Il 20 gennaio, il mercato degli altcoin ha subito una forte svendita, con la capitalizzazione totale del mercato che è scesa a 1,26 trilioni di dollari prima di una lieve ripresa.
Altcoin Bloodbath: Le tensioni geopolitiche cancellano miliardi in un bagno di sangue di 48 ore

Il Massacro degli Altcoin
Gli altcoin hanno subito un’ondata brutale di vendite la sera del 20 gennaio, poiché la loro capitalizzazione di mercato è crollata brevemente a 1,26 trilioni di dollari prima di riprendersi e consolidarsi sopra i 1,3 trilioni di dollari nelle prime ore di mercoledì.
Questa tendenza ha rispecchiato un esodo più ampio dagli asset rischiosi a Wall Street, dove le azioni statunitensi hanno sofferto la loro peggior disfatta giornaliera da mesi. Il declino ha rispecchiato le azioni statunitensi, che hanno registrato il loro maggiore calo da mesi a causa delle tensioni geopolitiche tra le potenze occidentali in merito alla minaccia del Presidente Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia.
I pesi massimi del mercato guidavano la ritirata. Ethereum (ETH) ha subito il peso della volatilità, precipitando sotto la soglia psicologica dei 3.000 dollari per la prima volta dal 2 gennaio. Dopo aver iniziato la settimana con slancio sopra i 3.340 dollari, ETH è crollato a 2.950 dollari alle 6:30 a.m. EST del 21 gennaio. Questo calo settimanale dell’11% ha cancellato circa 40 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato di Ethereum in sole 48 ore.
BNB ha similmente trascinato il mercato, scivolando oltre il 4,4% da 950 dollari il 19 gennaio a circa 870 dollari. Sebbene il calo settimanale del 7% di BNB sia stato più resiliente rispetto a quello di Ethereum, la svendita ha evidenziato un sentimento universale di “risk-off”, anche se BNB ha mantenuto la sua posizione come la quarta più grande risorsa digitale al mondo. XRP ha mostrato una notevole forza relativa, con perdite a 24 ore mantenute sotto il 2%, sebbene rimanga in calo a due cifre sul grafico settimanale.
La vittima più drammatica è stata monero (XMR), incentrata sulla privacy, che è andata in caduta libera, precipitando del 17,4% in 24 ore. Ciò ha portato le sue perdite settimanali a un impressionante 31,5%. La discesa di Monero segue una sospetta ascesa che ha raggiunto un massimo storico di 797 dollari il 14 gennaio, ora ampiamente ritenuta essere stata alimentata da truffatori che riciclavano 282 milioni di dollari in fondi rubati tramite il token per la privacy.
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Aggiungendo alla pressione ribassista, sono emerse notizie secondo cui Binance intende delistare XMR a febbraio, citando l’evoluzione degli standard normativi. Bitcoin cash (BCH) e zcash hanno contrastato completamente la tendenza, registrando modesti guadagni nelle ultime 24 ore mentre alcuni trader si sono spostati su asset più vecchi e consolidati.
Il futuro immediato dei mercati dipende dal World Economic Forum (WEF) di Davos. Mentre il Presidente Trump si prepara ad affrontare per la prima volta i leader europei dalla crisi della Groenlandia, gli osservatori del mercato si preparano per un nuovo picco di volatilità. Con l’Unione Europea che apparentemente valuta 117 miliardi di dollari in tariffe di ritorsione, il cosiddetto “Sell America” trade — che ha già spinto gli investitori verso oro e argento — minaccia di tenere il mercato crypto in allerta.
FAQ ❓
- Cosa ha innescato la svendita degli altcoin? Gli altcoin sono crollati poiché le azioni statunitensi hanno registrato il loro maggiore calo da mesi a causa delle tensioni geopolitiche.
- Quali monete sono state colpite di più? Ethereum è sceso sotto i 3.000 dollari, BNB è sceso oltre il 7% settimanale e Monero è crollato del 31,5%.
- C’erano delle eccezioni? Bitcoin Cash e Zcash hanno registrato modesti guadagni mentre i trader si sono spostati su asset più antichi.
- Cosa c’è in programma per i mercati globali? L’incertezza incombe con il World Economic Forum a Davos e la minaccia di tasse da 117 miliardi di dollari dell’UE.













