Il Bitcoin è sceso temporaneamente sotto i 71.000 dollari dopo che l'Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti ha riportato un'inflazione all'ingrosso superiore alle attese, provocando notevoli turbolenze sui mercati.
Da 76.000 a 71.000 dollari: il Bitcoin sta perdendo il suo status di «bene rifugio» a causa della realtà macroeconomica?

Pressioni macroeconomiche: PPI contro geopolitica
Mercoledì il Bitcoin è sceso momentaneamente sotto la soglia dei 71.000 dollari dopo che l'Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti (BLS) ha pubblicato dati che mostrano un'inflazione all'ingrosso significativamente più alta del previsto in tutti i principali indicatori. I dati di mercato indicano che prima delle 7:30 EST, la principale criptovaluta veniva scambiata comodamente sopra i 74.000 dollari, prima che un'improvvisa ondata di pressione di vendita la facesse precipitare al minimo intraday di 70.882 dollari.
Sebbene l'asset digitale abbia successivamente registrato una modesta ripresa attestandosi intorno ai 71.500 dollari alle 13:42 EST, è rimasto in calo del 3,8% su un periodo di 24 ore. Questa correzione rappresenta una brusca inversione di tendenza rispetto al picco di martedì di 76.013 dollari, cancellando di fatto miliardi di valore mentre la capitalizzazione di mercato del bitcoin si è ridotta da 1,48 trilioni di dollari a circa 1,43 trilioni di dollari. A differenza delle crescenti tensioni in Medio Oriente — che hanno recentemente rafforzato le credenziali del bitcoin come bene rifugio — i dati sull'inflazione del BLS hanno scosso la fiducia degli investitori. Il rapporto ha rivelato che l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) su base mensile è salito dallo 0,5% allo 0,7%. Questo dato ha colto di sorpresa i mercati, poiché gli economisti avevano previsto un rallentamento allo 0,3%, segnando una significativa variazione di 0,4 punti percentuali rispetto ai dati confermati di febbraio.
Politica della Fed e prospettive sui tassi di interesse
Questa pressione inflazionistica più forte del previsto complica la spinta dell'amministrazione Trump verso una politica monetaria più accomodante. Con l’instabilità in Medio Oriente che sta già esercitando una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio, l’impennata del PPI ha spostato l’attenzione dai tagli dei tassi alla crescente probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Mentre era ampiamente previsto che il Federal Open Market Committee (FOMC) mantenesse i tassi stabili tra il 3,5% e il 3,75%, i dati del PPI di febbraio potrebbero aver alterato il dibattito sulla politica monetaria.
L'improvviso crollo dei prezzi ha innescato un "long squeeze", causando notevoli perdite ai trader che utilizzavano la leva finanziaria. Secondo i dati di Coinglass, in sole 12 ore sono state liquidate posizioni lunghe in bitcoin per oltre 108 milioni di dollari. Ciò è in netto contrasto con lunedì e martedì, quando le posizioni corte rappresentavano la maggior parte delle uscite dal mercato.
In totale, al momento della stesura di questo articolo, nel mercato delle criptovalute in generale sono state spazzate via posizioni con leva finanziaria per un valore di 402 milioni di dollari. Di questo totale, le liquidazioni long hanno rappresentato quasi 339 milioni di dollari, mentre i venditori allo scoperto hanno costituito il resto delle perdite.
Nel frattempo, gli analisti di Bitunix suggeriscono che i mercati stanno attualmente affrontando due shock strutturali simultanei: la rivalutazione totale delle catene di approvvigionamento energetiche globali e la diminuzione dell’efficacia degli interventi politici tradizionali. Essi sostengono che la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi invariati rifletta una “perdita di controllo”, poiché i funzionari faticano a bilanciare l’inflazione persistente guidata dall’energia con il deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro.
Inoltre, gli analisti di Bitunix hanno sottolineato che l'utilizzo da parte degli Stati Uniti dei "prestiti petroliferi" provenienti dalle riserve strategiche sta semplicemente spostando la pressione sull'offerta a breve termine verso obblighi di domanda futuri. Man mano che le tensioni in Medio Oriente si ripercuotono sulle infrastrutture energetiche e sulle rotte di trasporto, i rischi di approvvigionamento si stanno "incorporando" nelle curve a termine e nei prezzi del mercato fisico. Riguardo al bitcoin, il team di Bitunix ha osservato:
"Un cambiamento chiave da monitorare è l'evoluzione del quadro dei prezzi: se i prezzi elevati dell'energia continuano a frenare le aspettative di allentamento monetario, il BTC si comporterà sempre più come un asset di rischio piuttosto che come una copertura. Al contrario, una reintroduzione di condizioni di liquidità potrebbe trasformare l'attuale consolidamento in un raggio d'azione per l'espansione. Nel breve termine, il fattore decisivo non è la tendenza direzionale, ma se il BTC possa assorbire efficacemente la liquidità a breve termine sopra i 75.000, oppure perdere i 72.800 e innescare una rivalutazione strutturale.”

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FAQ ❓
- Cosa ha causato il calo del bitcoin sotto i 71.000 dollari? Il bitcoin è sceso brevemente sotto i 71.000 dollari a causa dei dati sull'inflazione all'ingrosso inaspettatamente elevati forniti dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti.
- Di quanto si è ridotta la capitalizzazione di mercato del bitcoin? La capitalizzazione di mercato del bitcoin è scesa da 1,48 trilioni di dollari a circa 1,43 trilioni di dollari durante la recente correzione dei prezzi.
- Cosa ha innescato la liquidazione delle posizioni lunghe in bitcoin? Si è verificato un long squeeze, che ha portato alla liquidazione di oltre 108 milioni di dollari di posizioni lunghe in Bitcoin in un periodo di 12 ore.
- Come prevedono gli analisti che il bitcoin reagirà alle attuali condizioni di mercato? Gli analisti indicano che l'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe portare il Bitcoin a comportarsi più come un asset di rischio che come un bene rifugio, a seconda delle future condizioni di liquidità.















