In un recente post sui social media, l’ex CTO di Coinbase Balaji Srinivasan ha sostenuto che l’inflazione del dollaro statunitense agisce come una forma di tassazione globale, evidenziando la disparità negli impatti finanziari tra gli americani e la popolazione globale. Ha notato che se i circa 6 trilioni di dollari stampati dal 2020 fossero distribuiti unicamente tra i 330 milioni di americani, ognuno sarebbe responsabile di quasi 20.000 dollari, piuttosto che di meno di 1.000 dollari per persona quando si considera la popolazione globale di oltre 8 miliardi. Srinivasan ha criticato coloro che interpretano erroneamente la distribuzione degli aiuti finanziari, suggerendo che, sebbene riconoscano le iniquità, concludano erroneamente che gli americani siano sfruttati. Ha proposto che un approccio più efficace consisterebbe nel riformare gradualmente l’ordine mondiale guidato dagli americani, sostenendo movimenti conservatori e libertari all’estero e evitando misure drastiche che potrebbero indebolire la posizione degli Stati Uniti a livello globale, in particolare alla luce dei paralleli storici con le difficoltà economiche della Russia negli anni ’90.
Balaji Srinivasan: L'inflazione del dollaro è tassazione globale
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