Secondo un documento degli economisti della Banca Centrale Europea (BCE), la crescita di Bitcoin sta arricchendo i primi adottanti a scapito della società. Hanno sostenuto che la crescita speculativa di bitcoin porta a una redistribuzione della ricchezza, dove i primi investitori guadagnano mentre i non detentori e i ritardatari diventano più poveri. Gli economisti avvertono che questa dinamica potrebbe danneggiare la stabilità sociale, approfondendo le disuguaglianze e minacciando la democrazia stessa. L’impatto economico di Bitcoin, affermano, è un gioco a somma zero.
Come il Successo di Bitcoin Potrebbe Alimentare la Povertà per i Ritardatari e i Non Detentori, Sostengono gli Economisti della BCE
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Economisti della BCE Avvertono del Dannoso Effetto Redistributivo di Bitcoin sulla Ricchezza
Gli economisti della Banca Centrale Europea (BCE) Ulrich Bindseil e Jürgen Schaaf hanno pubblicato la scorsa settimana un documento intitolato “Le Conseguenze Distributive di Bitcoin”. Hanno sostenuto che bitcoin, sebbene considerato un investimento rivoluzionario, potrebbe contribuire all’impoverimento, con l’aumento del suo prezzo che avvantaggia i primi adottanti e potenzialmente svantaggia gran parte della società.
Gli autori hanno spiegato che il cambiamento del ruolo di bitcoin dalla visione originale di Satoshi Nakamoto — una valuta digitale globale — a un asset speculativo ha portato a conseguenze dannose per l’economia. Sostenendo che i guadagni realizzati dai primi investitori provengono essenzialmente da quelli che non hanno investito precocemente o non possono investire presto, il documento afferma:
Se il prezzo di bitcoin aumenta permanentemente, l’esistenza di bitcoin impoverisce sia i non detentori che i ritardatari.
L’aumento del valore di BTC, secondo il documento, non migliora la produttività economica o la crescita, il che significa che non crea nuova ricchezza; piuttosto, semplicemente redistribuisce la ricchezza esistente a favore di coloro che sono entrati presto.
Questa redistribuzione, hanno dettagliato gli autori, non è una perdita relativa, dove alcuni perdono denaro solo a causa di un cattivo tempismo. Ritengono invece che sia una perdita “assoluta”, in cui anche coloro che non hanno mai partecipato a investimenti in bitcoin soffrono economicamente. I guadagni della prima ondata di possessori di bitcoin sono direttamente collegati alla riduzione della ricchezza e capacità di consumo degli altri. Mentre il prezzo di bitcoin schizza alle stelle, non beneficia la società nel suo insieme; arricchisce una minoranza, mentre sottrae potere d’acquisto a coloro che sono al di fuori della bolla di bitcoin, hanno osservato. Questo effetto è particolarmente evidente per i “ritardatari” — coloro che sono entrati nel mercato di bitcoin quando i prezzi erano già alti — e per i non detentori, che ne escono completamente.
Il documento suggerisce anche che l’aumento del valore di bitcoin minaccia la stabilità sociale e potrebbe danneggiare la democrazia stessa. Gli autori hanno avvertito:
Le conseguenze della visione di bitcoin come investimento con prezzi in continuo aumento implicano un corrispondente impoverimento del resto della società, mettendo in pericolo coesione, stabilità e infine democrazia.
Con il concentrarsi di più ricchezza nelle mani di pochi eletti, le divisioni sociali potrebbero approfondirsi, creando malcontento economico tra la maggioranza che è stata effettivamente esclusa dal mercato o non è riuscita a trarne profitto.
Nella loro analisi, Bindseil e Schaaf sostengono che bitcoin non ha mantenuto la sua promessa originale di decentralizzare la finanza e fornire un sistema di pagamento migliore per il mondo. Invece, la sua natura speculativa e la mancanza di capacità di migliorare la produttività hanno portato a un gioco a somma zero in cui i primi investitori accumulano ricchezza a scapito della popolazione più ampia. I simboli di successo “Lamborghini” e “Rolex” goduti dai primi investitori di bitcoin hanno un costo pesante per coloro che non sono entrati prima o non sono riusciti a farlo. In sostanza, il documento ritrae bitcoin non come uno strumento innovativo che espande la ricchezza, ma come un meccanismo per l’estrazione della ricchezza dai molti a favore dei pochi, peggiorando le disuguaglianze e lasciando vaste parti della società in condizioni peggiori.
Le reazioni al documento della BCE sono state forti sui social media, con molti sostenitori di Bitcoin che lo hanno visto come un attacco alla criptovaluta. L’analista di Bitcoin Tuur Demeester ha criticato il documento, descrivendolo come una “dichiarazione di guerra”. Ha suggerito che le autorità potrebbero utilizzare questo argomento per giustificare tasse dure su BTC o divieti. Alcuni hanno criticato la BCE, notando il suo ruolo nella riduzione del potere d’acquisto degli europei del 30% negli ultimi due decenni. Altri hanno sottolineato che sono sia primi che ritardatari, avendo recentemente ampliato le loro partecipazioni in BTC. L’utente di X Chartbtc ha commentato: “Si scopre che la vera causa del naufragio del Titanic non era l’iceberg, ma le scialuppe di salvataggio! BCE: Bitcoin impoverisce il mondo dando alla gente una scialuppa di salvataggio dalla nave fiat che affonda.”
Concordate con la prospettiva degli autori della BCE secondo cui l’ascesa di bitcoin avvantaggia principalmente i primi adottanti mentre danneggia economicamente gli altri? Fatecelo sapere nella sezione commenti qui sotto.














