Quest’anno, con l’U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) che ha intensificato l’applicazione della legge sulle aziende accusate di offrire titoli crypto non registrati agli investitori americani, i regolatori, gli avvocati e i giudici hanno utilizzato il Howey Test per determinare se specifici asset crypto costituiscano un “contratto di investimento” e quindi rientrino nelle leggi statunitensi sui titoli. Di seguito è presente un’esplorazione approfondita del Howey Test e della sua applicazione agli asset crypto.
Cos'è il Howey Test? Comprendere il suo ruolo nella regolamentazione delle criptovalute
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Comprendere il Howey Test
Se hai seguito le azioni di applicazione della legge emesse dall’U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), probabilmente sei familiare con il Howey Test. Ecco una panoramica concisa di questo standard e di come studi legali, tribunali e regolatori statunitensi lo hanno applicato alle valute digitali. L’uso del Howey Test nel contesto delle criptovalute ha sollevato un notevole dibattito normativo negli ultimi anni.
Ad esempio, le offerte iniziali di moneta (ICO) di qualche anno fa, che promettevano agli investitori rendimenti guidati principalmente dagli sforzi degli sviluppatori o di promotori terzi, sono state classificate come offerte di titoli dalla SEC. Sembra che i regolatori statunitensi e la comunità più ampia concordino nel categorizzare bitcoin (BTC) come una merce piuttosto che un titolo. Ethereum, tuttavia, rimane più ambiguo, dato che la SEC e il presidente Gary Gensler si sono astenuti dal chiarire se ETH sia considerato un titolo.
In azioni di applicazione specifiche, la SEC ha identificato diverse valute digitali che considera “contratti di investimento” o titoli crypto. Per esempio, nella causa contro Binance, la SEC ha classificato solana (SOL), cardano (ADA), polygon (MATIC), decentraland (MANA), flow (FLOW) e cosmos (ATOM), tra gli altri, come titoli. Analogamente, nel caso contro Coinbase, il regolatore ha considerato axie infinity (AXS), chiliz (CHZ), sandbox (SAND) e altri come titoli. Il guardiano dei titoli statunitensi ha nominato almeno 70 asset crypto che ritiene siano titoli.
Per determinare se un asset sia un titolo, i regolatori si affidano a un caso della Corte Suprema del 1946, SEC vs. W.J. Howey Co. Questo caso ha stabilito criteri per definire i contratti di investimento. Secondo questi criteri, esiste un contratto di investimento se c’è un investimento di valore monetario, un’impresa comune, un’aspettativa di profitti e un aumento di valore principalmente dagli sforzi degli organizzatori o di terze parti. I regolatori e i tribunali utilizzano il Howey Test per valutare se un asset crypto sia un titolo esaminando se vi è un investimento di denaro in un’impresa comune con un’aspettativa di profitto principalmente dagli sforzi altrui.

Se queste condizioni sono soddisfatte, l’asset è probabilmente classificato come un titolo, soggetto alle leggi federali, che richiede registrazione e dichiarazioni. Sotto il Howey Test, un asset crypto è probabilmente considerato un titolo se il progetto emette token ai partecipanti che investono denaro con l’aspettativa di guadagnare dividendi o interessi dagli investimenti collettivi della piattaforma. In tali casi, i rendimenti sull’investimento dipendono in gran parte dagli sforzi degli sviluppatori per gestire e ottimizzare il pool di investimento, possibilmente soddisfacendo i criteri del Howey Test.
Tuttavia, applicare il Howey Test agli asset crypto può essere confuso a causa della loro natura multiforme. A differenza degli strumenti finanziari tradizionali, gli asset crypto possono funzionare come una valuta, merce, token di utilità (usati come “gas” per le transazioni) o anche come una quota in un’applicazione decentralizzata. Ogni funzionalità potrebbe suggerire diversi trattamenti normativi, implicando varie dinamiche di aspettativa di profitto e sforzi di terze parti, elementi cruciali nel Howey Test.
Quindi, lo stesso asset potrebbe essere categorizzato diversamente in base al suo caso d’uso e alle circostanze specifiche della sua distribuzione e funzione. Questa complessità rende difficile per i regolatori e i tribunali applicare il Howey Test in modo coerente nell’ampio spettro degli asset crypto, portando a richieste di linee guida più chiare o nuovi framework su misura per le caratteristiche uniche degli asset digitali. Le aziende crypto sostengono che la SEC e il governo non hanno fornito linee guida chiare per determinati asset digitali.
Le aziende crypto criticano la SEC per regolamentazioni poco chiare sugli asset crypto, accusandola di “regolamentazione tramite applicazione” invece di fornire linee guida chiare. L’industria sostiene che il Howey Test, sviluppato nel 1946, sia inadeguato per gli asset digitali moderni, soffocando l’innovazione e spingendo le aziende a trasferirsi in paesi più favorevoli alle cripto. C’è un forte appello per framework normativi più chiari e su misura per sostenere l’avanzamento tecnologico.
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