DFI) ha segnalato molteplici reclami riguardanti truffe sulle criptovalute su Whatsapp e Telegram che coinvolgono falsi “professori”. Queste truffe attirano gli investitori tramite annunci sui social media e false istituzioni educative, promettendo alti rendimenti e offrendo prestiti dubbi.

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Finti Professori Truffano Investitori Crypto su Telegram e Whatsapp, Avverte DFI

Truffe sulle Criptovalute: Finti Professori Prendono di Mira gli Investitori

Il Dipartimento dei Servizi Finanziari dello Stato di Washington (DFI) ha emesso un avviso ai consumatori martedì avvertendo di una “tendenza in corso di presunte truffe sulle criptovalute che coinvolgono autoproclamati ‘professori’ nei gruppi Whatsapp.” La Divisione Valori Mobiliari del DFI ha ricevuto diverse denunce riguardanti “società che si dichiarano istituzioni di istruzione superiore, come una ‘Scuola di Business’, ‘Accademia’, o ‘Istituto di Ricchezza’, fornendo un programma principalmente centrato sull’investimento in criptovalute.”

Gli investitori spesso trovano l’opportunità di investimento tramite annunci sui social media. Tipicamente, queste società hanno siti web separati per la loro istituzione e per le attività di trading, spesso presentando una “Lettera del Professore” per aggiungere un velo di legittimità. L’avviso dettaglia:

La presunta frode inizia tipicamente con un investitore che viene inserito in un gruppo Whatsapp o Telegram, spesso con un nome arbitrario che include parole d’ordine come ‘Club della Ricchezza’, ‘Elite’ e ‘AI’. I gruppi sono gestiti da presunti associati della società con titoli che includono professore, consulente e assistente.

La truffa si svolge mentre questi “professori” offrono corsi di investimento e segnali di trading quotidiani promettendo alti rendimenti. Usano assistenti per facilitare la comunicazione e mantenere una facciata di legittimità. A alcuni investitori vengono dati piccoli importi di criptovaluta per “testare” la piattaforma prima di impegnare i loro fondi.

Inoltre, le società offrono prestiti o linee di credito di alto valore per aiutare gli investitori ad unirsi a “Club VIP” esclusivi o per soddisfare i requisiti di capitale per nuove offerte. Questi prestiti sono spesso organizzati informalmente tramite WhatsApp, con la società che fornisce screenshot del conto fuorvianti. Quando gli investitori tentano di rimborsare questi prestiti, viene loro detto che i loro account rimarranno congelati fino a quando non verranno forniti fondi esterni, portando a messaggi minacciosi e rivendicazioni di azioni legali se non si adempie.

Cosa ne pensi dell’aumento delle truffe sulle criptovalute sulle piattaforme di social media? Faccelo sapere nella sezione commenti qui sotto.